Perché Juncker potrebbe restare alla guida della Commissione europea

Il mandato del lussemburghese è in scadenza, ma ci sono difficoltà a trovare il successore

Juncker con Giuseppe Conte a Roma, 2 aprile 2019. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Manca poco al voto decisivo per il futuro dell'Europa: le urne nei 27 Stati membri si apriranno tra il 23 e il 26 maggio 2019, ma ogni Paese ha scelto in maniera autonoma la data. In Italia si voterà domenica 26 maggio (qui la nostra guida al voto, con tutte le informazioni). E con le elezioni europee ormai imminenti, si avvia verso la scadenza anche il mandato di Jean-Claude Juncker alla guida della Commissione europea.

Dopo 5 anni alla guida dell'esecutivo comunitario, l'ex premier lussemburghese dovrebbe passare il testimone al suo successore il prossimo 31 ottobre, ma a quanto pare i tempi potrebbero invece allungarsi e l'esecutivo Juncker potrebbe restare in carica più tempo del previsto. Vediamo perché.

Perché Juncker potrebbe restare alla guida della Commissione europea

La partecipazione del Regno Unito alle elezioni europee del 23-26 maggio - scrive EuropaToday - sarebbe uno dei fattori che potrebbero portare caos a Bruxelles e rallentare il passaggio di consegne. La presenza degli eurodeputati britannici, in particolare una truppa consistente del Brexit Party di Nigel Farage, rischierebbe di alterare gli equilibri a favore dei populisti, con il rischio di indebolire la maggioranza che deve confermare la nomina del prossimo presidente dell'esecutivo comunitario e dell'intero collegio. Inoltre, gli eletti del partito laburista potrebbero rafforzare il gruppo dei Socialisti & Democratici a spese del Partito Popolare Europeo e dell'Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa solo per alcuni mesi, creando una geografia politica che poi sarà destinata a cambiare.

Il successore di Juncker e il nuovo meccanismo degli Spitzenkandidaten

Ci sono difficoltà a trovare il successore di Juncker, insomma. Difficoltà che potrebbero essere accentuate anche da un potenziale braccio di ferro tra il Consiglio europeo ed Europarlamento sul processo degli Spitzenkandidaten, in base al quale il capolista (Spitzenkandidat in tedesco) del partito con più seggi dopo le elezioni europee dovrebbe essere nominato presidente della Commissione. L'Europarlamento insiste per questa forma di elezione indiretta, mentre alcuni capi di Stato e di governo - tra cui il presidente francese Emmanuel Macron - sono contrari. "Una proroga di alcuni mesi Juncker non è esclusa", dice una prima fonte Ue, ricordando che è già accaduto due volte in passato e in un caso per oltre tre mesi.

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Se i capi di Stato e di governo dell'Ue troveranno un accordo sul nome del successore di Juncker nel Consiglio europeo di giugno, l'Europarlamento dovrebbe confermare la nomina nella seconda sessione di luglio. Successivamente il nuovo presidente della Commissione dovrebbe concordare con ciascun governo i membri del collegio. Una volta nominati, i commissari dovrebbero passare un'audizione all'Europarlamento nel corso del mese di settembre. Ma questo calendario potrebbe saltare. "Trovare la quadra sarà particolarmente complicato", spiega una seconda fonte Ue. Inoltre, prima di dare il via libera al nuovo presidente della Commissione, "diversi governi vorranno sapere quale portafoglio otterranno nel nuovo esecutivo comunitario", aggiunge la seconda fonte.

Il precedente di Romano Prodi

Ci sono diversi precedenti in questo senso. Il primo coinvolse Romano Prodi nel 2004, quando l'entrata in funzione della prima Commissione di José Manuel Barroso venne rinviata di tre settimane a causa della bocciatura da parte dell'Europarlamento di Rocco Buttiglione come commissario alla Giustizia. Anche la seconda Commissione Barroso entrò in funzione con notevole ritardo - il 10 febbraio 2010 anziché il 1 novembre 2009 - a causa di un lungo braccio di ferro tra popolari, socialisti e liberali sulla riconferma del presidente e il programma del suo esecutivo.

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La Commissione Juncker potrebbe rimanere in carica fino alla fine del 2019 o oltre, in caso di stallo sulla scelta del presidente. "Ai membri dei gabinetti dei commissari è stato chiesto di rimanere al loro posto e di non cercare altri incarichi per i prossimi mesi", spiega la prima fonte Ue.

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