Eurosummit, sarà scontro sul 'debito condiviso'

Tutto pronto per il vertice di Bruxelles di giovedì. Ogni paese prepara la sua strategia. Ecco su cosa si tratterà e quali saranno gli elementi di scontro. In primis, la questione degli eurobond. Merkel: "Finchè sarò in vita non se ne parla"

"Finchè ci sarò io in vita, niente eurobond". Angela Merkel non arretra di un centimetro dalla sua posizione. La Germania degli Eurobond non vuole nemmeno sentirne parlare. E così il vertice che inizierà giovedì a Bruxelles si annuncia un vero e proprio scontro tra opposti schieramenti.

Schierati su un fronte i fautori dell'emissione comune da parte dei 17 paesi della 'zona euro' dei titoli del debito pubblico, Italia, Francia e Spagna in testa.

Dall'altro, chi da una 'condivisione del debito' avrebbe solo che da rimetterci, in termini economici ma anche di 'governance' sugli altri membri dell'Unione europea: la Germania.

"Sono pronto a lavorare oltre il limite previsto per il vertice, fino a domenica sera se necessario". Così il premier Mario Monti ha voluto mostrare i muscoli al cospetto della Camera nel suo discorso di martedì. Ma i partiti che sostengono il governo non si sono accordati per votare una mozione unitaria che desse pieno mandato al professore per negoziare al Consiglio europeo. Ma Monti andrà avanti per la sua strada. Fatta di austerità ma rilancio della crescita.

Rilancio che può avvenire, secondo la strada tracciata da Hollande, solo e soltanto allentando la morsa del vincolo di bilancio.

"La proposta dell'Italia" ha spiegato Monti è "di usare i firewall, Efsf e Esm, per evitare divaricazioni eccessive degli spread degli Stati che sono in regola con la disciplina di bilancio".

COS'E' L'ESM - L'Esm, 'European stability mechanism, il Meccanismo europeo di stabilità, è il fondo di salvataggio europeo che doveva inizialmente entrare in vigore per la metà del 2013 ma che, a causa dell'aggravarsi della crisi dei debiti sovrani, sarà operativo dal luglio 2012. Questo fondo emetterà titoli e potrà acquistare titoli di stato dell'euro-zona sul mercato. È previsto l'appoggio anche delle banche private nel fornire aiuto agli stati in difficoltà.

COS'E' L'EFSF - L'European financial stability facility, Fondo europeo di stabilità finanziaria, rinominato "Fondo salva-stati" è uno strumento creato dai 27 membri dell'Unione europea nel maggio 2010 per aiutare finanziariamente gli stati stessi. Dal luglio 2012 sarà sostituito dall'Esm. L'EFSF può emettere obbligazioni o altri strumenti di debito sul mercato con il supporto dell'Ufficio tedesco di gestione del debito per raccogliere i fondi necessari alla fornitura di prestiti ai paesi della zona euro in difficoltà finanziarie, ricapitalizzare le banche o comprare debito sovrano. Le emissioni di obbligazioni sono coperte da garanzie fornite dagli Stati membri della zona euro in proporzione alla loro quota di partecipazione al totale del capitale versato alla Banca centrale europea.

ALLARME SPAGNA - A questi tassi di interesse la Spagna non può continuare "ancora a lungo a rifinanziarsi" sui mercati. A lanciare l'allarme è stato il premier Mariano Rajoy, mentre da tre sedute i titoli di Stato spagnoli sono tornati a subire pressioni, che ne fanno salire i rendimenti. Inoltre la banca centrale del paese ha paventato un aggravamento della recessione economica nel secondo trimestre, dopo il meno 0,3 per cento registrato dal Pil nei primi tre mesi.

"Oggi è già molto difficile finanziarsi - ha affermato Rajoy - e diventerà ancora peggio senza un segnale chiaro che prendiamo sul serio" il risanamento dei conti pubblici. Il premier spagnolo ha aggiunto che all'atteso vertice europeo che si aprirà domani chiederà misure calmieranti sui mercati.

SCONTRO SUGLI EUROBOND - Come detto, sarà "eurobond sì" contro "eurobond no". Ma vediamo cosa sono gli eurobond.

Gli eurobond sono titoli di debito pubblico emessi in comune dai 17 paesi della zona euro. In pratica, il senso degli eurobond è 'condividere' il rischio default tra tutti gli stati coinvolti. Tali emissioni godrebbero di elevate liquidità e garanzie per cui potrebbero spuntare sul mercato tassi relativamente bassi, facendo così più gola agli investitori. I singoli Paesi europei potrebbero così indebitarsi, invece che direttamente sul mercato, tramite gli Eurobond, ottenendo risparmi sul costo dell'indebitamento e sulla stabilità finanziaria.

Il no tedesco agli eurobond riguarda proprio la 'condivisione' del debito: la Germania è infatti contraria, in qualità di paese 'più virtuoso tra i virtuosi', ad accolarsi i debiti degli Stati che meno possono offrire sul mercato internazionale.

Angela Merkel è stata chiara sulla questione: ''Non ha alcun senso ricondurre tutto agli eurobond o a strumenti apparentemente di solidarietà. Non farebbero che aggravare la crisi".

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