Droni Usa nelle basi italiane: Renzi "si piega" a Obama

Il premier italiano: "Ok ai droni da Sigonella" ma "solo se l'obiettivo è l'Isis". Per Palazzo Chigi la priorità per risolvere la questione libica "resta la via diplomatica". Ma intanto la Sicilia si arma

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ROMA - Droni Usa nella base italiana di Sigonella per attaccare l'Isis. A riportare la notizia è il Wall Street Journal. Il giornale di New York parla di un Renzi che "accetta tranquillamente" la decisione di Obama di schierare mezzi guerra nella base siciliana. Una voce confermata a stretto giro di posta dal premier italiano che, ospite di Rtl 102.5, parla di "piccoli spiragli in Siria" e "ore decisive per il governo in Libia" dove "la priorità è diplomatica. Poi, se abbiamo prove di potenziali attentatori, è evidente che l'Italia farà la sua parte, come tutti gli altri". Parte che, in questo caso, significa dare il via libera ai bombardamenti americani dal suolo italiano. 

Come ha già detto il ministro Pinotti, le autorizzazioni al decollo dei droni sono caso per caso: se si tratta di fare operazioni contro terroristi e potenziali attentatori dell'Isis ci mostreremo in sintonia con i nostri alleati.

DA SIGONELLA - Per il momento i droni americani potranno decollare da Sigonella solo per azioni a scopo difensivo, ovvero per "proteggere le operazioni delle forze speciali statunitensi in Libia". L’America vorrebbe usare la base anche per azioni "offensive". Finora – scrive il Wsj – l’Italia si è rifiutata di cedere su questo punto. Ma Obama vuole una strategia militare più decisa contro l’Isis in Libia: il permesso far decollare droni anti-Isis dalla base di Sigonella gli Stati Uniti fu avanzato nel gennaio dell’anno scorso, ma le trattative "segrete" sono entrate nel vivo solo ad aprile 2015. E oggi sono praticamente chiuse, anche se in Italia la cosa non è mai stata discussa.

PINOTTI - A confermare le indiscrezione del Wsj ci sono anche le parole del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, che in un'intervista al Messaggero parla di un'autorizzazione praticamente pronta. "La base di Sigonella è utilizzata dagli Stati Uniti secondo un trattato che risale agli anni '50. Ogni volta che si configurano assetti nuovi, parte una richiesta. Nulla di strano. C'è stato bisogno di una serie di interlocuzioni, perché l'Italia dev'essere coinvolta con un ruolo di leadership e di coordinamento in una strategia di sicurezza complessiva rispetto alla Libia". L'Italia ha ottenuto di ricevere "una richiesta puntuale degli americani al nostro governo tutte le volte che dev'essere utilizzato un mezzo in partenza da Sigonella". 

Negoziazione significa che abbiamo voluto chiarire il ruolo di protagonista dell'Italia in una strategia condivisa di lotta al terrorismo e stabilizzazione della Libia. Noi non siamo solo un paese che ospita. 

I DRONI - "I droni armati americani - ha spiegato il ministro - sono pensati non solo in funzione della Libia, ma per la protezione degli assetti e del personale americano e della coalizione in tutta l' area. Non è una decisione legata a un'accelerazione sulla Libia". Al momento, ha infatti precisato Roberta Pinotti, "non c'è alcuna missione in partenza. Se si dovesse decidere una missione in Libia lo chiederemmo al Parlamento".

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