Elezioni con il rebus affluenza: chi brinda (e chi piange) se si alza l'astensione

Movimento 5 Stelle penalizzato dalla minore affluenza alle Europee, mentre la Lega ne guadagnerebbe due punti percentuali così come Fratelli d'Italia. Con gli ultimi sondaggi suona l'allarme in casa Pd e Forza Italia

Se si votasse per le elezioni Politiche, la Lega - pur perdendo circa un punto e mezzo nell’ultimo mese - sarebbe oggi primo partito con il 31%; in lieve ripresa appare il Movimento 5 Stelle, attestato al 23,5%: sono i dati che emergono dal Barometro Politico di aprile dell’Istituto Demopolis. Il Partito Democratico di Zingaretti, in crescita dopo le Primarie, registra un freno nel consenso, attestandosi al 20%; Forza Italia otterrebbe poco più del 9%, Fratelli d’Italia il 4,2%.

"In parte differente – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – sarebbe lo scenario nel voto per le Elezioni Europee, caratterizzate da un significativo incremento dell’astensione. Se la partecipazione al voto per le Politiche si attesta intorno al 70%, Demopolis stima invece al 62% l’affluenza per le Europee: 8 punti in meno, destinati ad incidere sulle percentuali del consenso ai partiti".

Sondaggi elezioni europee

Secondo la fotografia scattata dall’Istituto Demopolis per il programma Otto e Mezzo, a poco più di un mese dal voto del 26 maggio, alle elezioni europee la Lega è accreditata del 33%, il Movimento 5 stelle guidato da Luigi Di Maio il 22%, il Partito Democratico il 21%; distanziati Forza Italia all’8% e Fratelli d’Italia al 5%. +Europa avrebbe poco più del 3%, mentre sarebbero distanti dalla soglia di sbarramento del 4% le altre forze minori.

Elezioni europee, occhio all'affluenza

sondaggi demopolis-2

La maggiore o minore motivazione degli elettorati a recarsi alle urne sembra incidere sul peso odierno dei partiti: come emerge dall’analisi comparativa di Demopolis, la Lega avrebbe il 33%, due punti in più rispetto al consenso odierno rilevato nel voto per la Camera. Il Movimento 5 Stelle, leggermente penalizzato dalla minore affluenza alle Europee, otterrebbe il 22%; il PD raggiungerebbe il 21. La motivazione al voto incide anche sul consenso degli altri due partiti di Centrodestra, con gli elettori della Meloni più propensi a recarsi alle urne il 26 maggio rispetto a quelli di Berlusconi. "Un ulteriore, probabile incremento dell’astensione – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – potrebbe modificare ulteriormente, in modo significativo, le odierne stime di voto per le Europee”.

Nota informativa: l'indagine è stata effettuata dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, dal 22 al 23 aprile 2019 per il programma Otto e Mezzo su un campione stratificato di 1.500 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne. Supervisione della rilevazione demoscopica di Marco E. Tabacchi. Coordinamento di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. Approfondimenti su: demopolis.it

I sondaggi di Demopolis risultano in linea con gli orientamenti di voto stimati dai sondaggi Swg per il Tg La7. I litigi non sembrano incrinare il consenso del governo: nonostante le tensioni, il caso Siri, le accuse reciproche, il consenso e la fiducia degli elettori per gli alleati di governo resta immutata. La Lega resta al 32,3%, lieve flessione per il M5s che perde uno 0,2 al 22,3%. Guadagna invece mezzo punto il Pd al 22 %.

sondaggi swg la7 23 aprile-2

Elezioni europee 2019 | Candidati | Liste | Sondaggi | Risultati

Ricordiamo che il 26 maggio le urne saranno aperte dalle ore 7 alle ore 23: potranno votare tutti i cittadini cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali del proprio Comune che avranno compiuto il 18esimo anno di età.  

Il sistema elettorale delle elezioni europee prevede un voto proporzionale: il voto alla lista si esprime tracciando sulla scheda un segno X sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta.

Ogni circoscrizione elegge tanti deputati in modo proporzionale alla popolazione residente. Dal Nord Ovest arriveranno Bruxelles 20 deputati, dal Nord Est 14; dal Centro Italia 14; dal Sud Italia 17; da Sicilia e Sardegna 8. Diventa pertanto importante sia la posizione in lista degli aspiranti eurodeputanti, quanto la capacità di attrarre preferenze. È infatti facoltà dell'elettore esprimere fino a tre preferenze, assicurando alternanza di genere, quindi no tre uomini o no tre donne. 

Attenzione: la soglia di sbarramento per ottenere almeno un seggio è fissata al 4% su base nazionale.

Ricordiamo inoltre che una volta eletti, a Bruxelles i delegati nazionali formano gruppi transnazionali costituite sulla base delle affinità politiche: ogni gruppo politico (Popolari, socialisti, liberali ecc...) deve essere composto da deputati eletti in almeno un quarto degli Stati membri e deve contare almeno 25 deputati (qui un approfondimento su come funziona il Parlamento Europeo).

Elezioni Europee, tutte le liste e i candidati all'Europarlamento

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