Elezioni Politiche 2018, via alla Par Condicio: cos'è e come funziona

Con l'inizio della campagna elettorale si torna a parlare della legge sulla Par Condicio: ecco come funziona e a cosa va incontro chi la viola 

Renzi ospite ad una puntata di Porta a Porta

Le elezioni politiche del 2018 si avvicinano sempre di più. Decisa la data ufficiale per il voto, che sarà il 4 marzo, i vari partiti hanno già iniziato a proporre i loro programmi e i loro candidati. Come avviene per ogni campagna elettorale, torna di moda il termine 'Par Condicio'. Ma cosa prevede questa legge nata nel 2000? Come funziona? 

Cos'è la Par Condicio

Tradotto dal latino significa “pari condizioni” e si ispira a livello ideologico a quello che in America chiamano “equal time”. La normativa sulla Par Condicio si propone di disciplinare l'accesso ai mezzi di informazione, locali e nazionali, dei soggetti politici, in modo tale da assicurare una parità di trattamento per tutti. Sono diverse le leggi che regolano la Par Condicio, approvate nel periodo tra il 1993 e il 2005, anche se quella a cui si fa riferimento è la legge 28 del 22 febbraio 2000, mirata a tutelare il pluralismo nel settore televisivo.

La legge sulla Par Condicio

Cosa dice la legge 28/2000 sulla Par Condicio

A differenza della legge del 1993, la numero 28 del 22 febbraio 2000, disciplina la comunicazione per tutte le campagne elettorali e referendarie. Questa normativa è divisa in 14 articoli:

  • L'art. 1 definisce finalità e ambito di collocazione, facendo riferimento a tutte i tipi di elezione che sono soggetti alla Par Condicio
  • L'art. 2 entra nel merito della comunicazione televisiva e chiarisce in 5 comma quali sono i comportamenti da attuare:
  1. In particolare, il comma 1 stabilisce che le emittenti radiotelevisive devono assicurare a tutti i soggetti politici con imparzialità ed equità l'accesso all'informazione e alla comunicazione politica.
  2. Il comma 2 invece chiarisce che per comunicazione politica radiotelevisiva s’intende la diffusione sui mezzi radiotelevisivi di programmi contenenti opinioni e valutazioni politiche 
  3. I comma 3, 4 e 5 stabiliscono la parità di condizioni e l'istituzione della Commissione parlamentare che, insieme all'Autorità per la comunicazione, controlli che la legge non venga violata.
  • Gli articoli 3 e 4 trattano dei messaggi politici autogestiti e gli spazi tra i soggetti politici. Tali messaggi, della durata da 1 a 3 minuti, non possono interrompere altri programmi e devono riportare le liste e le idee politiche del partito o movimento in questione
  • Gli articoli 5 e 6 elencano le regole da seguire per i programmi d'informazione nei radiotelevisivi e delle imprese radiofoniche dei partiti politici.
  • L'art. 7 riguarda in particolare la stampa, per cui vi sono regole differenti da quelle vigenti per radio e tv. Secondo il comma 2, ecco quali sono le uniche forme di messaggio ammesse: 
  1. Annunci di dibattiti, tavole rotonde, conferenze, discorsi;
  2. Pubblicazioni destinate alla presentazione dei programmi delle liste, dei gruppi di candidati e dei candidati;
  3. Pubblicazioni di confronto tra più candidati.
  • L'art. 8 regola la diffusione di sondaggi che nei 15 giorni precedenti alle elezioni non possono essere trasmessi.
  • Gli articoli dal 9 al 14 chiariscono quali sono le sanzioni per chi viola la Par Condicio, gli obblighi della comunicazione e la copertura finanziaria. 

Le sanzioni

Ma a cosa va incontro un soggetto che viola la legge sulla Par Condicio? Sempre secondo quanto riportato sul testo di legge 28/2000, l'Agcom (Autorità per le comunicazioni) deve vigilare sui canali Rai e sui privati. Le sanzioni arrivano a reato già commesso, entro 48 ore dalla denuncia, ma non sono molto severe e prevedono delle trasmissioni compensative per dare spazio ai personaggi danneggiati dalla violazioni. La multa può variare da i mille ai 20mila euro, mentre nei casi più gravi si può chiedere la sospensione di una trasmissione televisiva fino ad un massimo di 30 giorni. 

Elezioni politiche 2018: italiani alle urne

Vigilanza Rai respinge gli emendamenti del Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 stelle aveva presentato degli emendamenti al regolamento della Par Condicio, mirati ad vietare ai programmi di infotaiment, come 'Porta a porta' e 'Che tempo che fa', la possibilità di interviste ai politici durante la campagna elettorale. La Vigilanza Rai ha però bocciato questi gli emendamenti dei pentastellati. Secondo quanto affermato dalla relatrice Mirella Liuzzi le modifiche avevano l'obiettivo di "fermare la degenerazione dell'infotaimemt che ha dimostrato di non essere obiettivo in un momento delicato come quello della campagna elettorale". Tutti e quattro gli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle sono stati respinti. Uno di questi prevedeva che soltanto chi fosse iscritto all'albo dei giornalisti potesse condurre interviste elettorali. Una norma che avrebbe riguardato conduttori come Barbara D'Urso o Fabio Fazio, presentatore di 'Che tempo che fa', che si è cancellato dall'Ordine dei giornalisti per poter fare pubblicità. 

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