Nuovo caso nel M5s, spunta un candidato condannato ma lui nega

Antonio Tasso, candidato nel collegio uninominale Manfredonia-Cerignola, si difende su Facebook. Di Maio: "Lʼho stato segnalato ai probiviri a cui ne ho proposto lʼespulsione"

Dopo lo scandalo sui rimborsi e la vicenda del candidato Salvatore Caiata, ora un'altra tegola cade sulla testa del M5s a pochi giorni dalle elezioni

Antonio Tasso, candidato all'uninominale di Cerignola-Manfredonia, risulta condannato in primo grado nel 2007 per violazione del diritto d'autore. 

La sentenza di condanna di primo grado è del 16 gennaio 2008, firmata dal giudice Lucia Rizzi, scrive Repubblica, e contesta a Tasso di aver "duplicato abusivamente o riprodotto a fini di lucro 308 cd per videogiochi e 57 cd musicali" e poi "di averli venduti senza contrassegni Siae". La sentenza si è conclusa con l'assoluzione perchè il fatto non sussiste per avere venduto i Cd senza marchio Siae, ma Tasso è stato condannato per la "residua imputazione a mesi sei di reclusione e 2 mila euro di multa. Pensa sospesa e non menzione". In seguito, è stato presentato un appello e il processo è finito in prescrizione, come dice a Repubblica l'avvocato Gabriele Esposito.

Candidati M5s "sfiduciati" da Di Maio: rinuncia impossibile, difficile anche dimettersi 

Su Facebook Antonio Tasso replica alle accuse. 

"Per potermi candidare ho presentato il casellario giudiziario, il  certificato dei carichi pendenti e il certificato ex art 335 che serve per sapere se ci sono denunce o indagini sul proprio conto. Tutti questi certificati sono risultati puliti". Tasso ammette che "una denuncia ci fu circa 20 anni fa tra il 1999 e il 2000", ma, spiega nel video, "mi sono difeso come mio diritto e non c'è stata alcuna condanna amministrativa o penale nei miei confronti: il caso fu archiviato". Tasso però non fa alcun riferimento alla sentenza di primo grado (Repubblica e La Stampa pubblicano il pdf della sentenza di condanna) né alla prescrizione. 

A svelare la situazione giudiziaria di Tasso era stato il rivale di collegio, il dem Michele Bordo, che nei giorni scorsi aveva accusato l'esponente del M5s di vendere cd falsi e playstation truccate. 

La replica di Di Maio non si fa attendere: "Antonio Tasso si è potuto candidare perché il suo certificato penale è pulito. Peccato che 10 anni fa Tasso sia stato coinvolto in un processo, perché avrebbe masterizzato dei Cd-Rom - ha scritto Di Maio su Facebook - . Il processo è arrivato solo alla condanna in primo grado poi è andato in prescrizione. Tasso ha accettato la prescrizione prima che esistesse il codice etico del Movimento e il Movimento stesso. Resta il fatto che non ci ha informati di questo episodio. Per questa ragione è stato segnalato al collegio dei probiviri a cui ho proposto l'espulsione".

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