L'evasione ci costa 272 miliardi: Italia al top tra i paesi occidentali

Confcommercio: il sommerso ammonta al 17,4% del Pil. Seguono Messico, Spagna e Regno Unito. Record anche per la pressione fiscale: quella "effettiva" è al 54% del Pil

L'economia sommersa in Italia vale il 17,4% del Pil, un valore da record rispetto agli altri paesi occidentali. Il risultato è che ogni anno al fisco sono sottratti 272 miliardi di base imponibile.

Lo afferma la Confcommercio in uno studio presentato a un convegno sulla pressione fiscale. Nella classifica delle attività "in nero" nei paesi economicamente avanzati l'Italia è tristemente in testa con il 17,4% del Pil, seguita da Messico (11,9%), Spagna (9,5%), Regno Unito (6,7%), Usa (5,3%), Svezia (4,7%), Austria (4,7%), Francia (3,9%) e Irlanda (3,3%).

I paesi con la quota più bassa di sommerso economico sono invece Norvegia (0,3% del Pil), Olanda (0,7%), Australia (0,9%), Danimarca (1,9%), Canada (2,2%) e Belgio (2,7%).

CRISI E TASSE: NEL 2013 SPARIRANNO 4MILA EURO A FAMIGLIA

PRESSIONE FISCALE - Altro record: in Italia la pressione fiscale "effettiva" è al 54% del Pil, il valore più elevato tra i paesi occidentali. Al secondo posto c'è la Danimarca (51,1%), quindi Francia (50,3%), Belgio (49,3%), Austria (46,8%) e Svezia (46,7%).

I paesi con la minore pressione fiscale effettiva sono invece Messico (26,2% del Pil), Usa (27,9%), Irlanda (28,4%), Canada (31,9%), Australia (34,8%) e Spagna (36,7%).

L'ULTIMO CASO DI CRONACA: IL PALAZZO IN CUI NESSUNO PAGA TASSE

ITALIANI POPOLO DI "TASSATI" - Gli italiani, sottolinea ancora la Confcommercio, "sono un popolo di pagatori di tasse". Tra i paesi occidentali, infatti, l'Italia è quarta (insieme all'Austria) nella classifica relativa alla pressione fiscale "apparente", con una percentuale pari al 44,6% del Pil nel 2013 (l'anno scorso era più bassa, al 44,3%). Al primo posto, invece, c'è la Danimarca (50,1%), seguita dalla Francia (48,3%) e dal Belgio (47,9%).

TASSE LOCALI: IN DIECI ANNI AUMENTATE DEL 500%

I paesi con la pressione fiscale apparente meno rilevante sono invece Stati Uniti (26,4%), Giappone (29,9%), Spagna (33,2%), Grecia (35,7%), Portogallo (36,8%) e Regno Unito (37,7%).

IN SEI MESI CHIUSE 240MILA AZIENDE - Nel primo semestre di quest'anno hanno chiuso i battenti più di 240 mila imprese, di cui oltre la metà appartenenti ai servizi di mercato: è la cifra indicata dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nel corso del convegno sul fisco e l'economia sommersa. "Questo ci porta, purtroppo, a stimare per i servizi - aggiunge - un saldo negativo a fine anno di oltre 80 mila imprese, peggio dello scorso anno".

Nell'immediato, quindi, secondo Sangalli, "va innanzitutto scongiurato l'ulteriore aumento dell'Iva" con una "necessaria riflessione da parte del governo per trovare le coperture per la definitiva cancellazione" dell'aumento dell'aliquota dal 21% al 22%. "Non vediamo, infatti, alternative a questa decisione, perché l'aumento sarebbe un ulteriore mazzata per famiglie ed imprese e costituirebbe un colpo mortale per la domanda interna per consumi e investimenti, che rappresenta l'80% del Pil".

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