"Non chiamatelo maltempo": l'emergenza climatica mette sotto accusa la politica

Alla Camera è in discussione una mozione per impegnare il Governo a decretare l'emergenza climatica. Ma negli ultimi 20 anni si è speso più per riparare i danni che per prevenirli. Sinistra e Verdi accusano: "Da Governi e Regioni deroghe ai vincoli ambientali"

Il Ticino esondato a Pavia. ANSA/ DINO FERRETTI

In autunno piove, questa non è una notizia. Ma da un punto di vista prettamente climatologico la quantità di pioggia caduta tra Piemonte e Liguria negli ultimi 15 giorni è stata pari alla metà del totale di precipitazioni registrate in media durante un intero anno. A sottolinearlo è Massimiliano Fazzini, climatologo, geologo, docente dell'Università di Camerino.

Della necessità di un cambio di prospettiva parla il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Salvatore Margiotta al termine di un sopralluogo sul viadotto della A6 crollato.

"Gli eventi che prima venivano definiti 'eccezionali' tali non sono più, basta vedere cosa è accaduto negli ultimi anni e nell'ultima settimana in Italia. Per questo bisogna uscire dalla logica dell'emergenza affrontando il tema, che sarà il grande tema dei prossimi anni nel nostro Paese, in modo strutturale".

Eppure negli ultimi anni i governi che si sono succeduti hanno fatto molto poco in campo ambientale anche solo per mitigare gli effetti di eventi che, benché definiti eccezionali, rappresentano una triste quotidianità.

Soffocati da asfalto e cemento: perdiamo due metri quadrati di verde al secondo

Sotto accusa è la cementificazione assunta a status simbol del benessere economico. "Le grandi città, ma anche realtà abitative di dimensioni assai più contenute - evidenzia l'urbanista Sandro Simoncini - non perseguono serie politiche di riqualificazione dell'esistente, ma tendono senza sosta a svilupparsi verso l'esterno, erodendo porzioni sempre più vaste di territorio e creando periferie e frazioni prive dei necessari requisiti di sicurezza come argini per fiumi e torrenti, canali di scolo per la pioggia, impianti idrovori, consolidamento della piantumazione".

"Vittime e danni si continueranno a contare senza sosta"

Come mette in evidenza Simoncini un territorio equivalente dell'intera regione Toscana, pari a 23.000 chilometri quadrati, è ormai irrimediabilmente cementificato e impermeabilizzato.

"I 68 morti e gli oltre 2.000 sfollati dell'alluvione del 1994 non hanno insegnato nulla - incalza Simoncini, direttore scientifico del Centro Studi Sogeea - Sporadici interventi di manutenzione degli argini o di ripulitura dei letti dei corsi d'acqua non possono evidentemente bastare a mettere in sicurezza il mezzo milione di persone che solo in Piemonte vive in zone ad alto rischio di frane ed esondazioni".

Spendiamo più per riparare danni che per la prevenzione

Dati che fanno riflettere arrivano dall'ultimo Rapporto Ispra sul dissesto idrogeologico: in 20 anni, dal 1998 al 2018, sono stati spesi 5,6 miliardi (300 milioni all'anno) in opere di prevenzione rischi a fronte dei circa 20 miliardi di euro spesi invece per riparare i danni, 1 miliardo l'anno.

Muroni (LeU): "No maltempo ma emergenza climatica"

"Non chiamatelo maltempo: siamo in piena emergenza climatica". Lo ribadisce Rossella Muroni, deputata LeU e promotrice della mozione di maggioranza per dichiarare anche in Italia l'emergenza climatica

Settimane di allerte meteo con piogge incessanti che hanno provocato allagamenti in tutta Italia, sfollati e frane, come quella che ha portato al crollo di un tratto di viadotto sulla Torino-Savona, rendono incontrovertibile la realtà. Siamo un Paese fragile, dove i rischi sono ulteriormente acuiti dalla cattiva gestione del territorio e dagli effetti dei mutamenti climatici in atto".

Muroni cita i giovani di Fridays for future che a settembre erano scesi in piazza accusati dai numerosi dietrologi di essere "gretini": l'esponente di Liberi e Uguali spiega come in tema ambientale ancora si è visto ben poco da parte del governo. 

Il noto Green new deal più volte auspicato anche dallo stesso presidente del consiglio Giuseppe Conte, è finito per essere ben poca cosa come si evince dal recente decreto clima.

Una mozione sarà discussa oggi dalla Camera per impegnare il governo a lavorare per l'inserimento del principio dello sviluppo sostenibile in Costituzione, "ridurre le emissioni di CO2 in tempi rapidi e certi e per spingere il sistema Italia verso la conversione ecologica".

mozione emergenza climatica-2

Perché il decreto clima rischia di essere "soltanto uno spot"

Ancora più forte lo j'accuse rivolto dal coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che indica la politica italiana come una sorta di Giano Bifronte che parla tanto dell'esigenza di prevenire i danni causati dell'emergenza climatica ma agisce in maniera assolutamente opposta. "I provvedimenti di Governi e Regioni in realtà sono deroghe ai vincoli paesaggistici e ambientali che peggiorano la situazione, autorizzando la cementificazione di ogni luogo".

Bonelli cita ad esempio lo Sblocca Italia decretato dal governo Renzi che eliminando il ricorso alla conferenza di servizi rendeva più semplice la realizzazione di opere anche in aree soggette a vincoli ambientali e paesaggistici. Sotto accusa anche l'amministrazione Toti che in Regione Liguria il 9 aprile 2019 ha ridotto di 540 ettari il territorio dei più grandi parchi naturali regionali, il parco delle Alpi liguri, quello dell'Aveto e quello dell'Antola.

"La legge approvata dall'Assemblea regionale ha revocato la classificazione di area protetta regionale a 42 territori nel savonese, per un totale di oltre 22mila ettari. Ma la cosa paradossale è che le richieste di stato di emergenza e messa in sicurezza del territorio arrivano, oggi, proprio da Renzi e Toti, che piangono lacrime di coccodrillo".

"Noi Verdi - conclude Bonelli - crediamo che sia finito il tempo delle chiacchiere e che sia urgente un Piano Marshall contro il dissesto idrogeologico. Urgente è soprattutto che i fondi stanziati contro il disseto vengano realmente spesi, visto che al momento ben il 90% degli interventi previsti rimane sulla carta". 

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