Perché dopo la direzione Pd l'Italia va verso il voto anticipato

A ben guardare sono ormai poche le carte in mano a Mattarella in vista del nuovo giro di consultazioni con i rappresentati dei gruppi parlamentari convocati al Quirinale per lunedì. Il centrodestra chiede l'incarico ma non ha la maggioranza per una fiducia a Salvini premier

"Evidente che la direzione di oggi porta direttamente al voto anticipato". Lo dichiara Simone Valiante, ex deputato dem e componente della direzione nazionale.

"La relazione di Maurizio Martina, onesta nella sua impostazione politica e seria nei contenuti, porta in ogni caso ad una chiusura netta sia ai 5 stelle che al camuffato governo istituzionale con il centro destra. Se non c'è nulla di velato appare evidente che la direzione di oggi porta direttamente al voto anticipato"

Cosa succede dopo la direzione Pd

È questo dunque il messaggio che arriva dall'assemblea del partito democratico di oggi al Capo dello Stato?

"La posizione dei renziani del 'no al confronto' con il M5S porta direttamente al voto e, paradossalmente, è lo stesso Renzi ad assecondare la richiesta di Di Maio di voto immediato. Lo ha ribadito Francesco Boccia concludendo il suo intervento alla direzione PD.

E in effetti, a ben guardare sono ormai poche le carte in mano a Mattarella in vista del nuovo giro di consultazioni con i rappresentati dei gruppi parlamentari convocati al Quirinale per lunedì.

Dopo la prima "esplorazione" di Casellati volta ad avviare un dialogo tra M5s e centrodestra e quella di Fico naufragata dopo un timido approccio tra 5 stelle e Pd, ora Mattarella potrebbe accordare un incarico a Matteo Salvini in rappresentanza di un centrodestra "pronto ad andare da solo" ma, si ragiona in ambiti del Quirinale, il Capo dello Stato non vorrebbe dare un mandato in bianco senza una chiara prospettiva di successo. Anche perché, sarebbe un governo senza fiducia quello destinato a traghettare l'Italia ad elezioni che appaiono sempre più prossime.

Centrodestra chiede l'incarico per Salvini premier

Il leader della Lega Matteo Salvini è pronto a prendere un pre-incarico dal presidente Mattarella ed è pronto ad andare in Parlamento e sulla base di un programma (dai migranti alla Flat Tax, dal sostegno al reddito all'abolizione della Fornero) chiedere il sostegno ai parlamentari di altre forze politiche. L'auspicio, si apprende inoltre, è che ci sia una convergenza da parte del M5S o da parte di un gruppo di parlamentari che condividano il progetto laddove si esclude ogni tipo si alleanza con il Pd.

Giorgia Meloni ha annunciato che proporrà a Matteo Salvini e Silvio Berlusconi di chiedere un incarico pieno a Mattarella per andare in Parlamento, e verificare se ci sono i numeri su alcune proposte serie di cose da fare. "E se non ci saranno quei numeri vorrà dire che sarà comunque un governo di centrodestra ad accompagnare l'Italia a nuove elezioni e non il governo Gentiloni".

A ben guardare al centrodestra a trazione leghista mancheranno però i voti: Dopo il bisticcio tra Salvini e Di Maio finito addirittura a carte bollate, arriva la netta chiusura del Pd. Per il leader del carroccio e del centrodestra sarà impossibile trovare, a meno di rivoluzioni in parlamento, i numeri per dar vita ad un governo capace di entrare nel pieno delle funzioni. E per Mattarella potrebbe non essere accettabile. 

Resta quindi il governo Gentiloni? Il disbrigo degli affari correnti affidato all'esecutivo uscente e alla commissione speciale del parlamento assicurerebbe una via d'uscita non senza suscitare i timori dei mercati già paventati da Bruxelles. Eppure, prima del 2019 potrebbe essere impossibile andare al voto: la finestra del voto a Giugno è fuori discussione e ad ottobre ci sarà da affrontare il nodo del bilancio. L'occasione per far tornare gli italiani alle urne rischia di finire direttamente alla terza settimana di maggio del 2019 quando si terranno le elezioni europee.  

governo possibilità ansa centimetri-2

Le consultazioni: il "terzo round" di Mattarella

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riprenderà lunedì 7 maggio le consultazioni per la formazione del nuovo Governo.

  • Alle ore 10.00 salirà al Colle il "Movimento 5 Stelle";
  • Alle 11.00 il centrodestra con i rappresentati dei gruppi parlamentari di "Fratelli d'Italia"; "Forza Italia - Berlusconi Presidente", "Lega - Salvini Premier";
  • Alle 12.00 il gruppo del "Partito Democratico";
  • Alle ore 16.00 "Liberi e Uguali";
  • alle ore 16.20 Gruppo Parlamentare per le Autonomie (SVP-PATT,UV) del Senato della Repubblica, Partito SVP (Südtiroler Volkspartei) e (UV - Union Valdôtain);
  • alle ore 16.40Gruppo Misto del Senato della Repubblica;
  • alle 17.00 Gruppo Misto della Camera dei Deputati;
  • alle ore 17.30 salirà al Colle Roberto FICO, Presidente della Camera dei Deputati;
  • alle 18, Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI, Presidente del Senato della Repubblica. 

Non ci sarà invece il presidente emerito Giorgio Napolitano dopo l'operazione cardiaca cui è stato sottoposto la vigilia del 25 aprile.

Elezioni anticipate: i 5 stelle vanno l'infinity war

Il M5S si prepara a un'opposizione durissima, anche se, dal nuovo giro di consultazioni del Presidente Sergio Mattarella fissato per lunedì prossimo, dovesse prendere forza l'ipotesi di un esecutivo di scopo per uscire dalle secche.

Con 338 parlamentari all'attivo, e le presidenze di diverse commissioni il Movimento può mettersi di traverso e rendere la vita impossibile ad governissimo. E al Quirinale i 5 Stelle rinnoveranno la loro richiesta di tornare al voto.

Di Maio: "Ora la palla passa a loro"

"Insieme a Danilo (Toninelli) e Giulia (Grillo) e a tutti voi che ci avete sempre sostenuto, abbiamo cercato fino alla fine di dare un governo che offrisse finalmente soluzioni a questo nostro martoriato Paese. Che è il motivo per cui nel 2012 mi sono candidato la prima volta. Ora la palla passa a loro". Così Luigi Di Maio, leader M5S, in una e-mail inviata ai parlamentari del Movimento 5 Stelle.

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"Nei prossimi giorni parleremo con i cittadini nelle piazze e in tv. Avevamo creduto che i partiti, con tutte le batoste che hanno preso in questi anni, avessero imparato la lezione e avessero capito che è finalmente arrivato il momento di dare delle risposte agli italiani, non alle coalizioni di forze politiche o alle segreterie. Invece il cinismo e l'arroganza hanno prevalso durante questi 55 giorni di tentativi". 

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