Rifiuti, perché è sempre emergenza

Oggi la firma del "Protocollo d'intesa per un'azione urgente nella Terra dei fuochi". Il governo non ha una posizione compatta e trovare una sintesi stavolta sarà complicato

Cumuli di rifiuti nel quartiere San Antonio a Torre del Greco (Napoli), 17 novembre 2018. ANSA

Il governo non ha una posizione compatta sui termovalorizzatori ma è unito nel prendere iniziative che contrastino il fenomeno dei roghi tossici: il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio in una intervista al "Mattino" lancia anche l' idea di ridurre le tasse per chi ricicla. Oggi a Caserta il premier Giuseppe Conte e sette ministri firmeranno il "Protocollo d' intesa per un'azione urgente nella Terra dei fuochi". "I temi del contratto, come gli inceneritori, sono chiari e non si ridiscutono" dice Stefano Buffagni, sottosegretario agli Affari regionali, uomo di fiducia di Luigi Di Maio, che non crede che la Lega voglia precipitare verso il voto: "Torneremmo al punto di partenza. L' unico governo possibile è ancora questo". "Il ministro dell' Interno sa che quegli impianti sono dannosi, tanto che in Lombardia stiamo lavorando insieme per chiuderli progressivamente. Ma forse voleva solo spronare la Campania ad accelerare sulla differenziata".

"Nel contratto è vero che c'è il superamento" dei termovalorizzatori "ma intanto siamo nel 2018 e sono sicuro che, come abbiamo fatto in questi mesi con Luigi Di Maio, troveremo un'intesa per il bene del Paese" dice il vice premier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ne giorni scorsi ha auspicato la presenza di un termovalorizzatore a provincia: "L'obiettivo è bruciare sempre meno e andare sempre meno in discarica e differenziare sempre di più, ma intanto siccome siamo al governo per risolvere i problemi e a Napoli e in Campania pagano la tassa rifiuti come in tutta Italia, e' giusto dare a loro questa possibilità, che hanno tutte le altre regioni italiane".

Il piano del governo

Cosa prevede il ‘Piano d’azione per il contrasto dei roghi di rifiuti’? "Su impulso del nostro ministro all’Ambiente Sergio Costa e con la piena condivisione di tutti i ministri, presenteremo un programma concreto di interventi nella lotta a fenomeni come discariche abusive, interramento di rifiuti, roghi tossici e qualsiasi altra forma di violazione del territorio”, scrive il presidente del Consiglio Conte sottolineando che “il protocollo che andremo a firmare interesserà non solo la Campania, ma tutti i territori dove esistono queste problematiche. Metteremo in atto interventi per la tutela della salute della popolazione, dell’ambiente e dell’ecosistema, e per il presidio del territorio”. Il piano

Nella parte più importante il piano contiene “l'esercito immediatamente a presidiare quei siti di lavorazione dei rifiuti che secondo quello che stabiliscono le Prefetture, in particolare di Napoli e Caserta, destano delle preoccupazioni", aveva fatto sapere Costa. "Perché noi dobbiamo assolutamente evitare che prendano fuoco e che possano incidere sulla salute dei cittadini e sul territorio", spiega Costa. "Seconda cosa, abbiamo bisogno di fortissime investigazioni perché abbiamo bisogno di andare oltre: 100 carabinieri esperti subito disponibili per fare investigazioni - aveva annunciato il ministro - Abbiamo anche bisogno di riorganizzare il sistema: cioè sapere e indicare chi fa cosa. Il cittadino deve sapere che se accade una cosa avrà una risposta e da chi" e questi ultimi, che "rappresentano la pubblica amministrazione, devono sapere come colloquiare tra di loro". "Tutto questo è nel piano d'azione. Si danno dei tempi precisi: per esempio, subito il monitoraggio dell'aria, del terreno, delle produzioni agricole prossime ad un eventuale incendio - aveva continuato Costa - Chi dice cosa a chi deve fare cosa in una catena chiara di responsabilità territoriali ma anche di salvaguardia territoriale". Perché noi "vogliamo che la Campania sia il primo laboratorio di tutela ambientale del Paese", aveva concluso.

Rifiuti, Fontana (Lega) contro M5s: "Non usano logica"

Le tensioni esistono, inutile negarlo. La Lega, attraverso Attilio Fontana, non usa parole tenere nei confronti del M5s: "Se Di Maio pensa che i nostri impianti inquinano, allora devo dire che non accetteremo più i rifiuti del Sud. Chiederemo allo Stato di modificare la norma che ce lo impone" dice in un'intervista alla "Stampa" il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sottolineando che i pentastellati "non usano la logica ma la pseudo ideologia, gli slogan e non il buonsenso. Di più: non si fidano nemmeno dei risultati scientifici. Lo slogan è raccolta differenziata, punto e basta. Oltre non vanno".

"I 13 inceneritori della Lombardia non solo sono puliti ma anche assolutamente controllati - sottolinea il governatore leghista - subiscono una cosa come 30 milioni di controlli all' anno da parte di Ispra. Come si fa a dire che non li si vuole al Sud dove il problema dello smaltimento rifiuti è endemico?". Secondo Fontana "la nostra Regione è virtuosa in questo senso, siamo considerati un esempio anche all' estero, i controlli sono costanti, gli impianti perfetti. Perché Di Maio non va a farsi un giro al termovalorizzatore di Brescia? O in quello di Milano? Sono impianti che azzerano l' inquinamento e riutilizzano la combustione dei rifiuti per l' energia elettrica".

Milano è la nuova 'terra dei fuochi'

Lezzi: "Termovalorizzatori, graduale chiusura"

"Quella sui rifiuti è una situazione di forte affanno, non di emergenza. Occorre poi fare un distinguo tra il tema degli inceneritori e quello roghi...". Lo spiega la ministra per il Sud, Barbara Lezzi, in un'intervista al Corriere della Sera. "Il tema dei roghi è prioritariamente un tema di ordine pubblico. Aggiungo che il tema dei roghi non riguarda soltanto il Sud, anzi: negli ultimi due anni ce ne sono stati oltre 300, diffusi in tutta Italia e proprio recentemente sono avvenuti anche in Lombardia. La questione dunque è nazionale e come tale il governo intende affrontarla".

Secondo Lezzi "sui termovalorizzatori il contratto di governo M5S-Lega prevede una loro graduale chiusura. Se parliamo di modelli, quello della Lombardia, dove ci sono ben 13 inceneritori, non lo considero né virtuoso né di riferimento. Puntiamo su riduzione dei rifiuti, differenziata, riciclo, impianti di nuovissima generazione per il recupero della plastica.
E questo porta a nuove attività e posti di lavoro".

Perché i rifiuti sono un problema irrisolto

In Italia oggi come oggi ci sono 41  impianti attivi, e sono concentrati soprattutto al Nord (63%) e nella maggior parte dei casi in Lombardia, dove se ne trovano 13. Qui si smaltisce la maggior quantità di rifiuti nel Paese. In base al Rapporto rifiuti urbani 2017 dell’Ispra, alle spalle della Lombardia si trova l’Emilia Romagna, con 8 impianti di incenerimento; le altre regioni in cui ci sono impianti sono il Veneto (2), seguito da Piemonte, Trentino Alto Adige e Fiuli Venezia Giulia, con uno per ciascuna regione. Altri 8 si trovano al centro (Toscana, Umbria, Marche e Lazio) mentre sono 7 al sud: nella sola Sardegna sono due, mentre Sicilia e Abruzzo non ne hanno nessuno. 

Negli anni passati la quantità di rifiuti prodotta ha visto una crescita costante per poi stabilizzarsi. Nonostante la crescita della raccolta differenziata (in Italia i dati mediamente sono ottimi), ci sono rifiuti che non possono essere differenziati. La mancanza di impianti di smaltimento ha fatto sì che fino a tempi recenti ad esempio il plasmix (plastiche miste residue, ad esempio residui del riciclo della carta) venisse per lo più esportato in Cina, la quale però dal 1 gennaio 2018 ha chiuso le frontiere a oltre 20 tipi diversi di rifiuti. Così spesso i materiali in attesa di essere smaltiti vengono per lo più stoccati in capannoni, e i roghi dolosi (un modo criminale per "risolvere il problema) sono stati numerosi.

Lo Sblocca Italia già prevedeva la costruzione di 8 nuovi inceneritori, ma ancora si aspetta il via libera della Corte di giustizia europea, dopo un pronunciamento negativo del Tar del Lazio, che ha congelato il piano. E le proteste a livello locale non mancano mai quando si inizia a parlare della costruzione di nuovi impianti. L’Italia nel mentre paga già ben due sanzioni europee, per decine di milioni di euro, composte in parte anche da una cifra giornaliera che l’Italia continuerà a pagare fino a che non avrà attuato le procedure per mettersi a norma.

La "guerra" della monnezza e la mappa degli inceneritori in Italia 

Luigi Di Maio da Pomigliano lunedì mattina tiene il punto: "Parlare di inceneritori oggi è come parlare della cabina telefonica con il telefono a gettoni. Qualcuno può essere ancora affascinato dal vintage, ma sempre vintage rimane" dice il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico. Il dibattito, non solo nell'opinione pubblica ma anche tra i banchi del governo, sembra essere davvero solo all'inizio.

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Commenti (2)

  • Forse sono un profano in materia ma pensare di risolvere il problema smaltimento rifiuti in città come Milano, Roma e Napoli solo con il ciclo naturale come vorrebbero i 5S credo sia riduttivo e utopico, forse occorrerebbe una puntuale strategia a livello nazionale per uscirne fuori in modo razionale includendo ogni possibile tecnologia all'avanguardia che consenta di ridurre l'accumulo incontrollato di rifiuti eventualmente anche solo nel medio termine con l'utilizzo di inceneritori tecnologicamente avanzati che non inquinino.

  • Perche la nostra politica e corrotta. Ecco perche

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