Le dimissioni di Di Maio: "Ho iniziato a scrivere questo discorso un mese fa, si chiude un'era"

Via la cravatta: Di Maio si dimette da capo politico del Movimento 5 stelle rivendicando il percorso di transizione iniziato nel marzo 2019 verso il "team del futuro". Vito Crimi nuovo reggente in attesa degli Stati Generali del Movimento. Il discorso

Luigi Di Maio si toglie la cravatta al termine del suo intervento alla presentazione dei facilitatori regionali del Movimento 5 Stelle, Tempio di Adriano, Roma, 22 gennaio 2020. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Di Maio lascia la guida del Movimento 5 stelle. L'annuncio del capo politico pentastellato - anticipato stamane ai ministri - è arrivato in diretta dal Tempio di Adriano di Roma, dove il Movimento 5 stelle presenta il "Team del Futuro", ovvero la squadra dei nuovi facilitatori regionali e (18) nazionali che dovranno portare avanti i progetti del Movimento 5 stelle.

Le dimissioni di Luigi Di Maio

"Ho portato a termine il mio compito". Così Luigi Di Maio alla presentazione del "Team del Futuro" del Movimento 5 stelle. "È giunto il momento di rifondarsi. Oggi si chiude un'era, ho iniziato a scrivere questo discorso un mese fa".

"Siamo l'incubo degli analisti politici ed economici, ma non è finito ma appena inziato".

"I peggiori nemici del Movimento 5 stelle sono all'interno, chi fa della politica il proprio tornaconto - ha detto Di Maio - Alcuni ci hanno tradito ma per uno che ha tradito dieci la nostra fiducia l'hanno ripagata. Avremmo ottenuto risultati migliori se non fossimo andati l'uno contro l'altro".

"Qualsiasi cosa accadrà mi fido di noi, del M5s e di chi verrà dopo di me". 

Poi Di Maio cita Aldo Moro e invita al coraggio, a vivere questo momento con fiducia: "Per stare al governo serve essere presenti sul territorio in maniera organizzata: ci ho lavorato un anno e ho portato a termine il mio compito. Ora inizia il percorso verso gli Stati generali".

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"Dal territorio nasciamo e per stare al governo e dare risposte concrete serve stare sul territorio in maniera organizzata - ha aggiunto - ci ho lavorato un anno e posso dire di aver portato a termine il mio compito. Da oggi inizia il percorso per gli Stati generali".

"Dovremo dire più spesso io mi fido di te. Alcuni obiettivi non abbiamo potuto raggiungerli, ma una parte del Movimento è rimasta delusa e si è allontanata da noi. Ma siamo arrivati al governo in 5 anni da quando siamo in Parlamento, non possiamo essere giudicati per 20 mesi al governo. I risultati andranno avanti."

"Agli Stati Generali dovremmo essere onesti con noi stessi, dovremmo dire quanto tempo ci vorrà per realizzare il cambiamento che abbiamo promesso ai cittadini".

Di Maio ha rivendicato di aver ottenuto 40 leggi in 20 mesi tra cui la "spazzacorrotti" e il reddito di cittadinanza. "Non credo che da queste leggi possa tornare indietro. Da semplice cittadino io scenderò in strada per difenderle insieme a centinaia di italiani".

"Non possiamo essere giudicati per venti mesi di governo, ma alla fine di cinque anni di legislatura è per questo che credo che il governo debba andare avanti".

"Alcuni si sono prestati a dare la percezione del Movimento di tutti contro tutti ma non ha nulla a che vedere con la libertà di espressione. Il lavoro di pochi ha sovrastato il lavoro di tantissimi - continua Di Maio - E non vale solo per il governo, ma anche per i sindaci buttati giù dal fuoco amico dei proprio consiglieri". 

"Se abbiamo allontanato qualcuno è stato per tutelare chi si comporta correttamente. Chi assume comportamenti inaccettabili va sanzionato".

Tema che ha trovato tanti distinguo in seno al Movimento e quello dei migranti e del nodo dei decreti sicurezza. Di Maio qui ha rivendicato la sua azione politica che è stata bersaglio di quanti lo vedevano troppo solidale con Salvini.

"Abbiamo combattuto il business dell'accoglienza e per primi abbiamo posto nel 2017 il problema delle Ong nel Mediterraneo. È un tema che è diventato l'ultimo baluardo delle vecchie forze politiche, per definirsi da una parte o dall'altra. Noi abbiamo il dovere di affrontarlo con un approccio post-ideologico. Il rispetto del diritto internazionale - ha scandito il capo politico uscente - è fuori discussione, ma le Ong devono sottostare alle leggi italiane se vogliono usufruire delle leggi italiane. Come non esiste una nuova missione europea nel Mediterraneo, se non esiste la rotazione dei porti di tutti i paesi europei. E non è possibile che l'Italia venga criticata per aver fatto un accordo con il Governo libico per far partire meno migranti dalla Libia, quando esiste ancora il Regolamento europeo di Dublino che non ci permette fino in fondo di redistribuire migranti in altri paesi.

L'approccio ideologico è: accogliamo tutti, respingiamo tutti. Noi avevamo un vantaggio, potevamo affrontare razionalmente questo tema, e invece in tanti hanno preferito cedere alle sirene dell'uno e dell'altro fronte, perdendo il vantaggio di poter risolvere il problema una volta per tutte".

Il discorso di Di Maio: "Lascio ma non mollo"

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"Questa è la fine di una fase, ma non della mia esperienza con il Movimento 5 stelle - conclude Di Maio ringraziando chi ha fatto parte della sua esperienza politica - sono qui per rassegnare le dimissioni da capo politico del movimento 5 stelle. Io non mollo. Si chiude una fase. Ci vediamo agli Stati Generali dove tutti potranno portare le proprie idee".

"Da questa sera le funzioni di capo politico passano a Vito Crimi con cui ho lavorato in queste settimane per il passaggio di consegne.

Da parte mia continuerò a servire gli italiani e il MoVimento 5 Stelle impegnandomi al massimo. Tra le altre cose, abbiamo da vincere un referendum costituzionale a maggio, quello sul taglio dei parlamentari."

Poi Di Maio conclude con un ricordo di Gianroberto Casaleggio e di un libro che il fondatore dell'M5s gli aveva regalato, "L'elogio della cravatta" a sottolineare la mise che il giovane Luigi amava portare a differenza dei tanti colleghi pentastellati.

"Gianroberto Casaleggio, per tutti gli anni in cui l'ho conosciuto, mi ha fatto un solo e unico regalo: un libro che si intitolava 'l'elogio della cravatta' di Mariarosa Schiaffino, era stato colpito dal fatto che la indossassi sempre, ogni volta che andavo da lui. E mi propose di approfondire il significato del tipo di nodo, perché anche il nodo della cravatta per lui e per quel libro era comunicazione. Tutto per Gianroberto poteva essere un modo per arrivare alla gente.

La cravatta per molti in questi anni ha contraddistinto il mio operato da capo politico. Ora la portate tutti, ma all'inizio non era così... Per me ha sempre rappresentato un modo per onorare la serietà delle istituzioni della Repubblica e il contegno che deve avere un uomo dello Stato. Oggi simbolicamente la tolgo qui davanti a tutti voi"

E con un colpo di scena Di Maio si toglie la cravatta davanti alla platea che lo plaude. Poi, sceso dal palco ha abbracciato il reggente del M5S, Vito Crimi, con la standing ovation della platea sulle note di 'Fix You' dei Coldplay.

Dimissioni Di Maio: il video in diretta

È l'ex direttore di Skytg24 Emilio Carelli, facilitatore della comunicazione pentastellata, a introdurre la giornata a suo dire "storica" per il movimento 5 stelle annunciando come Di Maio parlerà solo alla fine di una prima parte dell'incontro dedicata alla presentazione del team del futuro. 

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"Non so se sarà un passo indietro o un passo a lato. Ma grazie a Luigi per la generosità del suo gesto di oggi che permette al Movimento di fare un passo avanti ed aprire un dibattito" ha detto Carelli.

"Per il governo non cambia nulla"

"Mi sembra di essere tornato a 7 anni fa (quando, con Roberta Lombardi alla Camera, venne nominato capogruppo del M5S al Senato, ndr)" spiega Vito Crimi, arrivando al Tempio di Adriano.  "È un momento significativo, importante, di rilancio per il M5S".

Dimissioni Di Maio: il video in diretta

Negli ultimi mesi sono venuti al pettine molti dei nodi che ribollivano all'interno del Movimento 5 stelle dove si assiste ad una vera e propria diaspora degli eletti in Parlamento dove, così come nelle realtà locali, si assiste ad un conflitto tra le diverse anime pentastellate.

L'ecatombe di consensi alle ultime elezioni regionali e il passo falso del patto civico M5s-Pd in Umbria segnano per certi versi la fine politica del "modello Di Maio" in cui si è visto tutto e il contrario di tutto. 

Dimissioni Di Maio: che cosa succede nel M5s

Oggi il passo indietroLuigi Di Maio lo ha anticipato ai ministri ed esponenti di governo M5s riuniti a Palazzo Chigi, poi nel pomeriggio durante l'evento organizzato al Tempio di Adriano la presentazione dei membri regionali del "Team del futuro". Un passaggio di consegne cui seguirà la formalizzazione delle dimissioni da capo politico e il passaggio della "reggenza" del Movimento al senatore Vito Crimi, viceministro agli Interni e membro più anziano del Comitato di garanzia pentastellato.

Per il movimento 5 stelle inizieranno i mesi più lunghi in attesa degli Stati generali in programma a marzo.

Per i pentastellati si apre la stagione del confronto in cui giocoforza ci si dovrà interrogare sulla democrazia interna al (non) partito e al ruolo dell'associazione Rousseau inviso a molti esponenti ortodossi.

Mille giorni da leader: tre ministeri e molte polemiche

La reggenza del M5S, dopo il passo indietro di Luigi Di Maio da capo politico del Movimento, spetterà a Vito Crimi, in quanto membro più anziano del comitato di garanzia grillino, come riportato dallo statuto del Movimento.

Questo, a quanto apprende l'Adnkronos, almeno in un primo momento, dunque non è escluso che la guida del Movimento si 'ampli' in una seconda fase. Sarà lo stesso Crimi, viene inoltre rilevato dalle stesse fonti, a scegliere il capo delegazione M5S per il governo, che non è stato indicato nella riunione di questa mattina tra Di Maio e i ministri pentastellati.

"Mi sembra di essere tornato a 7 anni fa (quando, con Roberta Lombardi alla Camera, venne nominato capogruppo del M5S al Senato, ndr)" spiega Vito Crimi, arrivando al Tempio di Adriano.  "È un momento significativo, importante, di rilancio per il M5S".

M5s, chi è Vito Crimi

Il viceministro dell'Interno Vito Crimi-2

Il viceministro dell'Interno Vito Crimi e neo reggente del M5s

Vito Claudio Crimi è nato a Palermo, ex impiegato al ministero della Giustizia (assistente giudiziario), dal 2013 siede in parlamento per il Movimento 5 stelle con cui ha iniziato l'esperienza politica nel 2007 con il Meetup Amici di Beppe Grillo di Brescia e nel 2010 è stato candidato del Movimento alla presidenza della Regione Lombardia.

Diplomato nel 1990 “con il massimo dei voti”, ha studiato alla facoltà di matematica ma non si è mai laureato. Dice di avere una “buona conoscenza della lingua inglese scritta” ma ammette di essere “mediocre” nel parlato.

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