Di Maio: "Io e Di Battista siamo fratelli, i giornali scrivono falsità per dividerci"

Il capo politico del M5s smentisce le tensioni: "È sempre la stessa storia. Noi contro tutti, tutti contro di noi"

Foto ANSA

Torna la pace in casa 5 Stelle. Anzi, a sentire Di Maio le tensioni tra lui e l’ala sinistra del Movimento (rappresentata da Di Battista e Fisco) sarebbero solo una fantasia dei giornali. "Alessandro è un fratello e un compagno di viaggio, così come lo è Roberto e lo sono molti altri" scrive il vicepremier su facebook.

Di Maio: "I litigi tra me e Di Battista? Leggo falsità ovunque"

"La verità è sempre la stessa: quando pensano di averci abbattuto, noi torniamo più forti di prima. Noi rialziamo sempre la testa! Ed è quello che non va giù ai giornali e al sistema. Proprio oggi, non a caso, leggo falsità ovunque. Falsità che hanno il solo scopo di dividerci. Falsità sul rapporto tra me e Alessandro. Parole che io non ho mai pronunciato (come ad esempio ‘dov’era lui? Scompare, si fa pregare, poi si presenta così, a due giorni dal voto a fare il predicatore...’)". 

Per Di Maio dunque i giornali hanno inventato tutto: "È sempre la stessa storia, che si protrae da anni. Noi contro tutti, tutti contro di noi. È un meccanismo collaudato, ma noi non cediamo di un centimetro". 

La versione di Di Battista sulla crisi dei 5 Stelle

Come stanno le cose? In un post pubblicato ieri su facebook Di Battista aveva scritto (riferendosi evidentemente proprio al capo politico del M5s) che "chi è in difficoltà va sempre sostenuto". Però, "va sostenuto dicendogli in faccia cosa non è andato bene e proponendo idee e cambiamenti. Io l'ho fatto, ovviamente, anche in queste ore". Nella notte poi, lo riporta Repubblica, l’ex parlamentare si sarebbe rivolto così a Di Maio: "Luigi ti chiedo scusa per non aver fatto abbastanza in questi mesi per aiutarti".  Stando a quanto dice lui stesso, Di Battista non intende mettere in discussione la leadership di Di Maio - non adesso almeno - ma si aspetta un cambio di passo. Un M5s più barricadero? Vedremo.

Altri giornali, come la Stampa, raccontantano invece di un rapporto sempre più conflittuale, fatto di veleni e sospetti, mentre per Il Giornale "Di Maio è accerchiato e Di Battista già scalpita: pronto l'avviso di sfratto". 

Fico: Di Maio non è in discussione, ma non so più chi siamo

Anche Roberto Fico sembra della stessa idea di Di Battista: "Il problema non è Luigi, ma siamo tutti e dobbiamo lavorare insieme. Serve più lavoro sul territorio" ha detto il presidente della Camera Roberto Fico durante l'assemblea degli eletti M5S. Fico non è d'accordo con la votazione su Rousseau. "E' da vecchia politica mettere in discussione il capo politico dopo una sconfitta - ha scandito - Almeno abbiamo un vertice, il problema è che mancano gli altri". "Dobbiamo riprendere i nostri valori e capire quali sono quelli fondanti" ha esortato in un passaggio del suo intervento.

"Se io devo dirvi oggi che cosa siamo, se devo fare una radiografia di questo Movimento, la mia risposta è che non lo so. Non lo so più che cos'è questo Movimento" le parole pronunciate da Fico, a quanto apprende l'Adnkronos. "Se fossi fuori dal Movimento, lo potrei votare questo Movimento se non comprendo che cosa è? Quali sono i nostri valori e i nostri principi?". "Non dobbiamo abdicare ai nostri principi, i nostri valori. Se io conosco i miei valori, non me li 'scamazza' nessuno. La nostra identità oggi qual è, chi siamo, dove stiamo andando? - ha chiesto ancora - In un mare in tempesta vince chi ha più identità, è come un'ancora nel mare agitato. E noi questa l'abbiamo persa".

Il passaggio sulla "comunicazione malata"

Per Fico "le cose che non vanno sono tante e vanno risolte". E ancora: "Dobbiamo dirci tante cose. Possiamo dirci che in questo anno tante scelte sono state scelte dettate da un'idea di comunicazione malata, che non corrisponde ai nostri valori". "Se la comunicazione si mangia la politica, si è mangiata tutto. E anche noi stessi. Su tante questioni abbiamo guardato prima un sondaggio, siamo caduti negli errori fatti dagli altri partiti - ha detto Fico - Oggi tante cose le facciamo in modo incoerente... Non si può più procrastinare un cambiamento. Da oggi voglio che le cose cambino".

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