Caos Pd, Calenda si iscrive al partito

La mossa del ministro dello Sviluppo economico: "Non bisogna fare un altro partito". Gentiloni lo ringrazia su Twitter

"Non bisogna fare un altro partito ma lavorare per risollevare quello che c'è. Domani mi vado ad iscrivere al Pd". Così su Twitter il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, rispondendo a chi gli chiedeva di iscriversi alla svelta a un partito, o, meglio ancora, di fondarne un altro.

A stretto giro è arrivato il plauso per la scelta del premier Paolo Gentiloni che, sempre via Twitter, scrive "Grazie Carlo". "Abbiamo dato la sensazione di essere un partito delle élite (te lo dice uno che se ne intende). È successo in tutto l'Occidente ai progressisti. Ma è anche effetto del nostro modo di comunicare ottimistico/semplicistico. Tornare a capire le paure non tentare di esorcizzarle", prosegue su Twitter il ministro dello Sviluppo economico.


"Semplicistiche - ha spiegato rispondendo ai follower - non sono state proposte o azione Governo ma visione presente/futuro. Multiculturalismo, globalizzazione, innovazione spaventano i cittadini. Se il messaggio è 'l'unica cosa di cui aver paura è la paura' si perde il contatto e si spinge verso fuga dalla realtà-m5S". "Il punto - ha aggiunto - non è essere o non essere elite, il punto è proteggere e rappresentare chi non lo è".

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Insomma, le dimissioni 'posticipate' del segretario Matteo Renzi non evitano e, anzi, scatenano la resa dei conti nel Pd, accendendo il dibattito interno sul futuro del partito. Renzi respinge le polemiche su Facebook: "Abbiamo perso, mi dimetto e ancora mi attaccate? Chi vuole governo con M5s o con le destre lo dica in direzione". 

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