La prima donna africana entra in Parlamento: i leghisti la offendono

I militanti leghisti "rabbiosi" su Facebook per l'elezione dell'ex consigliere provinciale di Modena, Cécile Kyenge: "Dovremmo fare i kamikaze giapponesi: prima del gesto estremo, ucciderne minimo 20 di loro!"

MODENA - Cécile Kyenge Kashetu è la prima donna di origine africana a sedere nel Parlamento italiano. Oculista di origini congolesi, 48 anni, in Italia dal 1983 residente a Gaggio in Piano (Castelfranco Emilia, in provincia di Modena), è stata eletta tra le fila dei democratici modenesi.

La scorsa settimana, infatti, assieme a Davide Baruffi, ha comunicato ufficialmente le dimissioni dal Consiglio provinciale per concentrarsi solamente sugli incarichi romani che a breve le si profileranno.

La notizia della sua elezione, però, non è andata giù a tutti. Infatti, come documentato dal blogger dell'Espresso Daniele Sensi, su Facebook alcuni militanti hanno avuto modo di esprimere forte contrarietà con parole di fuoco: "Dovremmo fare i kamikaze giapponesi: prima del gesto estremo, ucciderne minimo 20 di loro!"; ha scritto su Facebook Francesco Bellentani, segretario Lega Nord di Nonantola commentando la notizia dell'ingresso in Parlamento dell'ex consigliere provinciale e di Khalid Chaouki, giornalista e responsabile Nuovi Italiani del Pd. "Basta far fuori loro perché poi ammazzarsi non vale la pena", ha poi rilanciato un altro militante replicando all'invettiva di Bellentani. Ora come ora, non è dato sapere se a queste parole seguiranno denunce da parte dei diretti interessati.

"Un atto gravissimo, se confermato", hanno commentato, indignati, i neo-eletti senatori e deputati del Pd modenese. Davide Baruffi, Carlo Galli, Manuela Ghizzoni, Maria Cecilia Guerra, Edo Patriarca, Giuditta Pini, Matteo Richetti e Stefano Vaccari hanno sottolineato con amarezza come le idee di democrazia e rispetto dell'altro, in questo Paese, non siano ancora un patrimonio di tutti.

"Il Pd è orgoglioso - hanno scrittoi neo-eletti Pd - di avere tra i propri rappresentanti persone che con competenza e convinzione sapranno difendere e promuovere i diritti dei tanti nuovi cittadini. Condanniamo con forza ogni forma di violenza, anche se solo verbale. Esprimiamo piena vicinanza personale e politica a Cécile e Khalid, riconfermando il nostro impegno assoluto a promuovere assieme a loro, anche dalle aule del Parlamento, una politica di segno opposto a quella fino ad ora espressa dalla destra: accoglienza, solidarietà, integrazione saranno le nostre direttrici portanti per mettere il Paese al riparo dal fallimento culturale e politico che ci ha lasciato in eredità la destra. Il nostro primo impegno - hanno concluso i parlamentari Pd - sarà appunto per una riforma radicale del diritto di cittadinanza: chi nasce in Italia è cittadino italiano senza se e senza ma". (da ModenaToday)

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