L'America al voto per il Midterm: Trump rischia di diventare "un'anatra zoppa"

Gli Stati Uniti si fermano per le elezioni di metà mandato. Il "referendum su Trump" si svolge in una situazione di violenza e instabilità che non ha precedenti

Una serie di pacchi bomba spediti a leader democratici ed alla Cnn da un estremista di destra, il massacro in una sinagoga di Pittsburgh sempre ad opera di un nazionalista: l'America si avvicina al voto di midterm in una situazione di violenza ed instabilità che non ha precedenti. 

Un incendio che secondo molti è stato appiccato anche dalla retorica elettorale e dalle politiche divisive del presidente Donald Trump. Quello che comunque è indubbio è che Trump ha trasformato le elezioni di midterm in un referendum su di lui.

"Il mio nome non è sulla scheda. Ma in un certo senso c'è, quindi per favore andate a votare", ha detto Trump in uno dei tanti comizi che ha tenuto, di fronte alla folla estasiata di sostenitori che ama scandire slogan tipo "Cnn sucks", la Cnn fa schifo, in giro per il Paese.

In linea con il suo carattere, Trump ha quindi deciso di giocare d'azzardo, abbandonando la cautela con cui i presidenti americani di solito tendono a tenersi a distanza dalle elezioni di midterm, che tradizionalmente tendono a punire il partito che sta alla Casa Bianca.

Le elezioni di midterm sono molto importanti negli Stati Uniti poichè si eleggono tutti i membri della Camera (House of Representatives),  un terzo dei componenti del Senato (il mandato dei senatori dura infatti sei anni), ma anche l’occasione in cui si elegge la maggior parte dei governatori dei diversi stati: ben 36 su 50.

Come funziona il sistema istituzionale Usa

Nel bicameralismo americano Camera e Senato hanno poteri simili, ma la Camera rappresenta “il popolo” e i suoi 435 membri sono eletti in collegi uninominali di popolazione simile (quindi negli Stati più grandi si eleggono più deputati che in quelli piccoli); i 100 membri del Senato invece rappresentano idealmente gli Stati: ogni Stato elegge 2 senatori, e il ritmo sfalsato con cui il Senato si rinnova fa sì che la sua composizione non sia troppo volatile da un’elezione all’altra. 

Per quanto il Presidente degli Stati Uniti abbia molti poteri, i provvedimenti legislativi devono necessariamente passare per l’approvazione di entrambi i rami del Congresso e se i Repubblicani – che attualmente detengono la maggioranza in entrambi i rami – dovessero perdere la maggioranza anche solo in una delle due camere, il Presidente diventerebbe quella che in gergo viene definita “anatra zoppa”, esattamente ciò che è successo a Obama. 

Cosa sono le elezioni di midterm e chi vincerà

Secondo gli ultimi sondaggi i Democratici avrebbero quasi la certezza di ottenere la maggioranza alla Camera, mentre i Repubblicani sono quasi altrettanto certi di mantenere quella al Senato.

L'obiettivo di Trump è quello di galvanizzare la propria base elettorale per contrastare l'offensiva degli avversari e sembra possa dare dei risultati soprattutto alla Camera, dove i democratici hanno, a pochi giorni dal voto, buone possibilità di strappare ai repubblicani i 23 seggi che possono dare loro la maggioranza. A spingere quella che i democratici sperano diventi una "blue wave" è soprattutto l'opposizione e la 'resistenza' al presidente Trump, che affronta l'appuntamento elettorale di martedì con una popolarità al 42%.

La polarizzazione del voto, sia da parte democratica che da parte di Trump, appare destinata quindi a far registrare martedì un'affluenza più alta di quella, solitamente bassa, delle elezioni di metà mandato. Ed i sondaggi registrano un netto aumento dell'early vote in stati chiave come il Texas ed la Florida.

Da parte sua Trump sembra aver deciso, dopo i toni presidenziali e composti scelti dopo la strage di Pittsburgh e durante la visita, peraltro contestata dagli stessi leader cittadini e religiosa, nella città della Pennsylvania, di tornare ai toni ispirati alla furia ed alla paura negli ultimi giorni di campagna elettorale, con un'agenda di 11 comizi in otto stati.

Migliaia di migranti sfidano Trump e marciano verso gli Stati Uniti 

L'argomento principe con cui cercherà in tutti i modi di mobilitare, e spingere alle urne, il suo elettorato sarà quello dell'invasione di migranti letteralmente alle porte, da quando - una sorta di 'regalo' elettorale per Trump - è partita la carovana di migliaia di migranti dai Paesi dell'America Centrale. E rientra sicuramente nella strategia elettorale la nuova crociata contro lo ius soli, la possibilità di ottenere la cittadinanza se si nasce in territorio americano che ora Trump vuole abolire.

Un sondaggio realizzato da The Harris Poll insieme all'Harvard University's Center for American Political Studies conferma che il voto di martedì sarà per o contro Trump: il 42% degli elettori lo considera come una possibilità di dare un segnale di opposizione al presidente, mentre il 37% un modo per mostrare il proprio sostegno a Trump.

Elezioni Usa, al Senato Repubblicani in vantaggio

Tutta in salita la battaglia dei democratici per la conquista del Senato, dove i pronostici dell'ultima ora indicano che i repubblicani hanno più possibilità di difendere la loro attuale maggioranza, di 51 seggi contro i 49 democratici. Nonostante questo anche nei duelli per il Senato si sta registrando la 'blue wave", la nuova ondata progressista con cui la base democratica ha reagito alla sconfitta del 2016, che potrebbe portare i democratici alla vittoria alla Camera.

L'attenzione nazionale, e non solo, la sta raccogliendo un duello che sulla carta non doveva dare sorprese quello tra Ted Cruz e Beto O'Rourke nella roccaforte repubblicana del Texas. Il senatore repubblicano continua ad essere in testa nei sondaggi, ma Beto, come ormai tutti chiamano il deputato democratico di El Paso, sta accorciando ogni giorno di più le distanze ed i sondaggi dell'ultima ora, con un vantaggio di Cruz di appena il 3,6%, parlano di un testa a testa.

Beto O'Rourke, l'ascesa del nuovo leader democratico?

Beto si è mostrato un avversario più che insidioso per il repubblicano, capace di entusiasmare un elettorato giovane, ispanico che descrive un Texas in evoluzione demografica e politica. Il 46enne ex manger del settore dell'informatica, è diventato il candidato che ha raccolto più fondi, 38 milioni di dollari, nell'ultimo trimestre, attirando donazioni da tutto il Paese. Di fronte all'ascesa di Beto si è mobilitato anche Trump che, mettendo alle spalle l'animosità contro 'Ted il bugiardo', nomignolo che aveva appiccicato a Cruz quando erano avversari nelle primarie del 2016, nelle scorse settimane è andato ad Houston per un comizio oceanico a sostegno del repubblicano. Ma anche questo non ha fermato Beto che anzi nei giorni scorsi è riuscito ad aggiudicarsi l'endorsement dei due principali quotidiani dello stato, il Dallas Morning News e l'Houston Chronicle. Un riconoscimento del fatto che, comunque andrà il duello di martedì con Cruz, O'Rourke si è conquistato comunque uno spazio nello scenario politico nazionale, anche in vista delle elezioni presidenziali del 2020

Tornando al quadro generale i repubblicani sono partiti sin dall'inizio avvantaggiati dalla matematica dal momento che i democratici devono difendere la maggior parte, 26, dei 35 seggi che verranno rinnovati. Negli Stati Uniti si rinnova infatti ogni anno l'interna Camera ma solo un terzo dei seggi dei senatori il cui mandato è di sei anni.

A rendere più complicate le cose per i democratici il fatto che alcuni di questi seggi sono in stati come il North Carolina, quello di Heidi Heitkamp, in West Virginia, di Joe Manchin, e Missouri, di Claire McCaskill, dove Donald Trump ha stravinto due anni fa. Stando ai sondaggi, i seggi di Heitkamp e di McCaskill sono fortemente a rischio, se non già persi.

Sul fronte opposto invece i democratici sperano di ottenere un seggio in Arizona, dove, dopo la rinuncia del repubblicano anti-Trump Jeff Flake, il Gop ha candidato l'ultra trumpiana Martha McSally che potrebbe però essere sconfitta dalla democratica Krysten Sinema, in testa nei sondaggi soprattutto grazie al voto degli ispanici.

Anche in Nevada il voto ispanico potrà essere cruciale per la vittoria di Jacky Rosen, candidata democratica che viene data leggermente in testa rispetto al senatore Dean Heller.

Elezioni Usa, alla Camera l'occasione dei Democratici

La vittoria democratica alla Camera potrebbe essere cruciale per il partito d'opposizione che non solo potrebbe avviare, come sostiene la sua ala più liberal, la procedura di impeachment di Trump, ma anche paralizzare la sua agenda legislativa.

È 23 il numero magico per i democratici alle elezioni di midterm del 6 novembre prossimo: i democratici infatti devono strappare ai repubblicani almeno 23 seggi per conquistare il controllo della Camera, un traguardo che il partito d'opposizione, a due anni dalla batosta elettorale del 2016, sembra avere a portata di mano secondo gli ultimi sondaggi.

Secondo il Cook Political Report, la tendenza degli ultimi giorni pare confermare l'ottimismo dei democratici, dal momento che vi sono più distretti attualmente controllati dai repubblicani che tendono verso i democratici (17 a 2) oppure ancora indecisi (28 ad 1). I giochi non sono assolutamente chiusi - avvisa il New York Times - considerando che per centrare l'obiettivo, i democratici non solo devono confermare tutti i loro attuali seggi, vincere in tutti i distretti Gop in cui sono dati in testa, ed aggiudicarsi almeno 6 degli indecisi.

Ad animare la "blue wave" - il blu il colore dei democratici, opposto al rosso dei repubblicani - lanciata alla conquista della Camera vi sono infatti soprattutto candidati progressisti, con programmi apertamente di sinistra, con molte donne giovani ed appartenenti alle minoranze.

Il volto simbolo di questo movimento, che affonda le sue radici nella campagna per le primarie di Bernie Sanders e si è rafforzato in questi due anni di 'resistenza' a Trump, è sicuramente Alexandria Ocasio-Cortez, attivista che non esita a dichiararsi socialista del Bronx, che ha ottenuto la candidatura sconfiggendo alle primarie Joe Crowley, deputato al 10mo ed uno dei leader del partito.

La vittoria di Ocasio-Cortez è scontata in un distretto ultra democrat di New York e così la 29enne di origine portoricana diventerà la donna più giovane mai eletta al Congresso. Come Deb Haaland appare destinata a diventare la prima donna nativa americana ad arrivare al Congresso, considerano i sondaggi che la danno in testa nel primo distretto del New Mexico, con un programma tutto basato sulla lotta ai cambiamenti climatici, alla siccità e sui programmi per le energie alternative.

In corsa le prime due donne islamiche

Nell'America del muslim ban e della politica anti-immigrati ed anti-rifugiati, che Donald Trump ha portato fino all'estremo promettendo l'abolizione dello ius soli, architrave su cui si sono costruiti gli Stati Uniti, in queste elezioni di midterm c'è un numero record di candidati democratici, sia a livello nazionale che locale, appartenenti alle minoranze. E tra questi una novantina di musulmani d'America, come Rashid Tlaib che, candidata senza avversari nel 13esimo distretto della Camera in Michigan, diventerà sicuramente la prima donna islamica eletta al Congresso.

Prima di 14 figli di una famiglia palestinese-americana, Tlaib nel 2008 è stata la prima donna islamica ad essere eletta nell'Assemblea statale. La 41enne avvocato, madre di due figli, si candida con un programma progressista e di sinistra, a cui aggiunge la difesa dei diritti degli arabo americani: "Per me essere una donna di fede islamica è uno schiaffo in faccia a chi crede che noi non apparteniamo a questo Paese".

Insieme a lei ha buone possibilità di arrivare alla Camera Ilhan Omar che, in testa nel quinto distretto del Minnesota, diventerebbe la prima somalo americana al Congresso. Ed anche la prima rifugiata, dal momento che la giovane democratica è arrivata negli Stati Uniti a 14 anni nel 1995 in fuga dal paese africano devastato dalla guerra civile. La sua elezione potrà essere un segnale importante in risposta alla politica di Trump che ha inserito la Somalia nel suo controverso travel ban.

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