Ultimi sondaggi sulle elezioni europee: come stanno Lega, M5s e Pd a pochi giorni dal voto

Elezioni europee del 26 maggio: ecco l'ultima proiezione del Parlamento Europeo (che include rispetto a marzo i dati dei britannici). La Lega si conferma primo partito in Italia, il M5s sale a 18 seggi mentre il Pd cala a 16

L'intervento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Parlamento Europeo, Strasburgo, Francia, 12 febbraio 2019. ANSA/FILIPPO ATTILI UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI

Mancano poche settimane al voto per le elezioni europee, che in Italia si terrà domenica 26 maggio. La Lega resta la prima delegazione italiana, e la seconda dell'intero Parlamento Europeo dopo la Cdu-Csu tedesca, con 26 seggi, stabile rispetto a fine marzo. Guadagna terreno il Movimento Cinque Stelle, da 17 a 18 seggi, mentre cala il Pd, da 17 a 16 seggi. Otto deputati per Forza Italia con il 10,1% e 4 per Fratelli d'Italia al 4,8%.

E' la fotografia fatta da Kantar Public per il Parlamento Europeo, nelle proiezioni basate su sondaggi nazionali sull'attribuzione dei seggi nelle prossime elezioni europee, le ultime ad essere pubblicate prima del voto, dopo che nella conferenza dei presidenti sono state sollevate forti obiezioni alla diffusione delle stime da parte dell'Aula.

Sondaggi e proiezioni sulle elezioni europee del 26 maggio

A differenza delle edizioni precedenti, le stime includono il Regno Unito, dato che la prossima data per la Brexit è fissata per il 31 ottobre e, quindi, gli eurodeputati britannici parteciperanno alle elezioni europee. L'ingresso degli eurodeputati del Regno Unito comporta un ricalcolo dei seggi, poiché, mentre con la Brexit sarebbero stati in tutto 705 (e l'Italia ne avrebbe guadagnati tre), ora, senza Brexit, rimangono 751. Pertanto, le proiezioni sui seggi di fine marzo sono state ricalcolate includendo la presenza del Regno Unito, e su quella base viene fatto ora il paragone, rispetto alla situazione attuale nel Parlamento Europeo (e non rispetto ai risultati del 2014, dato che nel frattempo la composizione dei gruppi ha subito delle variazioni).

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Va tenuto presente che il Movimento Cinque Stelle aveva portato a Bruxelles nel 2014 17 deputati: ora sono 11, perché tre sono usciti sia dal M5s che dal gruppo (Marco Zanni è andato nell'Enf, Marco Affronte nei Verdi e David Borrelli nei Non Iscritti) e altri tre sono usciti dal M5s ma restano nel gruppo Efdd (Daniela Aiuto, Giulia Moi e Marco Valli). Secondo le nuove proiezioni, resta stabile la delegazione italiana nell'Ecr (4 deputati, come a fine marzo) e nel Ppe (9). L'Italia resta assente da ben tre gruppi parlamentari: Verdi/Ale, la sinistra della Gue/Ngl e i liberaldemocratici dell'Alde.

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Sempre secondo queste proiezioni, senza la Brexit, con gli europarlamentari britannici pronti a tornare a Strasburgo, i gruppi del Ppe e dei Socialisti e Democratici perdono 5 punti percentuali a testa, in tutto dieci punti percentuali, rispetto ai nove punti percentuali che avrebbero lasciato sul terreno secondo le proiezioni di fine marzo, che includevano la Brexit e, quindi, non calcolavano l'apporto dei parlamentari britannici. E' quanto emerge dalle proiezioni realizzate da Kantar Public per il Parlamento Europeo, che comparano lo stato attuale dell'Aula e le proiezioni al 15 aprile scorso, pubblicate oggi. I dieci punti percentuali sono il saldo di un calo del Ppe, che senza Brexit viene danneggiato, e di una minore perdita dell'S&D; oltre all'effetto Brexit, le variazioni derivano naturalmente anche dall'andamento dei sondaggi nazionali, che rilevano le intenzioni di voto. Secondo le proiezioni, il Ppe avrebbe il 24% dell'Emiciclo, cinque punti percentuali in meno rispetto ad oggi (erano 3,3 punti nelle proiezioni di fine marzo, che includevano la Brexit: la permanenza del Regno Unito nell'Unione cambia il numero dei seggi e la loro ripartizione).

sondaggio oggi europee-2

Per contro, i Socialisti e Democratici dell'S&D avrebbero il 19,8% del Parlamento, perdendo cinque punti percentuali rispetto alla situazione attuale, limitando i danni rispetto ai -5,7 punti di fine marzo, grazie all'infusione di 20 deputati del Labour, che 
compensano in parte le perdite di altri partiti nazionali. Il paradosso è che i britannici, che hanno un piede sull'uscio, secondo queste proiezioni sono destinati ad essere la prima delegazione del gruppo S&D, cioè coloro ai quali, in teoria, spetta la presidenza: gli spagnoli sono a 18, i tedeschi a 17, gli italiani a 16. Con il rinvio della Brexit, i conservatori dell'Ecr limitano le perdite, passando all'8,8% dell'Emiciclo (-1,3 punti rispetto ai -3,5 di fine marzo): i benefici del rinvio dell'uscita del Regno Unito dall'Ue sono frenati dal crollo dei Tories, che comunque porterebbero a Strasburgo una dozzina di deputati. L'Alde ha il 10,1% dell'Emiciclo (+1,1 pp), i Verdi il 7,6% (+0,7 pp), l'Efdd il 6% (+0,5 punti; a fine marzo, con Brexit, era stabile). Trascurabile l'impatto del rinvio della Brexit sull'Enf, il gruppo della Lega e del Rassemblement National, che ora è all'8,3% dell'Aula, guadagnando 3,3 punti percentuali, contro l'8,4% di fine marzo. La sinistra della Gue/Ngl viene data al 6,1% dell'Emiciclo, in calo di 0,8 punti rispetto alla situazione attuale, contro il 6,7% di fine marzo.

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