Di Maio pronto al (mezzo) passo indietro: che cosa succede adesso nel Movimento 5 stelle

Soltanto due anni fa conduceva il Movimento 5 stelle allo storico risultato delle elezioni politiche. Ora è pronto a "lasciare": che cosa succederà, tutte le ipotesi

Sta per iniziare una nuova fase nella decennale storia del M5s. Di Maio non sarà più il "leader unico". Foto Ansa

Soltanto ventidue mesi fa, alle elezioni politiche del 26 marzo 2018, conduceva il Movimento 5 stelle allo storico risultato del 32 per cento. Ora Luigi Di Maio è pronto a un primo passo indietro, potrebbe lasciare la guida del M5s. Le voci trovano ampio spazio in queste ore su tutti i media.

Intanto i due deputati M5s Michele Nitti e Nadia Aprile hanno lasciato il Movimento e formalmente fatto richiesta di aderire al gruppo Misto: in due anni sono 31 i parlamentari eletti con il M5s e passati ad altri gruppi, o per decisione personale o perché cacciati. 

Movimento 5 stelle, Di Maio pronto al passo indietro

Ma torniamo al capo politico e ministro degli Esteri Luigi Di Maio: ha convocato per oggi alle 10 i ministri e i viceministri pentastellati. Benché il leader nativo di Avellino sia solito vedere la squadra di governo pentastellata per fare il punto sul lavoro da portare avanti, più fonti qualificate riferiscono all'Adnkronos che oggi, mercoledì, potrebbe essere il giorno della svolta: sarebbe imminente, ovvero atteso a ore, un passo indietro di Di Maio da capo politico del Movimento. 

Una decisione che verrebbe assunta, in questo caso, prima delle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria di domenica, benché lo staff di Di Maio liquidi il tutto come indiscrezioni non corrispondenti al vero. La 'reggenza' del Movimento, da Statuto, spetterebbe a Vito Crimi, in quanto membro più anziano del M5s.

"Si dimette prima delle regionali. Dicono" scrive su Facebook il senatore Gianluigi Paragone con un riferimento implicito al possibile passo indietro di Luigi Di Maio come capo politico.

Che cosa succede adesso nel Movimento 5 stelle?

Uno degli scenari possibili - come detto - è quello di un Di Maio dimissionario fino agli Stati generali con una reggenza affidata a Vito Crimi in quanto membro più anziano del comitato di garanzia. Ma potrebbe anche essere annunciato un "comitato di saggi" che prenda le redini del M5s.

Secondo autorevoli osservatori non c'è più il feeling di un tempo tra Beppe Grillo e Luigi Di Maio, e in questa fase potrebbero invece contare gli ottimi rapporti tra Grillo con Paola Taverna, Chiara Appendino e Stefano Patuanelli: uno dei tre (o più di uno) potrebbe avere un ruolo importante nella nuova fase del Movimento. Sullo sfondo rimane la figura di Alessandro Di Battista, pronto a rientrare in pista e il più amato dalla base. 

C'è chi assicura che quello di Di Maio sarà solo un mezzo passo indietro: avrà ancora un ruolo di vertice nel M5s che verrà, anche se non sarà più lui il leader politico. 

Se davvero Di Maio lascerà prima delle elezioni regionali in Emilia Romagna, lo farà anche per evitare di passare per capro espiatorio: un eventuale risultato sotto al 10 per cento in Emilia Romagna darebbe il là alla resa dei conti definitiva tra le varie anime del Movimento 5 stelle. A livello nazionale il Movimento 5 stelle è accreditato secondo gli ultimi sondaggi del 15 per cento.

Pizzarotti: "Il 2020 può essere l'anno della fine del M5s"

Per il Movimento "in Emilia Romagna sarà dura" perchè Bonaccini rappresenta una proposta politica "seria" e "a livello nazionale se tutto è iniziato nel 2009 il 2020 potrebbe essere l'anno della fine politica dei Cinquestelle". Lo afferma in una intervista alla Stampa il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, ex esponente Cinquestelle e poi sospeso dal Movimento.

"Chi oggi sta al governo e in Parlamento sa che in caso di elezioni non vi tornerà. Dopo l'Emilia Pd e cinquestelle faranno una cosa: proveranno a rifondarsi ma entrambi non toccheranno il governo", spiega. "Io penso che alla fine vincerà Bonaccini ma fino all'ultimo giorno resterà tutto incerto perchè anche in Emilia siamo dentro un'onda più grande", "un'onda mondiale che sta spingendo la Lega" e che "è difficile da contrastare" "anche per chi dispone di tutte le credenziali".Il fenomeno delle Sardine? "Il mondo delle sardine ha risvegliato un certo orgoglio di sinistra che non vuol dire Pd" conclude Pizzarotti.

Conte: "Se Di Maio lascia, rispetterò la decisione"

"A parte che non mi piace commentare le indiscrezioni" credo che "Di Maio sia stato tirato per la giacchetta in questi giorni. Aspettiamo che lui assuma iniziative in questa direzione e poi commenterò". Lo dice ai microfoni di Rtl il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a proposito delle indiscrezioni secondo cui Luigi Di Maio sarebbe pronto a lasciare la leadership del Movimento 5 Stelle. "Se questa fosse la sua decisione - prosegue il premier - lo rispetterò. Se dovesse maturare questa decisione, lo farà col massimo senso di responsabilità. E sicuramente mi dispiacerà sul piano personale".

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di maio di battista ansa-4

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