Di Maio e gli altri big rischiano di andare a casa: per il M5s è l'ora della verità

Il Movimento dovrà decidere una volta per tutte se derogare o meno alla regola dei due mandati. Con la crisi di governo (e il ritorno di Di Battista) si apre però anche la partita della leadership

Luigi Di Maio e Danilo Toninelli

"Nessun problema ad andare al voto. Anzi, dopo quel che è successo ci corriamo alle urne". Su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio ostenta sicurezza, ma in realtà la crisi dell’esecutivo rischia di mettere in ginocchio anche e sopratutto i 5 Stelle. O almeno l’attuale classe dirigente del M5s.

Stando al regolamento interno, Di Maio e tanti big del Movimento dovrebbero infatti appendere le scarpe al chiodo (o il doppio petto nell'armadio) e tornare a fare i "normali cittadini". Il M5s ne uscirebbe stravolto. Uno dei pochi dirigenti di peso a salvarsi sarebbe Alessandro Di Battista che ha all’attivo un solo mandato, ma la maggior parte dei parlamentari di spicco dovrebbe rinunciare a candidarsi.

A meno che Di Maio non decida di rimangiarsi tutto. Il tanto discusso "mandato zero" con cui il M5s ha aggirato la regola due mandati per i consiglieri comunali potrebbe tornare utile. Del resto lo stesso Di Battista non molto tempo fa disse a 'Otto e Mezzo' che "se Salvini dovesse far cadere il governo proporrei, visto che la legislatura sarebbe durata un anno, di non considerare questa legislatura come mandato".

Con la crisi di governo il ruolo di Di Maio è in bilico

L’ex parlamentare aggiunse anche che "se si tornasse al voto mi ricandiderei al 100%". Di Battista dunque sarà della partita. Quale sarà il volto del Movimento 5 Stelle 2.0 resta però un mistero. Di Maio parla e agisce ancora da leader quando cerca di rintuzzare gli attacchi dell’ex alleato, ma con il governo che affonda anche il suo ruolo da capo politico è in discussione. Oltre alla regola dei due mandati - che probabilmente verrà in qualche modo accantonata - nel M5s si apre dunque anche la complicata partita della leadership.

Difficile capire cosa accadrà: secondo l'Huffington Post l'ipotesi più probabile è quella di un patto tra Di Maio e Di Battista: il primo verrebbe confermato come capo politico, mentre all'ex parlamentare verrebbe affidato il ruolo di candidato premier e "frontman" del Movimento durante la campagna elettorale. 

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