Elezioni 2018, il programma del Pd (e del centrosinistra)

Alle elezioni politiche 2018 la coalizione di centrosinistra guidata dal Pd si presenta con la lista Insieme, i centristi di Civica Popolare guidata dal ministro Beatrice Lorenzin con Pier Ferdinando Casini e +Europa con Emma Bonino

Il programma del Partito Democratico di Matteo Renzi che alle elezioni politiche 2018 sarà il perno di una coalizione di centrosinistra.

Il Partito Democratico, come prevede lo Statuto, schiera in prima linea il suo segretario, Matteo Renzi. Si saprà solo dopo il voto, e risultati alla mano, se a Renzi spetterà anche la premiership della coalizione di centrosinistra, composta oltre che dal Pd, dalla lista Insieme, dai centristi di Civica Popolare guidata dal ministro Beatrice Lorenzin con Pier Ferdinando Casini, e da +Europa con Emma Bonino.

Le proposte Pd: "I 100 punti per l'Italia"

La strategia elettorale di Matteo Renzi - reduce dal tour nel Paese a bordo del treno 'Destinazione Italia' - prevede una 'testuggine' composta da alcuni ministri, tra cui Delrio, Minniti e Franceschini, e dal premier Gentiloni (compatibilmente con il suo ruolo). L'obiettivo è di dare del Pd l'immagine di una forza di sinistra ma "tranquilla", e soprattutto affidabile e di governo, rivendicando i risultati ottenuti in questi anni a palazzo Chigi. 

Elezioni, ecco i simboli del centrosinistra

A Renzi il compito di picchiar duro contro gli altri contendenti, Di Maio e Berlusconi in primis. Sempre secondo le ultime indiscrezioni, il segretario dem punterebbe a una campagna molto incentrata sui social. In un post su Facebook, il primo 'assaggio' della strategia elettorale: "Da un lato ci sono le promesse mirabolanti di Berlusconi e Salvini, il tandem dello spread e del populismo. Dall'altro Di Maio e Grillo, che vogliono referendum su euro e vaccini, promettendo assistenzialismo e sussidi. E poi ci siamo noi. Che in questi anni abbiamo lavorato tanto e sbagliato qualcosa ma che siamo una squadra credibile e affidabile". E ancora: "Noi pensiamo all'Italia che vuole creare lavoro, non assistenzialismo. L'Italia dei diritti, del sociale, della cultura. L'Italia che non esce dall'Euro, ma porta umanita' in Europa. Questi siamo noi. Siamo oggettivamente tutta un'altra storia rispetto al populismo a cinque stelle e all'estremismo di questa destra leghista", scrive Renzi

Per il programma del Pd si può far riferimento al manifesto dell'assemblea programmatica di Napoli, al programma depositato dal Pd al Viminale e soprattutto ai 100 punti per l'Italia presentati da Matteo Renzi il 2 febbraio 2018.

Sintesi del programma Pd (Pdf) | Il programma completo (Pdf)

Le proposte per la riforma fiscale

Il Pd propone di ridurre le tasse secondo il principio "pagare meno, pagare tutti" e per far questo ha pensato ad una sorta di patente fiscale a punti con una serie di vantaggi per i contribuenti ligi al dovere.

Le proposte per il lavoro

Secondo il manifesto di Napoli l'Europa deve rimane l'orizzonte fondamentale per il partito e per il Paese come unica dimensione possibile di cittadinanza, pace e cooperazione per il futuro, "ripartendo da Ventotene e dalla lezione di Altiero Spinelli".

"Dopo essersi allargata ad est, deve oggi assumere il Mediterraneo e l'Africa come l'area strategica di questo secolo."

Contrasto alla povertà

Investire in conoscenza, cultura, ricerca e innovazione; raddoppiare risorse per la poverta'; puntare a rafforzare il reddito di inclusione.

Sviluppo partendo da Internet

Servono più laureati e più ricercatori. Investimenti per aprire gli atenei superando la logica del numero chiuso, migliorando i livelli di accreditamento e reclutando nuovi ricercatori per l'insegnamento. Insistere con la Strategia per la crescita digitale e la banda Ultra Larga. Promesse 10mila assunzioni tra i ricercatori e lo sblocco del tournover per gli impiegati della PA

Le battaglie del Pd

Secondo il manifesto Pd la cresciata economica passa anche da supporto all'occupazione femminile, incentivando la flessibilità oraria e funzionale, abbattendo i costi degli asili nido e riconoscendo il lavoro di cura. Allargare la legge sul Dopo di noi.

Priorità nazionale la sicurezza sul territorio. "Combattere le mafie sul piano educativo e culturale e rafforzare tutti gli strumenti per il loro".

Sul tema dell'immigrazione il Pd vuole: controllare le frontiere, combattere i trafficanti di persone, salvare vite umane in mare e accogliere chi fugge da guerre e persecuzioni, migliorare il sistema di accoglienza per richiedenti asilo e minori stranieri non accompagnati, attuare con rigore le leggi che regolano ingresso e soggiorno.

Nel manifesto di Napoli e poi anche nei "100 punti" anche lo ius soli, la legge sulla cittadinanza agli immigrati di seconda generazione, che in questa legislatura non è stato approvato, ma continua ad essere sostenuto dai Democratici.

Tra le 100 proposte: un assegno per le famiglie, salario minimo e aiuti per chi perde il lavoro, 240 euro di detrazione Irpef mensile per i figli a carico fino a 18 anni e 80 euro per i figli fino a 26 anni. Eccole nel dettaglio.

Tasse, cuneo fiscale dal 33% al 29%

Come si legge nel programma elettorale il Partito Democratico si ripropone di ridurre il costo del lavoro di circa un punto all’anno nel corso della legislatura portando il costo dei contributi dal 33% di oggi al 29%.
"La riduzione del cuneo contributivo sarà fiscalizzata per salvaguardare le pensioni future. Allo stesso tempo il lavoro temporaneo, nel caso di un utilizzo ripetuto, costerà di più per via di una buonuscita compensatoria per chi non viene stabilizzato". 

Salario minimo garantito

La proposta più di sinistra del programma riguardano il lavoro. No, non si parla di reintrodurre l'articolo 18, ma, come si legge nel programma elettorale il Partito Democratico, i dem si ripropongono di stabilire un salario minimo garantito per tutti "per combattere l’opportunismo dei lavoretti sottopagati, dei contratti pirata, delle cooperative spurie".

Il salario sarà fissato da una commissione indipendente di cui faranno parte anche sindacati e organizzazioni datoriali e varrà solo per chi non è coperto da un contratto nazionale. "Una forma di tutela per i giovani che la sera consegnano pizze a 5 euro l’ora" spiega Matteo Renzi. 

"Non è più rinviabile una legge sulla rappresentanza sindacale, che parta dai principi condivisi dalle parti sociali. Il salario minimo legale migliora anche l’efficacia dei controlli e risolve il problema dei lavoratori distaccati per evitare il dumping salariale di aziende che lavorano fuori dall’Italia". 

Sempre nel programma elettorale il Partito Democratico si ripropone di tutelare i lavartori dall'abuso dei contratti di lavoro a tempo: "Il lavoro temporaneo costerà di più se viene usato in maniera reiterata". Il Pd propone di introdurre una buonuscita compensatoria, come avviene in altri paesi europei, che l’impresa dovrà pagare a un lavoratore che non viene stabilizzato, in maniera proporzionale alla durata cumulata dei contratti temporanei che ha avuto.

Il "bonus affitto" di 150 euro ai giovani

Tra le proposte "prese in prestito" dall'esperienza spagnola di Zapatero, il Partito Democratico si ripropone di restituire ai giovani lavoratori parte delle spese sostenute per l’affitto introducendo una detrazione fiscale del valore di 150 euro al mese a beneficio di tutti gli under 30 con un reddito fino a 30 mila euro e un contratto d’affitto sulle spalle. 

Il programma di Renzi è forte dei suoi proverbiali "bonus". Ecco dunque che oltre detrazione fiscale per i contributo agli affitti degli under30, appare evidente che il piano dei contributi al reddito si continuerà a sviluppare con soluzioni di estensione della platea dei beneficiari delle 80 euro mensili anche alle partite Iva. 

Per chi cerca lavoro ecco infine una tessera gratuita di 6 mesi per i trasporti pubblici, valida nell’arco di 50km dalla sede di residenza, destinata a tutti i Neet e i disoccupati nei primi 6 mesi dalla dichiarazione di disponibilità al lavoro.

Nel programma elettorale il Partito Democratico si ripropone inoltre di:

  • estendere per sempre a 10 giorni il congedo obbligatorio per i padri;
  • istituire un unico strumento di durata triennale di 400 euro al mese per ogni figlio fino ai 3 anni, che possa essere speso per la retta dell’asilo nido o per il rimborso delle spese di baby sitter (riaccorpando gli strumenti oggi esistenti);
  • dare un sostegno economico alle madri che vogliono tornare subito al lavoro estendendo il "bonus mamme" pari al 30% dello stipendio per 6 mesi sotto forma di buono per le spese di cura, anche alle donne che tornano a lavorare. 

Estensione dell'anticipo pensionistico

Come si legge nel programma elettorale il Partito Democratico si ripropone di rendere strutturali e più amplie le platee degli strumenti di flessibilità in uscita, sia quelli a carico dello Stato per chi è in condizioni di bisogno (Ape sociale, precoci), sia quelli che comportano un costo per chi decide di andare in pensione prima (Ape volontaria, Opzione donna).

Per i più giovani arriva la "pensione di garanzia"

Come si legge nel programma elettorale il Partito Democratico si ripropone di istituire una pensione contributiva di garanzia per i giovani con carriere discontinue e redditi bassi.

Istituzione del servizio civile obbligatorio 

Come si legge nel programma elettorale il Partito Democratico si ripropone di istituire un mese di servizio civile obbligatorio in sinergia tra scuola e terzo settore.

Sblocco turnover nella Pubblica amministrazione

Come si legge nel programma elettorale il Partito Democratico si ripropone di digitalizzare la pubblica amministrazione sbloccando al contempo il turnover per consentire il necessario ricambio generazionale e l’ingresso di personale fisiologicamente più giovane e dotato di competenze eterogenee.

Riduzione del debito pubblico

Come si legge nel programma elettorale il Partito Democratico si ripropone di riportare il debito pubblico al 100% del Pil in dieci anni.

Per queste e altre proposte (qui l'elenco completo) si stima un costo di 40 miliardi di euro, un numero non esoso se confrontato ai libri dei sogni dei concorrenti elettorali. Le coperture, ovvero per trovare i soldi, il Pd stima in un nuovo tesoretto come provente del contrasto all'evasione fiscale. Proprio ieri l'Agenzia delle Entrate aveva annunciato un vero e proprio boom delle riscossioni, raddoppiate: esattamente quando i dem sperano di poter "incassare" in una eventuale nuova legislatura.

Gli altri programmi: Centrodestra | Movimento 5 stelle | Liberi e Uguali

I candidati del Partito democratico: Valle d'AostaPiemonte Lombardia Veneto Trentino Alto AdigeFriuliLiguria | Emilia Romagna | Marche | Toscana | Umbria | Lazio | Abruzzo | Molise | Campania | Puglia | Basilicata | Calabria | Sicilia | Sardegna | Estero

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