Elezioni, mai così tanti italiani voteranno all'estero: "Specchio della nuova emigrazione"

Sono oltre 4 milioni gli italiani che alle prossime elezioni politiche voteranno all'estero. Dei 177 paesi Londra è la sede che vede più elettori "migranti"

La nuova emigrazione italiana si riflette anche sulle elezioni del prossimo 4 marzo, dove gli iscritti all'anagrafe degli italiani all'estero che avranno diritto di voto sono 4,3 milioni, 700mila in più (il 20%), rispetto alle politiche del 2013.

Per la prima volta voteranno per le politiche anche gli elettori temporaneamente all'estero, per un periodo di oltre tre mesi: erano 35mila al referendum di dicembre 2016, potrebbero essere di più se il trend di crescita è confermato anche per loro.

Italiani all'estero, gli eletti dagli emigranti

Al voto anche i 6mila militari impegnati nelle missioni all'estero oltre ai dipendenti dello stato in servizio fuori dai confini italiani.

Le sedi diplomatiche impegnate nelle operazioni di voto sono oltre 200 in 177 Paesi, sette in più rispetto all'ultima consultazione referendaria.

"Mai così tanti italiani all'estero eserciteranno il diritto di voto" ha commentato il direttore generale della Farnesina per gli italiani all'estero Luigi Maria Vignali presentando il nuovo portale elettorale, uno degli strumenti messi in campo dal ministero per tutelare la correttezza e la trasparenza del voto.

Le sedi consolari che dovranno gestire il maggior numero di elettori sono quella di Londra, con 233mila aventi diritto al voto, Buenos aires, 230 mila, e San Paolo del Brasile, 160mila.

Non sarà possibile votare in Paesi quali la Corea del Nord, o dove i rischi per la sicurezza non lo consentano, come Iraq e Libia.

La Farnesina ha messo in campo una serie di misure per tutelare l'accesso degli italiani all'estero al voto politico del prossimo 4 marzo e garantire la correttezza e la trasparenza del processo elettorale.

Tra le novità per il voto dei 4,3 milioni di elettori residenti all'estero c'è innanzitutto il codice a barre con i dati identificativi dell'elettore, che sarà stampato sui plichi consegnati al 75% degli italiani all'estero, una "buona prassi" adottata in prima battuta dalle grandi ripartizioni elettorali estere, Gran Bretagna e Argentina, che il ministero ha deciso di estendere alle altre. Restano esclusi solo i piccoli Paesi, per i quali non sono disponibili i mezzi tecnici di stampa.

La riservatezza del voto sarà garantita perchè l'elettore dovrà inserire la scheda elettorale in una busta bianca che andrà sigillata prima di essere riposta le plico.

Elezioni, come si vota all'estero

Gli elettori riceveranno i plichi entro il 18 febbraio e dovranno restituirli entro le 16 del 1 marzo alle sedi consolari di appartenenza.

"L'obiettivo è che tutti i plichi siano il 4 marzo al centro di smistamento di Castelnuovo di Porto, dove avrà luogo lo spoglio" ha detto Vignali.

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