Ecotassa, pensioni d'oro e reddito di cittadinanza: i punti di frizione tra Lega e M5s

Scintille nella coalizione di governo. Il Carroccio vuole cancellare la tassa sulle auto inquinanti, ma costa 156 milioni, Giorgetti e Di Maio discutono sul reddito di cittadinanza e il tempo per 'chiudere' la manovra è sempre meno

Di Maio e Salvini

Mentre all'esterno l'Italia sta portando avanti la trattativa con l'Europa per evitare la procedura d'infrazione, in 'casa' prende corpo una discussione interna al governo Lega-M5s su diversi punti della manovra, alcuni cruciali ed altri molto criticati. 

Ecotassa

L'ultimo nodo è stato quello della tassa sulle auto inquinanti, misura che la Lega ha intenzione di cancellare. Tra le misure proposte dalla Lega per modificare il ddl bilancio in commissione Bilancio al Senato c'è proprio l'abolizione della cosiddetta 'ecotassa'. La misura, fortemente voluta dal Movimento Cinque Stelle, è stata introdotta nel primo passaggio parlamentare del provvedimento ed è stata da subito fortemente criticata. Con l'emendamento, firmato da tutto il gruppo, si chiede di sopprimere la norma. La modifica ha un costo di 156 milioni di euro l'anno per il periodo 2019-2021.

''Come governo diciamo no a qualsiasi tassa sulle auto, come su altro - afferma il sottosegretario al ministero dell'Economia, Massimo Garavaglia -. Se gli amici del Movimento 5 stelle trovano altre coperture per gli incentivi, siamo ben contenti''.

Bonus per auto ibride ed elettriche

E sul bonus per le auto elettriche e ibride interviene anche il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture, Michele Dell'Orco, che definisce "imprescindibile" una riformulazione del governo''. Le risorse per le coperture ''da qualche parte ci dovranno essere'" spiega l'esponente del Movimento 5 stelle. Anche se il malus, secondo Dell'Orco ''non è una nuova tassa'', si sta cercando di rivedere la misura. ''La nostra intenzione è quella di non toccare le utilitarie'', spiega il sottosegretario.

Il piano 'Salva Panda'

Anche Di Maio ha dovuto fare i conti con l'ecotassa, annunciando una riformulazione della norma approvata alla Camera per “salvare la Panda”. In pratica per riportare l’utilitaria Fiat sullo stesso piano delle dirette concorrenti che, essendo più virtuose sul piano delle emissioni di CO2, sarebbero state esenti dalla tassa anche nella prima versione dell’emendamento che introduce il nuovo tributo sull’acquisto di auto per finanziare gli incentivi ai modelli che emettono meno, di fatto solo elettrici e ibridi.

Le pensioni d'oro

Ma se modificare la tassa sulle auto inquinanti è stata una mossa quasi 'condivisa', un nodo ancora più ostico tra Lega e Movimento 5 Stelle sarà l'emendamento sul taglio alle pensioni d’oro superiori a 90mila euro lordi l’anno che prevede riduzioni dal 10 al 40% sugli assegni da 4.500 euro al mese. La proposta (primo firmatario il pentastellato Patuanelli) non ha però il placet della Lega che ha stretto giro ha fatto sapere che sarà riformulata soprattutto perché le decurtazioni previste sono troppo elevate e la soglia di accesso (4.500 euro mensili) è troppo bassa.

Scintille sul reddito di cittadinanza

Un botta e risposta diretto è arrivato invece tra il vicepremier e ministro del Lavoro Di Maio e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giorgetti. “Il programma elettorale del M5S al Sud ha registrato larghi consensi probabilmente anche perché era previsto il reddito di cittadinanza - ha sostenuto l'esponente leghista - Credo che abbia orientato pochissimi elettori delle mie zone. Magari è l'Italia che non ci piace ma con cui dobbiamo confrontarci e governare”, parole a cui il leader pentastellato ha replicato: “Dire che il reddito di cittadinanza piace a chi non ci piace, come ho sentito dire in una dichiarazione, significa dire che non ci piacciono le persone in difficoltà. Queste persone sono nelle periferie di Milano e Torino, come a Pescara o a Palermo e Catania”.

“Siamo stati eletti – ha proseguito Di Maio – per quelli che non stanno bene. Le persone che stanno bene e portano avanti l’economia del Paese hanno tutto il nostro rispetto ma la vera sfida è aiutare chi è in difficoltà”.

In serata anche Matteo Salvini è intervenuto per stemperare gli animi: “Leggo i giornali e mi diverto un mondo. Ci vogliono far litigare da sei mesi, mentre abbiamo fatto più noi in sei mesi di tutti i fenomeni della sinistra negli anni passati. Contiamo che anche a Bruxelles abbiano capito che vogliamo aiutare gli italiani e che riusciremo a fare sull’economia quello che abbiamo già fatto da soli su immigrazione e sicurezza”. 

Manovra, pensioni e Iva: i provvedimenti più apprezzati dagli italiani

“Una sinistra che si occupava tanto di banche e di finanza e poco di italiani – ha aggiunto Salvini – ha in questo governo la miglior risposta. Il sostegno e l’affetto e la fiducia negli italiani valgono tremila critiche di Renzi, Saviano e dei professoroni da salotto. Più contento non potrei essere”.

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Le altre proposte

Il Carroccio, come annunciato, ha ripresentato il condono con il ‘saldo e stralcio’ delle cartelle tra il 2000 e il 2017 per chi è in grave difficoltà economica. I debiti potranno essere estinti pagando il 16% con Isee non superiore a 8.500 euro, il 20% con Isee fino a 12.500 euro e 35% con Isee oltre i 12.500 euro e fino a un massimo di 20mila euro. Dalla Lega arrivano altre proposte come quella sulla flat tax al 7% per i pensionati residenti all’estero da almeno 5 anni che scelgono il Sud o l’idea di estendere anche al 2020 la cedolare secca sui negozi introdotta per il 2019. 

I pentastellati, invece, vogliono mettere il cappello sul taglio dell’Imu per i capannoni e propongono con un proprio emendamento di portare lo sconto al 50% rispetto al 40% già deciso alla Camera su sollecitazione del Carroccio. I 5S chiedono poi di esentare i disabili dal pagamento del canone Rai. E ancora la Lega propone di mandare prima in pensione le mamme lavoratrici con tre figli, l’inserimento in bolletta del pagamento della Tari per i Comuni in dissesto e 12 milioni per gli orfani di femminicidio. I due partiti di maggioranza insieme puntano ad estendere l’ecobonus (gli sconti fiscali per interventi di efficienza energetica) fino al 2021, anziché al solo 2019 e il sismabonus (per la messa in sicurezza antisismica) al 2024 (oggi al 2021).

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Il tempo stringe

Da domenica 16 dicembre dovrebbero iniziare le votazioni per concludersi lunedì, in tempo per consentire l’approdo in Aula martedì 18 dicembre. Non sono esclusi slittamenti, anzi il rinvio almeno di un giorno, al 19, è molto probabile considerando che per quel giorno il governo dovrebbe chiudere la partita con Bruxelles e presentare le correzioni in Aula. Il testo dovrà poi tornare alla Camera per la seconda lettura che molto probabilmente scavallerà il Natale per chiudere, se tutto va bene, prima di Capodanno.

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