Italia al voto? Rivoluzione nei partiti: ecco i papabili candidati premier

Se si dovesse tornare alla urne il M5s potrebbe scegliere Di Battista, mentre nel Pd salgono le quotazioni di Gentiloni. La Lega accelera sulla data delle elezioni

Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista

Grandi manovre all’interno dei partiti che nei prossimi giorni saranno chiamati a scegliere i candidati premier in vista delle prossime elezioni. Il primo (e finora l’unico) a lanciare il guanto di sfida è stato Matteo Salvini che da Pescara ha detto di voler correre "da solo e a testa alta". La sua però era una candidatura scontata. Così com’è scontato che anche in caso di allenza post elettorale con Fratelli d’Italia lo scranno di Palazzo Chigi vada a lui. Più complicate le cose nel Pd e in casa 5 Stelle.

Tra i dem pare si sta facendo strada l’ipotesi di una candidatura di Paolo Gentiloni, un nome che non sarebbe inviso agli altri candidati della coalizione e che nel suo anno a Palazzo Chigi ha fatto registrare percentuale di gradimento alte anche tra gli elettori. Altre opzioni sono quelle di Carlo Calenda o del sindaco di Milano Beppe Sala, ma al momento il nome più gettonato sembra proprio quello di Gentiloni. 

M5s, il patto tra Di Maio e Di Battista

Anche nel Movimento si nel M5s si è aperta la complicata partita per la leadership: l'ipotesi più probabile è quella di un patto tra Di Maio e Di Battista: il primo verrebbe confermato come capo politico, mentre all'ex parlamentare verrebbe affidato il ruolo di candidato premier e "frontman" del Movimento durante la campagna elettorale. Sembra ormai scontato che ci sarà una deroga ai due mandati per consentire ai big del M5s di ricandidarsi.

La data del voto

Quanto alla data del voto,  la Lega spinge sull'acceleratore per una calendarizzazione rapida che porti a nuove elezioni tra settembre e ottobre. Per ottimizzare i tempi, Salvini ha dato intanto appuntamento alla Camera ai suoi per le 18 di lunedì 12, la stessa giornata in cui, al Senato, è stata convocata alle 16 la Capigruppo che deciderà quando si dovrà votare la mozione.

Fissata invece per martedì 13 agosto alle 12 la riunione dei capigruppo della Camera. Riunione che servirà a calendarizzare la mozione di sfiducia presentata dalla Lega, che, in base al Regolamento, va "discussa nella seduta che il Senato stabilisce, sentito il governo, e comunque non prima di tre giorni dalla sua presentazione". 

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