Di Maio e il nuovo M5s di lotta e di governo: basta sconti a Salvini

La parola d’ordine è frenare la cavalcata della Lega e rimarcare la distanza dal "salvinismo". Sul tavolo anche la riorganizzazione del Movimento e l'apertura alle liste civiche: "Quelle in Basilicata saranno le ultime elezioni con le vecchie regole"

Luigi Di Maio

Mentre il centrodestra vola, Pd e 5 Stelle si contendono la palma di "migliore sconfitto". L’obiettivo è minimizzare. Così per Zingaretti "il voto in Basilicata conferma che l'alternativa al centrodestra e a Salvini siamo noi", mentre Di Maio si consola con il fatto che il M5s è ancora il primo partito e "se andassimo al voto alle elezioni politiche domani potremmo anche rivincere in quella regione". Come (quasi) sempre accade in Italia, il giorno dopo le elezioni non ha perso nessuno.

In realtà però il voto in Basilicata potrebbe segnare uno piccolo spartiacque nella politica italiana nel senso che nelle prossime settimane Pd e M5s dovranno ripensare alla propria identità e al proprio ruolo. Sotto esame i due leader. Uno è Zingaretti che dopo l’elezione a segretario ha il diritto (e il dovere) di farsi sentire e portare avanti i temi su cui si è impegnato in campagna elettorale (lavoro e diritti). A Di Maio l’arduo compito di contendere la leadership a Salvini e fermare il declino del Movimento in calo ormai da mesi nei sondaggi. Sia Di Maio che Zingaretti si apprestano dunque a recitare un nuovo copione.

Di Maio e la fase due del Movimento

Un piccolo assaggio di quanto stiamo dicendo lo abbiamo avuto già oggi: se il segretario Pd ha attaccato (per la verità senza troppa convinzione) il governo chiedendo "di sospendere il prelievo sulle pensioni che costa tre miliardi e mezzo ai pensionati italiani", Di Maio ha recitato la parte del poliziotto buono (e magari di sinistra) spiegando su facebook che la cittadinanza a Ramy si deve dare ("facciamolo e basta"). E Salvini se ne farà una ragione. 

Di Maio Ramy-2

Di Maio e il nuovo M5s di lotta e di governo

In realtà, nonostante le dichiarazioni di facciata nel M5S c’è molta preoccupazione in vista delle Europee. La parola d’ordine è frenare la cavalcata della Lega, che sta letteralmente cannibalizzando il Movimento. E proprio per questo Di Maio si prepara al cambio di passo. Secondo un retroscena rivelato da AdnKronos, il capo politico del M5s sarebbe "pronto a  pestare i piedi a Salvini un giorno sì e l'altro pure". A partire dal tema della sicurezza. Il M5s dunque non intende più essere subalterno alla Lega. E il post su Ramy ne è una prova.

"Questo è un Paese che vale molto di più della semplice indignazione" scrive Di Maio. "Iniziamo a guardare avanti. Facciamolo. Senza perderci in facili strumentalizzazioni". Un modo per rimarcare la distanza dalla Lega e dal "salvinismo" che finora ha visto i 5 Stelle succubi.

Lo strano silenzio di Di Battista

Altro punto della strategia di Di Maio è quella di tornare a parlare di temi cari al Movimento della prima ora, rispolverando le 5 Stelle grilline. Un tema che si intreccia anche con lo strano silenzio di Di Battista. Nel corso di una diretta facebook Di Maio si è lasciato sfuggire una frase sibillina. "Questo è il momento di non mollare, questo è il momento di dare ancora di più. Non ci sono viaggi da fare...". Un modo, forse, per chiedere a Di Battista (in partenza per l’India) di dare il suo contributo in vista delle Europee. Secondo "autorevoli fonti" del M5s citate da AdnKronos però difficilmente l’ex parlamentare tornerà in campo (almeno a breve). Di Battista si sarebbe risentito per le critiche piovutegli addoso dopo il tonfo in Abruzzo e Sardegna e non sembra intenzionato a ripensarci.

Il capo politico: "Saranno le ultime elezioni con le vecchie regole"

Infine la riorganizzazione del Movimento con l’apertura alle liste civiche. "Le elezioni lucane sono forse le ultime, di una serie di consultazioni regionali, che affrontiamo con le vecchie regole del movimento” ha detto oggi Di Maio in conferenza stampa. "Dalle prossime regionali – ha aggiunto - passeremo anche a nuove regole di individuazione di movimenti civici nel territorio che vogliono collaborare con noi". L’imperativo è categorico: bisogna cambiare. E bisogna farlo in fretta. 
 

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