Al via l’udienza alla Corte di Strasburgo: Berlusconi spera di tornare eleggibile

Da oggi 17 giudici decideranno sulla legittimità della decadenza di Berlusconi

"E' stata un’attesa davvero lunga, durata cinque anni. Ma in queste ore sono sereno e soprattutto fiducioso. Mi aspetto che in tempi contenuti la Corte accolga il mio ricorso. Il mio ruolo nella prossima campagna elettorale è comunque già chiaro: indipendentemente dalla candidabilità, sarò in campo per portare il centrodestra al governo del Paese". Così Berlusconi in un'intervista a Repubblica.

Alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha preso il via la prima e unica udienza sul ricorso presentato a settembre 2013 dal leader di Forza Italia contro la decadenza del suo mandato di senatore e la sua ineleggibilità, sancite in base alla legge Severino. Aula e sale vicine strapiene: 550 le persone accreditate per l'udienza, di cui una quarantina di giornalisti, in gran parte italiani ma anche da Francia, Germania e altri Paesi europei. Ad assistere sono arrivati anche gruppi di studenti, avvocati e giuristi da tutta Italia, ad esempio dall'Università Ca' Foscari di Venezia, da Padova, da Lecce, dalla Lumsa di Roma, ma anche dall'estero. Presente anche una rappresentanza della Russia.

"Il governo italiano ha rispettato la Convenzione dei diritti dell'uomo, nessuna violazione può essergli attribuita. Il diritto è stato scrupolosamente rispettato", ha detto il rappresentante del governo Maria Giuliana Civinini all'udienza a carico di Berlusconi alla Corte europea dei diritti dell'uomo. La decisione della decadenza da senatore e della sua ineleggibilità "non è stata arbitraria - ha aggiunto - è arrivata al termine di una procedura che ha rispettato tutti i diritti" del Cavaliere.

In attesa della decisione della Corta, Berlusconi ha proposto il rinvio del voto a maggio per l’election day con le amministrative. Idea che non è piaciuta a Salvini. "Io non ho chiesto di aspettare i tempi di Strasburgo, che non conosco e che la Corte deciderà autonomamente tenendo conto, mi auguro, che è in gioco il processo democratico in un grande paese europeo – spiega Berlusconi -. Mi sono semplicemente chiesto: può valere la pena aspettare 4-5 settimane in più, se così facendo si può evitare che molti italiani siano chiamati in pochi mesi alle urne due o più volte e si risparmiano 500 milioni? Ho affidato questa riflessione alla saggezza del capo dello Stato, sono certo valuterà questi aspetti, insieme con la ovvia necessità di far votare gli italiani prima possibile".