Canone, bollo e pensioni: tutte le promesse elettorali a due mesi dal voto

Dall'abolizione della tassa sulle tv al salario minimo, dal reddito di cittadinanza all'aumento delle pensioni minime: sono alcune delle promesse fatte in questo scampolo di campagna elettorale, e forse non abbiamo ancora visto nulla

Immagine d'archivio

La campagna elettorale deve ancora entrare nel vivo, ma la corsa a chi la spara più grossa è iniziata già da un bel po'. Né si intravedono inversioni di rotta. Dall’abolizione del canone Rai al salario minimo, dal reddito di cittadinanza alle pensioni. Senza dimenticare la cancellazione di Jobs Act, legge Fornero, bollo auto, tasse universitarie… la lista delle promesse elettorali è già piuttosto corposa, il conto (in termini di risorse da investire) si prevede salato e al voto mancano ancora due mesi: il bello deve ancora venire.

Nell’attesa di conoscere cosa ci aspetta (e cosa saranno in grado di inventarsi ai partiti), vediamo di capire quali sono le principali proposte messe in campo finora, chi le ha fatte e cosa prevedono: un memorandum che tornerà utile a urne chiuse, quando il partito o i partiti di maggioranza dovranno fare i conti con la realtà. 

Addio Jobs Act?

In ordine di tempo è l’ultima proposta di Forza Italia e si tratta oggettivamente di una proposta abbastanza clamorosa, dal momento che l’abolizione dell’articolo 18 è stata per anni uno dei principali punti dell’agenda del centrodestra. Tanto è vero che dopo aver gettato il sasso in diretta su Radio Anch’io ("lo abolisco perché è stata solo un'iniezione per i contratti provvisori. Su dieci contratti otto sono stati temporanei"), Berlusconi ha subito fatto parziale marcia indietro. 

"Il presidente - ha fatto sapere Forza Italia in una nota - si è limitato a constatare che il Jobs act è sostanzialmente fallito, perché non ha indotto le imprese a creare occupazione stabile, ma quasi esclusivamente lavoro precario". In ogni caso "quando saremo al governo non torneremo naturalmente al regime precedente, ma introdurremo strumenti più efficaci del Jobs act per correggerne gli effetti distorsivi e incentivare le imprese a creare lavoro stabile". 

Sul punto è il M5s è più categorico. Anche secondo i 5 Stelle il Jobs Act va corretto e non abolito tout court, ma l’articolo 18 deve essere reintrodotto per le aziende con più di 15 dipendenti, come ha spiegato in più di una occasione il candidato premier Di Maio. 

Flat tax

È una delle proposte più qualificanti del programma di centrodestra, nonché una delle poche davvero “di destra” tra quelle annunciate in questo scampolo di campagna elettorale. Si tratta in sostanza di un prelievo fisso con aliquota unica "sotto al 20%" per tutti i redditi che dovrebbe sostituire diverse tasse e soprattutto l’attuale Irpef, l’imposta sui redditi delle persone fisiche con aliquote progressive, che cioè salgono all’aumentare del reddito e variano tra il 23 e il 43%. Ha come principale obiettivo quello di semplificare e snellire il sistema fiscale, oggi penalizzante soprattutto per i redditi da lavoro martoriati dalle pesanti aliquote Irpef. Altro obiettivo è quello di tagliare le tasse combattendo l'evasione fiscale. 

Abolizione legge Fornero

In tema di trattamenti previdenziali Forza Italia, Lega e M5S hanno idee simili, anche se nel centrodestra le posizioni sono più sfumate. Se Salvini non vede l’ora di vincere "per stracciare la legge Fornero, e farla piangere ancora", ieri Berlusconi  ha parzialmente smentito il leader leghista affermando a Radio Capital di voler "eliminare gli aspetti ingiusti"della legge  che ha innalzato l'età minima necessaria per andare in pensione. Si parla dunque di "superamento" dell'attuale normativa e non di abolizione tout court.

Di Maio non si è lasciato sfuggire l’occasione: "Siamo rimasti gli unici a volere l’abrogazione della legge Fornero: l’accordo nel centrodestra si doveva basare su quello ma ieri Berlusconi ha detto che non si abolisce più", ha detto parlando a Fatti e misfatti su Tgcom24.  "Noi abbiamo un progetto - ha annunciato - che si chiama quota 41, che dice che dopo 41 anni di lavoro devi andare in pensione, non esiste più la somma di tempo di lavoro ed età. La legge Fornero va abolita non solo per chi deve andare in pensione ma per i giovani che devono trovare lavoro". Il problema sarà trovare le coperture, visto che la cancellazione della legge Fornero ha un costo totale che viene valutato in circa 140 miliardi di euro.

Pensioni minime 

Sul fronte pensioni Silvio Berlusconi ha un progetto ambizioso: "Aumentare i minimi pensionistici ad almeno mille euro al mese per 13 mensilità". Nessuno deve essere escluso, secondo l’ex premier, comprese "quelle persone che hanno lavorato la sera, di domenica, durante le ferie estive, senza essere mai pagate", ovvero le casalinghe, "che devono avere la possibilità di trascorrere una vecchiaia serena e dignitosa". Anche il M5S ha annunciato di voler aumentare le pensioni minime portandole a 780 euro, anche se ad onor del vero Di Maio non ha insistito molto sul punto nelle sue apparizioni in tv. 

Reddito di cittadinanza

È il cavallo di battaglia del principale partito italiano, il M5s. Sul reddito di cittadinanza (che in realtà dovrebbe essere chiamato reddito minimo garantito, ma ormai la distinzione è passata in cavalleria) si è detto ormai tutto. I 5 Stelle promettono 780 euro al mese per chi è disoccupato o inoccupato, mentre chi ha già un lavoro, ma non arriva alla soglia dei 780 euro, avrà diritto ad un’integrazione del reddito fino a raggiungere tale soglia. L’ISTAT ha stimato in circa 15 miliardi di euro il costo della misura.  Il M5s sostiene di aver già individuato le coperture, anche se qualche dubbio rimane. Secondo alcuni osservatori, inoltre, il reddito di cittadinanza avrebbe lo svantaggio di disincentivare chi è senza lavoro a cercarne uno. 

Reddito di dignità

Un reddito di dignità per chi sta sotto la soglia dei mille euro: è la proposta fatta di recente da Silvio Berlusconi ai microfoni di R101. "Una misura drastica in aiuto di tutti gli italiani che rientrino nelle soglie di povertà Istat" che  "non solo non pagheranno alcuna tassa ma sarà lo Stato a versare un’integrazione fino a livello dignità previsto dall’Istat in funzione di parametri del numero di familiari e di luoghi di residenza". "Per esempio  - ha spiegato il Cavaliere - circa 1250 euro mese servono a famiglie con due figli". 

Abolizione bollo auto

La proposta è ancora una volta di Forza Italia ed è stata lanciata da Berlusconi lo scorso novembre durante la campagna elettorale per le Regionali in Sicilia. L’ex Cav ha in mente di tagliare il bollo solo sulle prime auto. In passato la Uil ha stimato che per cancellare totalmente l’imposta servirebbero circa 6 miliardi di euro. Ma per la verità si tratta di una proposta formulata quasi en passant e senza troppa convinzione: tanto per non farsi mancare nulla. 

Salario minimo 

E' una proposta del PdIn un'intervista al Quotidiano Nazionale Renzi l’ha definita una proposta "molto importante", che potrebbe "migliorare la qualità del lavoro, oltre che la quantità". Attualmente, per l’85% dei lavoratori, le retribuzioni minime vengono stabilite con i contratti collettivi. Si tratta dunque di garantire una retribuzione adeguata a quel 15% di lavoratori che non gode di tutele sotto questo punto di vista. L’idea di Renzi è di introdurre un salario minimo legale tra i 9 e i 10 euro l’ora. Molti osservatori hanno però sottolineato che la soglia appare decisamente troppo generosa, proporzionalmente una delle più alte al mondo. "Da ciò conseguirebbe un rischio altissimo - ha scritto l'analista Mario Seminerio -, diciamo la sostanziale certezza, che molte aziende finirebbero fuori mercato, e reagirebbero con licenziamenti o con esternalizzazioni verso il sommerso".

Canone Rai

Dopo l'indiscrezione pubblicata giorni fa da 'Repubblica' , Matteo Renzi ha chiarito a Radio Capital che sul tema del Canone Rai ci sono diverse proposte: dall'abolizione tout court, all'abbassamento per alcune fasce sociali, come ha proposto il premier Gentiloni, alla sua fiscalizzazione come proposto da Matteo Orfini.

"Il canone lo abbiamo ridotto - ha detto Renzi - E può scendere ancora. Ma a me serve la questione del canone per stanare Berlusconi e Grillo su un altro tema, quello dell'evasione fiscale. Noi diciamo che se pagano tutti si paga meno, E il canone è un simbolo da questo punto di vista. Capisco che Grillo e Berlusconi abbiano una relazione complicata con l'evasione fiscale...".

Secondo l’ANSA, per abolire totalmente l’imposta servirebbero 1,7 miliardi di euro. 

Via la norma sui vaccini?

Se la Lega andrà al governo cancellerà anche "le norme Lorenzin" sull’obbligo vaccinale. Lo ha scritto oggi Matteo Salvini in un tweet, spiegando così la posizione della Lega: "Vaccini sì, obbligo no". Una posizione simile, se non identica, a quella dei 5 Stelle che hanno spesso contestato l’obbligatorietà dei vaccini. 

Università pubblica gratuita

Lo 'Student act' di Grasso, che ha proposto l'abolizione totale delle tasse universitarie, è diventato quasi un autogol per Liberi e Uguali. In molti, tra cui il ministro per lo sviluppo economico Carlo Calenda, hanno fatto notare che in Italia un terzo del totale degli studenti è incluso nella 'no tax area' che prevede l'esenzione totale per chi sia in possesso di determinati requisiti di reddito e di merito. A beneficiare di un'eventuale cancellazione dell'imposta sarebbero dunque solo le fasce più abbienti della popolazione. Una proposta non proprio di sinistra, diciamo. 

Elezioni 2018

Inclusione, cittadinanza, dignità: le promesse elettorali sul reddito
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