Berlusconi apre ad un governo M5s: tregua con Salvini, Senato a Forza Italia

Il colloquio telefonico tra i leader di Lega, FI e Fratelli d'Italia ha sancito la tregua nel centrodestra e una possibile svolta. Per la prima volta arriva un'apertura ad un esecutivo a 5 stelle

Salvini e Berlusconi

Sciolto il rebus presidenze, c'è l'accordo nel centrodestra: Camera ai 5 stelle, Senato a Forza Italia, il Friuli alla Lega

Dopo giorni di tensioni all'interno del centrodestra, sembra arrivata la schiarita tra Berlusconi e Salvini. Il leader di Forza Italia, per non restare fuori dai giochi, ha deciso di cambiare strategia, aprendo la porta all'ipotesi di un governo a 5 stelle. Nel colloquio telefonico che ha sancito la tregua tra le due 'prime donne' del centrodestra si è parlato anche dei nomi da indicare per la presidenza delle Camere: l'idea sarebbe quella di lasciare la Camera al Movimento 5 Stelle, con il Senato che andrebbe al centrodestra. Proprio su quest'ultimo nome ci sarebbe stata l'apertura di Salvini, pronto ad indicare un candidato di Forza Italia.

Senato e Friuli

Il nome in pista per ora resta quello di Paolo Romani, su cui però ci sarebbe il veto dei pentastellati. In cambio, tuttavia, i padani riaprirebbero i giochi in Friuli Venezia Giulia, reclamando per Massimiliano Fedriga quella investitura che era già stata affidata a Renzo Tondo. Che ci si Idi gli uni degli altri, è tutto da vedere, il problema è che le liste per la Regione vanno presentate prima che si chiuda la partita delle presidenze. Berlusconi, raccontano, è in una di quelle sue fasi in cui si fa “concavo e convesso”. D’altra parte, per lui, la vera partita non è quella della presidenza delle Camere: l’obiettivo resta quello di avere un ruolo nella partita che si gioca sul governo. E che, viene spiegato da FI, resta svincolata da quella parlamentare. 

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La svolta di Berlusconi

Per questo, il leader azzurro ha “aperto” a un dialogo con i grillini, ma nell’ottica di una trattativa più ampia che comprende gli uffici di presidenza nella loro totalità. Lo spiega Renato Brunetta dopo aver incontrato i capigruppo M5s. “Abbiamo convenuto – racconta – che ci dovesse essere anche un accordo sugli uffici di presidenza, senza lasciarlo al caso del voto”. Il capogruppo azzurro fa però una precisazione non di poco conto: bisogna agire, sottolinea, “tenendo conto che esistono anche il Pd e Leu”. Una considerazione nei confronti dei dem che tradisce la volontà dell’ex Cavaliere di continuare a tenere la porta aperta a un governo “largo” che consenta di evitare il ritorno precipitoso al voto. Eventualità che Berlusconi mette in cima a quelle da evitare.

Camera ai 5 stelle

Il Movimento 5 stelle continua il suo giro di contatti con tutte le forze politiche in vista dell’elezione dei presidenti delle Camere, ma nomi ufficiali non ne usciranno probabilmente prima di giovedì sera, alla vigilia delle prime votazioni previste a Montecitorio e Palazzo Madama venerdì mattina. Luigi Di Maio  ha incontrato gli eletti alla Camera e ha ribadito l’obiettivo di avere la presidenza della Camera. 

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Le trattative

“In questa settimana probabilmente eleggeremo uno dei presidenti delle Camere e saremo decisivi per l’elezione di entrambi – ha detto il capo politico del M5S -. Abbiamo chiesto la presidenza della Camera perché qui ci sono più vitalizi da tagliare, più regolamenti da modificare”. Subito dopo sono iniziati gli incontri dei capigruppo, Danilo Toninelli e Giulia Grillo con le delegazioni di Forza Italia, (Renato Brunetta e Paolo Romani) e Pd, rappresentato da Maurizio Martina e Lorenzo Guerini. Divergenti le versioni date dalle due parti sull’incontro: “Abbiamo ribadito il concetto della nostra contrarietà ai condannati e agli indagati”, ha detto Toninelli, mentre Brunetta ha assicurato che “in nostra presenza” il M5s non ha posto nessun veto su condannati per la presidenza delle Camere.

“Con tutti i partiti – hanno affermato in una dichiarazione congiunta Giulia Grillo e Toninelli, al termine del giro di consultazioni- abbiamo condiviso il nostro metodo per la scelta dei profili più adatti e adeguati. L’obiettivo è coinvolgere tutte le forze politiche e definire la scelta delle presidenze il prima possibile. Nessun partito ha espresso contrarietà all’assegnazione della presidenza della Camera al Movimento 5 Stelle. Questo percorso che abbiamo tracciato con trasparenza proseguirà nei prossimi giorni, tenendo salda la nostra contrarietà a presidenti che abbiano condanne o processi in corso”.

I nomi per la Camera

Intanto continuano a circolare i nomi dei papabili presidenti della Camera targati 5 stelle anche se i diretti interessati tirati in ballo in questi giorni negano, come Roberto Fico che oggi a Montecitorio ha assicurato: “Non sono io”. Più quotato infatti è il nome di Riccardo Fraccaro, più vicino a Di Maio. Anche Emilio Carelli ha escluso di essere nella rosa di nomi ma il suo nome continua a circolare. Nei boatos non si esclude neppure che sia lo stesso capo politico a mettersi in gioco per lo scranno più alto di Montecitorio chiudendo un accordo con Matteo Salvini.

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