Il centrodestra punta su Giorgetti: il passo indietro di Salvini concordato con Berlusconi

Durante il secondo giro di consultazioni il centrodestra si è presentato unito davanti al Capo dello Stato ma al Quirinale si è verificato un retroscena che potrebbe cambiare tutto. Cade l'idea di un governo "del cambiamento" Lega-M5s in virtù di un governissimo

Scintille nel centrodestra, prima, durante e dopo l'incontro al Quirinale. Dal comunicato congiunto, "su cui abbiamo discusso abbastanza", come dice Silvio Berlusconi, alla passeggiata ad alta tensione che i tre leader si concedono nel cortile del Quirinale dopo l'incontro con Mattarella, ormai certi di non essere visti ne' ascoltati dai cronisti.

Scintille nel centrodestra al Quirinale

Finita la dichiarazione alla stampa, i tre scendono le scale del palazzo e arrivano nel cortile dove un'automobile attende Berlusconi. Ma lui ha in mente altro, sa che fuori in piazza ci sono telecamere e giornalisti e vuole parlare: il ruolo di spalla accanto a Salvini gli sta stretto. "Andiamo a piedi", dice allora agli altri. Meloni, che per tutta la durata dell'incontro con i giornalisti è rimasta in silenzio, è nera.

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Mentre Salvini leggeva il comunicato Giorgia Meloni fissava punti lontani, le labbra serrate e gli occhi di fuoco. Un malessere che cova da stamattina almeno, quando, dopo essersi spesa tanto per l'unita' del centrodestra, è stata l'ultima a essere informata del vertice a palazzo Grazioli, che è stato in forse fino all'ora di pranzo. Ora, lasciando il palazzo, brucia di rabbia. Cammina a distanza dagli altri che percorrono il portico, lei invece taglia il cortile, avanzando tra i sanpietrini sui suoi tacchi alti.

Berlusconi le si rivolge con tono suadente: "Giorgia vieni qui. Cos'hai, ti sei fatta male camminando?". Lei lo fulmina con lo sguardo: "Tutto a posto". Le si avvicina allora Rampelli che la prende sottobraccio e la scorta verso l'uscita. 

Intanto un cronista di Radio Capital riesce ad avvicinare Berlusconi e lo stuzzica domandandogli quanto sia stato difficile restare in silenzio accanto a Salvini.

Mentre il segretario della Lega leggeva il comunicato, Berlusconi annuiva, mimava, sorrideva, ripeteva alcune parole, contava con le mani i punti del programma elencati da Salvini. Fino a prendersi il microfono prima di uscire dalla sala: "Fate i bravi, sappiate distinguere chi e veramente democratico da chi non conosce l'abc della democrazia".

Il fuoriprogramma di Berlusconi non è piaciuto alla Lega: "I veti non ci piacciono a prescindere dalla provenienza - afferma in una nota il capogruppo della Lega al Senato Gianmarco Centinaio - Le parole finali di Berlusconi oggi al Colle non rispecchiano la posizione della Lega, né quella del centrodestra che oggi si è espresso in maniera unitaria e concordata. Non era condiviso e non lo sarà mai da parte nostra un no al dialogo con il Movimento 5 Stelle, seconda forza politica in Parlamento".

Berlusconi burattinaio del passo indietro di Salvini

Ora, lasciando il palazzo, spiega: "Dovevo far capire che non sono uno che sta in seconda linea". Qualche passo dietro c'è Salvini, molto sorridente, con la delegazione del Carroccio. Davanti alle telecamere ha parlato di un governo "guidato da una personalità indicata dalla Lega".

Non si è autocandidato, non stavolta. Berlusconi si sta allontanando, la sua auto ha lasciato il palazzo, lui va incontro alle telecamere che attendono in piazza e a cui dara' soddisfazione. I pochi metri che lo separano dall'uscita però, dai flash e dai microfoni, sa bene con chi vuole percorrerli.

"Giancarlo vieni qui", dice a Giorgetti. Che si avvicina. "A proposito di quello di cui stavamo parlando- aggiunge- certo però se tu vuoi andarti a prendere i voti dei comunisti...". Poi i due si allontanano parlottando e le voci svaniscono in lontananza

Fonte Agenzia Dire

Durante la consultazione, viene precisato in ambienti del Quirinale, il nome indicato per il ruolo di premier al presidente Sergio Mattarella da parte della coalizione è stato quello di Matteo Salvini. Indipendentemente dalle scelte che farà il Colle, al Quirinale tengono a precisare che ieri il nome di Giorgetti non è risuonato in quelle stanze. 

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Chi è Giancarlo Giorgetti, il Gianni Letta della Lega

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Giancarlo Giorgetti, al termine del secondo giorno di consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo, Roma, 5 aprile 2018. ANSA/ ANGELO CARCONI

Leghista, commercialista, Giancarlo Giorgetti è stato eletto alla Camera nel 1996, 2001, 2006, 2008 e 2013. Capogruppo della Lega Nord alla Camera Giancarlo Giorgetti è già stato presidente della Commissione speciale (incaricata, tra gli altri compiti, di esaminare la variazione di bilancio del governo Monti) chiamata a sbloccare circa 20 miliardi di debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Dal 2001 al 2006, durante il governo di Silvio Berlusconi, è stato il presidente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione.

Dal 2002 al 2012 segretario nazionale della Lega Lombarda. Il 30 marzo 2013, in seguito alle infruttuose consultazioni per la formazione di un governo, è stato chiamato da Giorgio Napolitano a far parte del gruppo ristretto incaricato di avanzare proposte programmatiche in materia economico-sociale ed europea.

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