Roma nel caos rifiuti: M5s vota contro Raggi e cancella la nuova discarica

La portata della debacle della Giunta guidata da Virginia Raggi è tutta nei numeri dei consiglieri del Movimento 5 Stelle che hanno votato le mozioni dell'opposizione. Ma il caos nel Movimento 5 stelle potrebbe travolgere anche Di Maio

Per Roma l'emergenza rifiuti è conclamata dopo il no alla discarica a Monte Carnevale uscito chiaramente dal voto dell'assemblea capitolina.

Due mozioni gemelle presentate dalle opposizioni e votate dai consiglieri del Movimento 5 stelle impegnano la giunta pentastellata a riconsiderare la scelta della cava di Monte Carnevale come sito per la nuova di discarica di servizio alla Capitale e, parimenti, di ritirare la delibera di Capodanno in cui si indica l'area della Valle Galeria ancora come sito per lo smaltimento dei rifiuti dopo l'annosa chiusura di Malagrotta. 

Malagrotta 2: solo tre grillini con la sindaca Raggi

La portata della debacle della Giunta guidata da Virginia Raggi è tutta nei numeri dei consiglieri del Movimento 5 Stelle che hanno votato le mozioni dell'opposizione.

Dodici i consiglieri m5s che hanno votato a favore della mozione di Fratelli d'Italia (Allegretti, Catini, Coia, Di Palma, Diaco, Donati, Ferrara, Ficcardi, Guadagno, Paciocco, Seccia e Sturni), tre si sono astenuti (Bernabei, Spampinato e Stefàno) mentre altri tre consiglieri (Ardu, Chiossi e Diario) hanno votato contro.

Sulla mozione del Pd hanno votato sì cinque consiglieri del M5S (Catini, Coia, Diaco, Ficcardi e Guadagno), in 10 si sono astenuti (Bernabei, Di Palma, Diario, Donati, Paciocco, Seccia, Simonelli, Spampinato, Stefano e Sturni) mentre ha votato contro Chiossi.

Non ha partecipato al voto il capogruppo del Movimento 5 Stelle Giuliano Pacetti.

Discarica, a Roma nessun sito idoneo

"Già il commissario all'emergenza rifiuti a Roma nel 2012 non era riuscito a trovare siti idonei, evidenziando come a Roma non ce ne fossero" spiega in una nota il presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli.

"Nella rosa dei siti ipotizzati quasi tutti sono cave (che andrebbero ripristinate ambientalmente) con falde affioranti o vincoli di varia natura: ho citato Falcognana non come sito da scegliere, ma solo per il fatto che è l'unico che è già operativo, ma lo è come discarica di rifiuti pericolosi".

Una giornata campale quella di oggi a palazzo Senatorio iniziata alle 10 con la protesta dei cittadini della Valle Galeria. Una giornata che potrebbe avere anche risvolti politici: "Il voto di oggi dell'Aula del Campidoglio sulla discarica di Monte Carnevale segna la fine dell'esperienza di Virginia Raggi'' dichiarano Luciano Nobili e Roberto Giachetti, deputati di Italia Viva.

''Dopo 3 anni e mezzo di bugie sui rifiuti dopo aver portato Ama al collasso, dopo aver lasciato Roma sommersa dai rifiuti in uno stato di permanente emergenza quotidiana, dopo aver detto no a qualsiasi impianto o possibile soluzione, siamo alla comica finale. La Raggi individua un sito - sbagliato - per la discarica di servizio e viene sconfessata in Aula dal suo stesso partito. È il fallimento di tutti i populisti: possono vincere un'elezione ma non sono in grado di governare. Roma è la prova evidente''.

protesta-valle-galeria-2

Movimento 5 stelle: che cosa sta succedendo

Che il caos nel Movimento 5 stelle sia esplosivo lo si evince anche dall'atmosfera che si respira a livello nazionale. Dovrebbero arrivare a breve i provvedimenti disciplinari - espulsioni comprese - contro alcuni parlamentari.

I deputati Nadia Aprile e Michele Nitti sono passati nel gruppo Misto: è di oggi la loro lettera al presidente della Camera, Roberto Fico, per annunciare l'addio. Transfughi a parte, ci sono ancora svariati eletti nel mirino della procedura in corso presso i probiviri: rei di aver evaso, in qualche caso praticamente dall'inizio della legislatura, il sistema delle "restituzioni" di una quota delle loro indennità.

Che la situazione sia in movimento, con la minuscola, lo testimonia anche la lettera inviata ai vertici del gruppo parlamentare di Palazzo Madama da cinque senatori (Mattia Crucioli, Emanuele Dessì, Primo Di Nicola, Gianni Marilotti e Cataldo Mininno) per chiedere che Danilo Toninelli, responsabile dell'organizzazione degli Stati generali del Movimento in programma a metà marzo, vada a fare il punto delle scelte in corso di realizzazione in una assemblea congiunta di deputati e senatori stellati.

È considerata "imminente", dalle voci stellate del Transatlantico, anche la prossima mossa ad uso interno di Luigi Di Maio che potrebbe rinunciare al doppio incarico di capo politico e di ministro (che terrebbe).

Le regole interne individuano un reggente nella figura del componente anziano del Comitato di garanzia, quindi il viceministro dell'Interno Vito Crimi. Uomo non sospettabile di ambizioni da leader e, pur essendo un esponente storico vicino alla casa madre milanese, non un pasdaran: quindi, nel momento di crisi che il M5S sta attraversando, accreditato da molti di sufficiente spirito unitario.

Resta da vedere se Di Maio vorrà davvero far precipitare la resa dei conti interna con un "passo indietro", peraltro subito prima di una tornata di elezioni regionali che nel M5S si dà per scontato che saranno molto dolorose; il rischio è di dare l'impressione di volersi sfilare proprio nel momento più critico per i gialli.

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Il leader e ministro degli Esteri, intanto, domani presiederà l'evento per la presentazione dei facilitatori regionali che andranno a completare il cosiddetto Team del futuro. Un gruppo dirigente allargato, dai poteri non chiaramente definiti, che rappresenta la sua proposta di riforma interna del capo politico. Ma che finora non è bastata a fermare malumori espliciti e tensioni sotterranee.

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