"Italia a rischio geopolitico", l'Ue affonda le politiche di Di Maio e 5 Stelle

Il Commissario Europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, critica la proposta del leader del Movimento 5 stelle: "Stop al tetto 3% del deficit? Un controsenso assoluto"

Luigi Di Maio del M5S nel corso della presentazione alla Stampa Estera di Roma del 'Libro a 5 Stelle dei cittadini per l'Europa", 23 marzo 2017. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Luigi Di Maio rimandato nell'esame sull'Europa: anzi, di vere e propria bocciatura "senza se e senza ma" parla Europa Today che analizza il Moscovici pensiero. Il potentissimo commissario europeo agli Affari economici, il francese Pierre Moscovici, esamina la proposta del candidato premier del Movimento 5 Stelle che vorrebbe slegare l'Italia dalla regola europea del tetto del 3% nel rapporto tra deficit e Pil: per il responsabile economico dell'Unione Europea il voto italiano espone a rischio geopolitico il paese. 

"Sul piano economico il tetto del 3% ha un senso molto preciso, quello di evitare che il debito slitti ulteriormente. Ridurre il deficit significa combattere il debito e combattere il debito significa rilanciare la crescita - ha spiegato Moscovici in conferenza stampa a Parigi - la proposta di Di Maio non è pertinente"

Italia tra i “rischi politici” dell'Europa

Il commissario europeo enumera il voto italiano tra i "rischi politici" all'orizzonte in Europa. A preoccupare il socialista Moscovici sono soprattutto le posizioni euroscettiche di Lega e Movimento 5 Stelle, anche se l'ex ministro francese non ha mancato di sottolineare, con una punta di sarcasmo, il fatto che "con l'approssimarsi delle elezioni tutti i partiti rivedono il loro posizionamento rispetto all'Euro". 

"L'Italia si prepara a elezioni il cui esito è quanto mai indeciso. Quale maggioranza uscirà dal voto? Quale programma, quale impegno europeo? In un contesto in cui la situazione economica dell'Italia non è certamente la migliore al livello europeo, felice chi potrà dirlo...".

Moscovici ha poi ribadito: "Rispetto sempre le elezioni. Dico semplicemente che nel momento in cui abbiamo in Spagna un governo di minoranza che si sta confrontando con la crisi catalana e che c'è in Germania l'attesa di una coalizione, tutto questo crea degli interrogativi sulla governance politica di grandi paesi della zona euro, che abbiamo bisogno siano risolti per poter poi affrontare il dibattito sulla zona euro". 

L'Italia vista dall'Europa: "un gatto che cade sempre in piedi"

Non solo preoccupazioni, il commissario europeo ha tenuto anche a sottolineare i passi avanti fatti dall'Italia sulla stabilità dei conti e sulla crescita economica anche perché, ha detto con una battuta, "l'Italia è come un gatto: cade sempre in piedi".

"La situazione economica sta migliorando, ci sono capacità creative, con un tessuto di Pmi estremamente potente che esporta e che alcuni potrebbero anche invidiarle... Guardo all'Italia con tenerezza, fiducia, e gli interrogativi che abbiamo tutti: ma gira e girerà, sono fiducioso".

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La replica del Movimento 5 stelle

“Il Commissario Pierre Moscovici e la Commissione Europea si concentrino sul grosso problema del surplus commerciale sul saldo delle partite correnti della Germania, che viola le regole europee da anni e spinga per importanti riforme nei paesi come Olanda e Lussemburgo, per eliminare il problema dei paradisi fiscali nell’Eurozona"

E' Marco Valli, eurodeputato M5S, a commentare le dichiarazioni del commissario europeo Pierre Moscovici.

"Sul debito bisogna essere intellettualmente onesti e abbandonare il dogma tedesco dell’austerità come unica soluzione. Non si può immaginare di diminuire considerevolmente il rapporto debito/PIL contenendo troppo gli stimoli pubblici e abbattendo i salari con le riforme sbagliate implementate in questi anni. Questo è un momento di forte crescita globale dell’economia, spinta dalle politiche monetarie espansive delle Banche Centrali mondiali. Al netto dei problemi che questo può comportare, con il rischio bolle sui mercati finanziari, se vogliamo pensare di abbattere considerevolmente il rapporto deficit/PIL e stimolare domanda e lavoro bisogna spendere subito e nel modo giusto, a costo di sforare eccezionalmente il 3%".

"Spendere bene - conclude Valli - vuol dire eliminare gli sprechi che i partiti non sono stati in grado di cancellare, e incrementare quanto serve per crescere in modo sostenibile e considerevole, sviluppando i settori ad alto potenziale. Se non sfrutteremo adesso la fase economica ascendente stimolando domanda e lavoro, ci ritroveremo a gestire la prossima crisi ciclica in condizioni ancora precarie"

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