Fondi regionali per il sacrario del gerarca fascista, condannato il sindaco di Affile

Il tribunale di Tivoli ha condannato per apologia del fascismo il sindaco di Affile, Ercole Viri, e due assessori, a 8 e 6 mesi di carcere. Nel 2012 Affile era stato inaugurato un sacrario dedicato al gerarca fascista Graziani realizzato con i fondi regionali

Il sindaco di Affile, Ercole Viri, e due assessori dello stesso Comune della provincia romana, Giampiero Frosoni Lorenzo Peperoni, sono stati condannati per l’accusa di apologia del fascismo in relazione al cosiddetto ‘sacrario’ del gerarca Rodolfo Graziani, che è stato inaugurato nell’estate 2012. 

La Procura che aveva chiesto pene maggiori ricorrerà in appello."Ha vinto la Costituzione", ha commentato la presidente dell'Anpi, Nespolo. Per FdI è "una condanna faziosa": in un altro caso il sindaco non è stato condannato.

Sindaco di Affile condannato 

Come ricorda Roma Today nei confronti del primo cittadino Viri il Tribunale Tivoli ha stabilito una pena di 8 mesi. Per gli altri amministratori, invece, di 6. La Procura di Tivoli, che ricorrerà in appello, aveva chiesto condanne più dure: due anni per il sindaco e un anno e sette mesi per gli assessori. L’Anpi è parte civile nel processo con l’avvocato Emilio Ricci.

Soddisfazione del presidente Nazionale Anpi

Soddisfazione per la sentenza del Tribunale di viale Cassiano è stata espressa da Carla Nespolo, Presidente Nazionale Anpi: "Abbiamo appreso con grande soddisfazione la notizia della sentenza che condanna il Sindaco di Affile e due Assessori, rispettivamente a otto e sei mesi, per la costruzione del Monumento al generale fascista Graziani, responsabile di efferati crimini contro l'umanità in Italia e nel mondo. Una rilevante conquista non solo per l'ANPI – custode e promotrice della memoria della lotta partigiana – che fece formale denuncia costituendosi poi parte civile al processo, ma per tutta l'Italia democratica e antifascista. I valori che fondano la Costituzione vincono ancora una volta".

Segnale di Giustizia

Soddisfazione anche dall'Associazione Nazionale Partigiani Italiana provinciale di Roma: "La condanna del tribunale di Tivoli nei confronti del sindaco Ercole Viri per la realizzazione del Sacrario intitolato a Graziani è un segnale di giustizia ed una grande vittoria dell’Anpi, dei cittadini di Affile e delle associazioni che si sono battute con dignità e determinazione contro una ignobile offesa alla Memoria".

"Macellaio d'Etiopia"

"Il monumento-sacrario al generale Graziani, il “macellaio d’Etiopia” firmatario delle leggi razziali e criminale di guerra condannato a 19 anni di carcere, fu realizzato con contributo di 180 mila euro stanziati dalla Regione Lazio, guidata allora dalla giunta Polverini. Assieme alle Comunità etiopi di Roma e Stati Uniti, l’Associazione dei martiri delle Pratarelle, il Comitato antifascista dei giovani di Affile, l’Anpi di Roma si è impegnata subito per far abbattere quel simbolo della crudeltà del colonialismo fascista. Oggi - conclude l'Anpi provinciale - a quasi quattro anni dalla denuncia dell’Anpi Nazionale, si è conclusa una vicenda con un messaggio importante: il fascismo non può essere onorato in alcun modo. Il Comitato Provinciale dell’Anpi di Roma si augura che il sindaco Viri si dimetta e chiede al Comune di Affile, alla Regione Lazio ed al Governo di fare in modo che il monumento sia demolito".

"Ora si cancelli vergogna"

Stesso pensiero anche da parte del presidente della Regiona Lazio Nicola Zingaretti che commenta: "Rodolfo Graziani fu un rappresentante sanguinario e spietato del regime fascista. L’idea scellerata di dedicargli un monumento, come ha fatto il Comune di Affile, ha significato calpestare la storia e la memoria di migliaia di vittime e, insieme, rifiutare i valori dell’antifascismo e del rispetto per i diritti umani su cui è fondata la nostra Repubblica". 

Atto improprio 

"Noi ci siamo opposti da subito alla decisione del Comune di Affile, cancellando i finanziamenti al progetto, appena compreso l’utilizzo che era stato fatto dei fondi regionali destinati al parco. Già a luglio una sentenza del Tribunale di Tivoli ci ha dato ragione, proprio perché l’amministrazione comunale non aveva provveduto a cambiare l’intitolazione. Oggi - conclude Zingaretti - un’ulteriore conferma che avevamo ragione. La Giustizia ha stabilito che intitolare quel monumento fu un atto improprio da parte del Sindaco di Affile e dei suoi assessori, che hanno utilizzato fondi regionali per celebrare un criminale: si provveda quindi immediatamente a cancellare questa vergogna dalla nostra regione, come abbiamo già richiesto al Comune”.

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