Un governissimo con dentro il Pd? Delrio smentisce: "Mie parole travisate"

Diventano un "caso" le parole pronunciate dal ministro a "Radio anch'io". Orlando: "Non possiamo dire 'abbiamo perso, arrangiatevi'"

Graziano Delrio

Per ora il Pd è compatto nel ribadire che la linea è quella di stare all’opposizione, “perché lì ci hanno messo i cittadini”. Ma se dal Colle dovessero arrivare pressioni per formare comunque un governo (che sia esso un governo del Presidente o un esecutivo di scopo?): ecco, allora forse le cose potrebbero cambiare. Questo sembrava, in estrema sintesi, il senso delle parole pronunciare in mattinata da Graziano Delrio a Radio Anch’io. 

“Se Mattarella ci chiedesse di fare il governo? Si valuterà, il presidente della Repubblica ha sempre la nostra massima considerazione” ha detto in radio il ministro dei Trasporti, aggiungendo che “noi siamo all’opposizione non per un capriccio ma perché gli elettori ci hanno messo lì”.

Parole che i quotidiani hanno interpretato con un’apertura del Pd ad un esecutivo di scopo, in palese contrasto con la linea annunciata ieri in direzione, tanto che Delrio si è visto costretto a dover smentire su Facebook.

“Leggo le interpretazioni più varie di quanto ho detto questa mattina nell’intervista a Radio Anch’io – ha scritto Delrio -, fino a travisare il senso delle mie parole”.

“Il senso delle mie parole è uno solo ed è quello affermato ieri dalla direzione nazionale nel documento condiviso, cioè che il Partito Democratico “riconosce l’esito negativo del voto, garantisce il pieno rispetto delle scelte espresse dai cittadini e al Presidente della Repubblica il proprio apporto nell’interesse generale” e “si impegnerà dall’opposizione, come forza di minoranza parlamentare, riconoscendo che ora spetta alle forze che hanno ricevuto maggior consenso l’onore e l’onere di governare il paese”.

Pd post Delrio-2

Orlando: non possiamo dire: ‘Abbiamo perso, arrangiatevi’

Un accenno di apertura al dialogo arriva anche dal ministro della Giustizia Andrea Orlando: "Non c'è la percorribilità di un governo politico con i Cinque Stelle. Dobbiamo nettamente distinguere i nostri profili, il Movimento si è candidato alle urne con un programma incompatibile con il nostro. Bisogna però evitare di dire: 'Abbiamo perso, arrangiatevi', non tocca a noi fare un governo né con la Lega né con M5S ma dobbiamo concorrere alla definizione degli assetti istituzionali, dobbiamo partecipare per la definizione di presidenti dei Camere e Senato".

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