Regionali, nessun impatto sul governo (con qualsiasi risultato): perché Conte non rischia

Sono in tanti a pensare che l'unico elemento in grado di far davvero traballare il governo Conte bis sarebbe una vittoria della Lega nella regione rossa per eccellenza. Molto probabilmente invece la tenuta dell'esecutivo non è a rischio, qualsiasi sarà l'esito del voto

Foto: Ansa

Lucia Borgonzoni, candidata leghista alle elezioni regionali in Emilia Romagna, lo ha ripetuto più volte nelle scorse settimane. "Le elezioni del 26 gennaio? Chiaro che non è una partita semplice. Ma è la prima volta nella storia in cui possiamo farcela. Se il centrodestra vincesse ci sarebbe uno scossone fortissimo".

Quasi tutti i sondaggi (l'ultimo è quello Demopolis per Citynews) dicono che Stefano Bonaccini è avanti, ma il distacco non è abissale. "Le persone mi chiedono risposte concrete: a nessuno interessano gli equilibri nei partiti o quello che succede a Roma" dice oggi il presidente uscente. "I miei avversari continuano a indicare un solo obiettivo: vincere qui per mandare a casa Conte".

Sono in tanti a pensare che l'unico elemento in grado di far davvero traballare il governo Conte bis sarebbe una vittoria della Lega nella regione rossa per eccellenza. Lo sperano nel Carroccio e in tutto il centrodestra, e di sicuro in tanti anche nel governo sono d'accordo con una vecchia volpe della politica italiana come Pierluigi Bersani quando dice che per il centrosinistra perdere le elezioni in Emilia Romagna vorrebbe dire "chiudere bottega di una delle sale macchine del riformismo". 

Elezioni Emilia Romagna, il governo non cadrà in nessun caso

Tuttavia ciò non significa che ci saranno conseguenze dirette per la tenuta dell'esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Il motivo è molto semplice. In caso di vittoria di Bonaccini, l'assalto leghista alla regione simbolo della sinistra fallirebbe, e uno dei due partiti più importanti che sostengono il governo, il Partito democratico, di cui Bonaccini è esponente, ne uscirebbe di molto rafforzato. E il probabile risultato negativo del Movimento 5 stelle passerebbe in secondo piano.

Se invece dovesse, a sorpresa, vincere Lucia Borgonzoni, con contestuali risultati negativi di Bonaccini e anche del candidato del M5s Simone Benini, il governo potrebbe decidere di mettere da parte gli screzi, ricompattarsi e "fare squadra", in modo da prolungare la legislatura, se non fino alla scadenza naturale del 2023, almeno fino al 2022, quando sarà eletto il presidente della Repubblica che prenderà il posto di Sergio Mattarella al Quirinale. 

Le parole di Giuseppe Conte durante la conferenza stampa di fine anno vanno proprio in questa direzione: le elezioni regionali del 2020, a partire dall'Emilia Romagna, "non saranno un referendum sul governo. Dobbiamo dare la giusta importanza ad appuntamenti elettorali sul territorio, ne ricaveremo dei dati politici che potranno avere anche un riverbero sul piano nazionale, ma sono sempre circoscritte. Non vedo tra le forze che sostengono il governo questa fibrillazione da campagna elettorale permanente, mi pare salutare", ha aggiunto Conte.

In caso di vittoria di Salvini in Emilia tutto il nord, dal Piemonte al Veneto, dalla Lombardia alla Liguria, dal Friuli all’Emilia-Romagna si ritroverebbe a guida centrodestra. Il "nord produttivo" sarebbe governato da chi a Roma sta all’opposizione. Ma ciò non avrebbe come automatica conseguenza la caduta del governo: non è "scritto da nessuna parte" che le cose debbano andare così. L'unica maggioranza che deve sostenere l'esecutivo è quella alla Camera e al Senato. A Roma.

Elezioni Emilia Romagna, chi sono i candidati

Stefano Bonaccini, il governatore uscente, si ripresenta sostenuto da una larga coalizione di centrosinistra. Sei le liste che la formano: Pd, +Europa (che raccoglie anche Pri e Psi), Volt Emilia-Romagna, il rassemblement di sinistra 'Emilia-Romagna Coraggiosa' guidato dall'ex europarlamentare Elly Schlein, Europa Verde e la lista civica 'Bonaccini Presidente'.

Stesso schem per Lucia Borgonzoni, sostenuta dal centrodestra. Anche con lei si schierano sei liste: Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Cambiamo!-Popolo della Famiglia, i Giovani per l'Ambiente e la civica 'Borgonzoni Presidente'. 

Si presente da solo il Movimento Cinque Stelle, che candida come governatore Simone Benini. A sinistra vanno in modo autonomo anche L'Altra Emilia-Romagna (candidato Stefano Lugli), Potere al Popolo (con Marta Collot) e il Partito Comunista (con Laura Bergamini). Chiude il quadro il Movimento 3V-Vaccini Vogliamo Verità con candidato Domenico Battaglia.

bonaccini borgonzoni ansa-2

Guida alle elezioni egionali in Emilia Romagna 2020

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