Per Alba Dorata è Matteo Renzi l'uomo giusto per uscire dalla crisi

Pd e Grillo al governo, Monti presidente del Senato, Alfano della Camera. E Silvio Presidente della Repubblica. Questa la proposta anticrisi del movimento dell’estrema destra

Alba Dorata Italia, l’appendice italiana del partito di estrema destra, xenofobo e razziata, nato in Grecia – che oggi per bocca del suo candidato Plomaritis, si è distinto per una frase da brividi, con riecheggiamenti hitleriani, “fare saponette con gli extracomunitari presenti sul territorio greco” – ha individuato in Matteo Renzi l’uomo giusto per uscire dell’impasse istituzionale. Chiamato dalla sinistra moderata, dai centristi, il ‘rottmatore’, in queste ultime ore, è diventato il beniamino anche delle destra ultra radicale. Tanto vero che attorno alla sua figura ha messo in piedi un’agenda di governo. Per punti, come insegna Pierluigi Bersani.

Sta di fatto che la cura dell’estrema destra passa da 10 capitoli. Partendo da Renzi appunto. “Dieci semplici punti – scrivono i membri della costola italiana di Alba Dorata sul proprio sito web – per le locuste ed i grilli. Visto ed appurato che locuste e grilli sono in stallo totale tocca ad alba dorata dettare una agenda credibile e soprattutto fattibile”.

La retorica è quella classica della destra intransigente con tanto di parole d’ordine: “guerra civile”, “soluzioni politiche futuriste”. Finita l’introduzione, arrivano scandite le tappe della salvezza, il succo dell’azione politica; quella scalinata istituzionale che dovrebbe condurre l’Italia fuori dalla crisi istituzionale. Renzi premier è il primo punto, la base. Poi consigliano un accordo M5S con il Pd spaccato a metà, fifty-fifty. Terzo e quarto punto, la presidenza dei due rami del Parlamento: al Senato Monti, alla Camera Alfano. Il passo successivo è di quelli che bombe di Capodanno: “Berlusconi Presidente della Repubblica per dare un forte segnale all’Europa ‘tedesca’”.

AGENDA - Finito lo scacchiere istituzionale-popolare è tempo di programmi. Come detto 10 punti: riforma del sistema elettorale in chiave proporzionale; nazionalizzazione del Monte dei Paschi di Siena; reddito di cittadinanza entro giugno 2013; rimodulazione dell’Imu; defiscalizzazione del costo del lavoro; drastica riduzione delle spese militari per le missioni all'estero; abolizione di Equitalia; abolizione della vivisezione;ergastolo per reati di pedofilia; ed infine una netta riduzione degli stipendi della classe politica, nell’ordine del 60%.  

La chiosa è di quelle caratteristiche: “Visto che le locuste sono riuscite tutte insieme a dare il colpo di grazia all’Italia in un anno, questa è l’occasione per rimettere la nazione in piedi. Ed è l’ultima chiamata...”. Questa secondo gli esponenti italici del gruppo nato in Grecia l’unica via percorribile. Altrimenti “arriva alba dorata, come Grillo sa molto bene, visto che lo ha detto in tutti i comizi. Noi però non arriveremo al passo dell’oca, siamo futuristi e quindi il vecchio non ci interessa”. Che detta così appare come una minaccia a se stessi. Un po’ come dire, occhio che dopo tocca a noi. E son dolori.

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