Il "popolo che lotta" vota Grillo

Dai No Tav ai No Muos fino agli operai del Sulcis. I voti che sarebbero ascrivibili all'estrema sinistra si sono riversati nel mondo grillino. E' lo specchio di un paese che chiede cambiamento. Ma non lo fa guardando a Vendola o Ingroia.

Il voto di protesta. Per molti, se non per tutti gli analisti politici, è in questa categoria che va ritrovato l'elettore "tipo" di Beppe Grillo. I risultati, però, fotografano un'altra realtà. Al voto "di protesta" va aggiunto quello "di lotta".

Quel voto teoricamente di "proprietà" della sinistra più radicale, che in queste elezioni si sarebbe dovuto rivedere in Vendola o in Ingroia ma che, invece, ha scelto in maniera netta Beppe Grillo.

Il voto in Val di Susa, ad esempio, parla chiaro: la comunità che sta per essere attraversata dall'alta velocità ha detto per l'ennesima volta no alla grande opera. E lo ha fatto votando in massa il Movimento 5 Stelle, primo partito incontrastato della Valle.

A Susa il 42,7% degli elettori ha votato Grillo. Ad Avigliana il 37,8%. A Bussoleno addirittura il 46,2%.

Da qui la traduzione "politica": una proposta di legge per chiedere l'abrogazione dell'accordo tra Italia e Francia per la nuova linea ferroviaria.

"Abbiamo già pronta - spiega Marco Scibona, valsusino e capolista al Senato - una proposta di legge per abolire l'accordo Italia-Francia. In Valle - fa osservare - abbiamo ottenuto risultati bulgari: non si potrà più parlare di minoranza No Tav".

Alberto Perino, storico portavoce del movimento No Tav interpreta l'esito del voto come "la vittoria No Tav ad un referendum. La nostra voce si sentirà adesso anche in Parlamento".

Quanto al parlamentare del Pd Stefano Esposito, da sempre schierato su posizioni Sì Tav, Marco Scibona osserva ironicamente: "Probabilmente dovrà prendere un altro treno".

Passando dall'estremo nord all'estremo sud, dal Piemonte alla Sicilia, il risultato non cambia.

I "no tav" locali sono i "No Muos", la comunità di Niscemi e dintorni in lotta contro il sistema radar americano che si vorrebbe installare nella base aerea. Ebbene, nella circoscrizione Sicilia 1 il Movimento 5 Stelle è il primo partito con il 34,5%. Altissima la percentuale di elettori che ha scelto Grillo in tutta la zona interessata dal Muos: il 36,5% a Niscemi, il 31,3% a Gela (interessata anche dalla questione petrolchimico), il 35,5% a Caltagirone, addirittura il 45,5% a Mazzarino.

Altri due esempi? Malagrotta, periferia ovest di Roma, sede della più grande discarica d'Europa. Qui il Movimento 5 Stelle ha preso il 29,05% dei consensi, secondo partito a pochi voti dal Pd che ha preso il 29,29%.

Ancora più pesante il risultato nel Sulcis, nella Sardegna dei caschi blu, delle miniere e delle fabbriche. Della "vertenza Alcoa". Non serve nemmeno commentare, basta leggere i dati: il Movimento 5 Stelle è il primo partito sia a Carbonia (33,7%) che a Iglesias (31%). Per non parlare di Portoscuso, il comune a cui fa riferimento lo stabilimento di Portovesme.

I caschi blu, iscritti Fiom, che continuano a chiedere un intervento statale a favore dell'occupazione e una riconversione della fabbrica meno impattante dal punto di vista ambientale, hanno fatto la loro scelta. Altro che "estrema sinistra". Il 34,2% degli elettori è "grillino". Ed è un elettorato che non si limita a protestare. Lotta.

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