Di Maio: "Elezioni a giugno, sarà ballottaggio tra rivoluzione e restaurazione"

Il capo politico del M5s chiude al doppio turno e attacca gli altri partiti: "Vogliono mantenere i loro sporchi interessi". Di Battista contro Salvini: "Non ho mai visto Dudù al guinzaglio"

Luigi Di Maio

Dopo la svolta moderata delle ultime settimane e una volta svanita la possibilità di salire a Palazzo Chigi, Luigi Di Maio torna ai toni da campagna elettorale.  

Un messaggio durissimo quello consegnato dal capo politico del M5s alle altre forze politiche in un video postato su Facebook: prima di tutto a Salvini, reo di aver scelto Berlusconi, anziché fare un governo con i 5 Stelle: uno, ha rimarcato Di Maio riferendosi al leader di Fi, "che ha fatto la legge Fornero, che ha creato Equitalia e che ha bloccato per 20 anni il Paese per i suoi interessi personali".

L'attacco di Di Maio al Pd

Ma ovviamente ce n’è anche per il Pd, che "dopo la mazzata presa il 4 marzo" sembra aver accantonato il renzismo, e invece così non è stato. Anche Renzi, ha sottolineato Di Maio, "sembrava che iniziasse a capire i suoi errori. Sembrava. Ieri è andato da Fazio in tv e anziché chiedere umilmente scusa per i danni fatti dal suo governo ha attaccato me e il Movimento 5 Stelle, chiudendo a qualsiasi ipotesi di contratto e difendendo ancora il suo governo. Per lui un padre di famiglia che perde il lavoro va lasciato solo, senza alcun reddito".

 "Un contratto di governo con il Pd era l’ultima cosa che avremmo voluto fare, ma questa legge scritta da loro ci imponeva di trovare una soluzione per gli italiani e avevamo deciso di seguire un metodo: le cose buone scritte nei programmi elettorali. (…) sappiamo bene che il Pd dice delle cose e poi ne fa altri: nel programma del 2013 non c’era l’abolizione dell’articolo 18, come non c’era la devastazione della scuola".

Proprio per questo, ha detto Di Maio, "volevo vincolare il Pd al programma che ha raccontato agli elettori facendogli firmare un contratto davanti a milioni di italiani". Missione fallita, si direbbe. Il leader del M5s addossa tutte le colpe del fallimento agli altri partiti. 

Di Maio, il videomessaggio su Facebook | Video

Ultime notizie governo, Di Maio: "Partiti pensano solo al loro orticello"

"E' vergognosa la maniera in cui tutti i  partiti stanno pensando ognuno al proprio orticello e ai propri interessi di parte - ha detto ancora -. Non sono venuti neanche al tavolo per confrontarsi sui temi. Hanno pensato solo alle loro poltrone", ha detto ancora Di Maio che più volte tornato sul tema della legge elettorale, da lui giudicato (contro ogni evidenza) il vero ostacolo ad un "governo di cambiamento".

Di Maio: "Al voto a giugno"

"Sfido chiunque di voi a dirmi che i punti che avevo individuato non erano sacrosanti - ha proseguito Di Maio - . Lo sono eccome, e già se si realizzassero solo quelli l’Italia sarebbe completamente diversa. È evidente che di fronte ad un’opportunità di cambiamento questi partiti resistono con tutte le forze. Deve essere chiaro: qui stanno cercando con tutti i modi di fermare un governo del cambiamento, per mantenere i loro sporchi interessi. (…). Ci hanno fatto perdere due mesi. A questo punto per me non c’è altra soluzione: bisogna tornare al voto prima possibile, poi deciderà il presidente Mattarella".

Nuove elezioni a giugno: ecco perché non sarà facile

Anche con l'attuale legge elettorale. Il capo politico dei 5 Stelle chiude dunque ad un governo di scopo per riscrivere le regole, e boccia esplictaemente il doppio turno. 

"Tutti parlano di inserire un ballottaggio nella prossima legge elettorale, ma il ballottaggio sono le prossime elezioni. Quindi io adesso chiedo a Salvini: andiamo insieme a chiedere di andare a votare e facciamo questo secondo turno a giugno. Visto che i partiti hanno paura del cambiamento, allora facciamo scegliere ai cittadini tra rivoluzione e restaurazione".

Renzi-Di Maio, scontro totale: sfuma l'intesa tra Pd e 5 Stelle

Di Battista contro Salvini: "Non ho mai visto Dudù al guinzaglio"

"Luigi dal 4 marzo ad oggi ha dimostrato di avere a cuore il Paese. Le abbiamo tentate tutte ma una massa di cinici più interessanti al consenso ad ogni costo che alla risoluzione dei problemi del Paese si è opposta ad ogni reale tentativo di rivoluzione della legge Fornero, di lotta alla corruzione, di sostegno alle imprese e di contrasto alla povertà dilagante. Tutto il Movimento ha il dovere di sostenere Luigi e la scelta di tornare al voto". Così su Fb l'ex deputato M5s Alessandro Di Battista ha commentato l'ipotesi di elezioni anticipate rilanciata oggi da Luigi Di Maio. Di Battista ha poi attaccato a viso aperto Salvini e Matteo Renzi. 

"Ho sbagliato a chiamare Salvini Dudù, a differenza sua Dudù al guinzaglio non l'ho visto quasi mai. Ora dimostrasse un coraggio che non ha mai avuto e chiedesse elezioni anticipate. Dall'altra parte il bulletto dimostra di non aver imparato nulla dalle batoste ricevute e di essere schiavo della sua stessa arroganza. Il Movimento vuole cambiare questo Paese. Chiediamo agli italiani la possibilità di farlo. O noi o la Lega, il PD non è più un partito, è il simbolo di una casta di privilegiati terrorizzati dall'abolizione dei vitalizi. Coraggio!". 

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