Governo Conte, fiducia ok alla Camera

L'esecutivo giallorosso formato da Movimento 5 Stelle e Pd ottiene la fiducia alla Camera con 343 voti a favore. Domani tocca al Senato, dove il via libera non è così scontato

Il premier Conte alla Camera (FOTO ANSA)

Prima fiducia per il governo Conte bis, che ottiene il definitivo via libera dalla Camera con 343 voti favorevoli, 263 contrari e tre astenuti. Mancano in tutto 9 voti ai 343 sì della maggioranza nel voto di fiducia stasera al Conte 2 a Montecitorio. Non hanno partecipato al voto due deputati dem: Pizzetti e Portas. Mentre nei 5 Stelle, 4 parlamentari erano in missione (Businarolo, Dieni, Marzana e Leda Volpi) e altri 3 (Maniero, De Toma e Scagliusi) non hanno partecipato al voto. Adesione al 100% del gruppo di Leu: 14 sì su 14 componenti. I 3 astenuti sono deputati delle minoranze linguistiche.

Un primo passo importante per l'esecutivo formato da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico: dopo la fiducia arrivata da Montecitorio si attende quella del Senato (non così scontata) , prevista per domani a Palazzo Madama. Come comunicato in Aula dal presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, al termine della conferenza dei capigruppo, la discussione generale sulla fiducia al nuovo governo inizierà domani alle ore 10. Per il dibattito sono previste oltre 5 ore: alle 15,30 ci sarà la replica del presidente del Consiglio, quindi le dichiarazioni di voto finale e dalle 17 la chiama per il voto di fiducia.

Di Maio: "E' il momento di correre"

"Bene la fiducia alla Camera. Massimo sostegno alle parole del presidente Conte. M5S ha idee chiare: lavoro, imprese, ambiente, scuola, famiglia sono priorità. Ma anche taglio parlamentari e revoca concessioni autostradali. È il momento di correre, è il momento del coraggio. Ci siamo!". Lo scrive su twitter Luigi Di Maio dopo il voto di fiducia della Camera al governo.

Zingaretti: "Un passo in avanti per cambiare l'Italia"

"Bene il Presidente Conte e la fiducia alla Camera. Un altro passo in avanti per cambiare l'Italia e renderla più verde, giusta e competitiva". Questo il commento su Twitter del segretario del Pd Nicola Zingaretti.

Conte replica alla Lega: bagarre alla Camera

"Che una forza politica, e un leader politico, possa decidere ogni anno di poter portare il Paese e elezioni è irresponsabile". Con una dura replica, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte risponde alla Lega dopo il discorso alla Camera per ottenere la fiducia all'esecutivo bis. Altissima la tensione in Aula, con il presidente della Camera Roberto Fico costretto a richiamare più volte i colleghi, invitandoli a lasciar proseguire il premier: dai banchi di Lega e Fdi sono arrivate interruzioni al grido di 'venduto' alternato a cori di 'elezioni', oltre allo sfottò 'trumpiano' 'Vai Giuseppi!'. "Voi dimostrate di essere coerenti alle vostre convenienze elettorali, se mi permettete avete sbagliato giuramento", ha replicato Conte tra gli applausi di Pd e M5s. Solo a fatica il premier, dopo un'ulteriore polemica con il leghsita Garavaglia sulle poltrone, riesce a riprendere il filo dell'intervento.

 "Tradimento, oltraggio agli italiani, addirittura sequestro del voto", elenca Conte, riprendendo le parole 'ricorrenti' negli interventi dell'opposizione. "Mi chiedo se la nostra Costituzione esiste ancora, è stata stracciata. Conosco la vostra abilità comunicativa ma ripetere all'infinito queste parole non cambia la realtà dei fatti, questo è una grande mistificazione".

Gli interventi nel dibattito alla Camera erano "incentrati sul passato piuttosto che sui contenuti programmatici che ho illustrato"; "molti deputati della Lega e di FI celano, senza offesa, forti reazione emotive, veementi proclami", ha continuato il premier, che ha poi difeso il Movimento Cinquestelle: "Il M5S ha subito una scelta di tradimento", ha detto, definendo "assurdo" il fatto che sia accusato della caduta del governo. "Mentre il Movimento 5 Stelle è stato coerente al proprio programma, voi dimostrate di essere coerenti solo con le vostre convenienze elettorali - ha continuato -. I ministri hanno giurato di tutelare gli interessi della nazione e non di partito".

Il governo, ha continuato, "si presenta a voi non come è stato detto nottetempo, ma in modo libero, trasparenza e lineare. Il M5s, il Pd e Leu hanno lavorato a un programma, a una convergenza e hanno elaborato un progetto da offrire al Paese per tutelare il bene del Paese. Io ho usato non a caso due concetti: coraggio e responsabilità". "Le forze politiche che sostengono il governo hanno dismesso i pregiudizi, cioè di guardare al passato, consapevoli che siedono qui non nell'interesse proprio ma degli italiani", ha detto Conte.

Il discorso di Conte alla Camera 

Una  nuova legge elettorale e una manovra economica che raggiunga gli obiettivi prefissati. Poi i capitoli sicurezza, ambiente, tasse e migranti. Si fonda su questi pilastri il programma di governo che Giuseppe Conte ha presentato alla Camera nel suo discorso per ottenere la fiducia. Un programma di cui, ha assicurato, "sarò il garante e il primo responsabile". Il premier ha iniziato il suo discorso rivolgendo un saluto al Capo dello Stato, accompagno da un applauso corale dell'Aula di Montecitorio dedicato a Sergio Mattarella.

Seduto tra il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e Luigi Di Maio, Conte ha spiegato che "il programma non è l'elencazione di proposte eterogenee che si sovrappongono, né la sommatoria delle diverse posizioni politiche che sostengono questa iniziativa. E', al contrario, una sintesi programmatica che disegna l'Italia del futuro, un progetto di governo del Paese fortemente collocato sul piano politico". Quindi ha ribadito che il governo M5S-Pd "è un progetto politico di ampia portata, anche culturale che si sviluppa su un orizzonte temporale ampio, che finisce per abbracciare l'intero arco della legislatura".

Il linguaggio del governo e i social 

Nel suo discorso, Conte ha invitato a un'invenzione di rotta sul linguaggio del governo, auspicando un lessico rispettoso: "Vogliamo volgerci alle spalle il frastuono dei proclami inutili e delle dichiarazioni bellicose e roboanti" ha spiegato il premier, contrastato da brusii e polemiche dai banchi dell'opposizione. "Io e tutti i miei ministri prendiamo il solenne impegno, oggi davanti a voi, a curare le parole, ad adoperare un lessico più consono e più rispettoso delle persone, della diversità delle idee - ha aggiunto -. Ci impegniamo a essere pazienti anche nel linguaggio, misurandolo sull'esigenza della comprensione. La lingua del governo sarà una lingua 'mite', perché siamo consapevoli che la forza della nostra azione non si misurerà con l'arroganza delle nostre parole". Per Conte serve "sobrietà che, mi auguro, possa essere contagiosa e orientare positivamente i comportamenti dei cittadini, a iniziare dall'uso responsabile dei social-network, che non di rado diventano ricettacoli di espressioni ingiuriose e di aggressioni verbali".

Governo, Conte: impegno a lessico più consono, non più bellicoso

Quanto al progetto di governo, Conte ha spiegato che "segna l'inizio di una nuova, risolutiva stagione riformatrice, è un progetto che presenta forti caratteristiche di novità". "Nuovo - ha argomentato - nella sua impostazione, nuovo nell'impianto progettuale, nuovo nella determinazione a invertire gli indirizzi meno efficaci delle azioni pregresse; nuovo nelle modalità di elaborazione delle soluzioni ai bisogni dei cittadini, alle urgenze che assillano la società; nuovo nel suo sforzo di affrontare con la massima rapidità le questioni più sensibili e critiche".

Conte ha poi citato l'ex presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat: "Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano. Ricordatevi che la democrazia non è soltanto un rapporto fra maggioranza e minoranza, non è soltanto un armonico equilibrio di poteri sotto il presidio di quello sovrano della Nazione, ma è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo. Dove questi rapporti sono umani, la democrazia esiste; dove sono inumani, essa non è che la maschera di una nuova tirannide'".

Manovra: evitare aumento Iva e taglio del cuneo fiscale

Nello specifico, il discorso ha affrontato diversi temi, dalla scuola all'ambiente, passando per il sociale e il fisco fino all'annuncio di una banca pubblica per il rilancio degli investimenti al Sud. La priorità, comunque, resta la legge di Bilancio, che dovrà rispondere alle esigenze di crescita e di sostenibilità finanziari e che secondo Conte "sarà impegnativa".

Fiducia al nuovo Governo, Conte avverte: "La Manovra sarà impegnativa"

"La sfida più rilevante, per quest'anno, sarà evitare l'aumento automatico dell'Iva e avviare un alleggerimento del cuneo fiscale - ha spiegato -. Le risorse saranno reperite con una strategia organica e articolata, che includerà un controllo rigoroso della qualità della spesa corrente - a questo riguardo vanno completate e rese efficaci le attività di spending review - e includerà, altresì, un attento riordino del sistema di tax expenditures, che salvaguardi l'importante funzione sociale e redistributiva di questo strumento, nonché un'efficace strategia di contrasto all'evasione, da condurre con strumenti innovativi e un ampio ricorso alla digitalizzazione".

Decreto Sicurezza e taglio dei parlamentari

Tra i punti fondamentali, ha detto Conte, ci sarà anche la revisione della "disciplina in materia di sicurezza alla luce delle osservazioni critiche formulate dal Presidente della Repubblica, il che significa recuperare, nella sostanza, la formulazione originaria del più recente decreto legge, prima che intervenissero le integrazioni che, in sede di conversione, ne hanno compromesso l'equilibrio complessivo".

Per quanto riguarda invece il tema delle riforme costituzionali, Conte ha spiegato che "è nostra intenzione chiedere l'inserimento, nel primo calendario utile della Camera dei deputati, del disegno di legge costituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari". Una riforma che "dovrà essere affiancata da un percorso volto a incrementare le garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica, anche favorendo l'accesso democratico alle formazioni minori e assicurando il pluralismo politico e territoriale".

La riforma elettorale

"In particolare - ha ribadito Conte - occorrerà avviare un percorso di riforma, quanto più possibile condiviso in sede parlamentare, del sistema elettorale. Contestualmente, è nostro obiettivo procedere a una riforma dei requisiti di elettorato attivo e passivo per l'elezione del Senato e della Camera, nonché avviare una revisione costituzionale volta a introdurre istituti che assicurino più equilibrio al sistema e contribuiscano a riavvicinare i cittadini alle istituzioni".

Asili nido, famiglie e istruzione

"Scuole e università di qualità, asili nido e servizi alle famiglie, specialmente quelle con figli, saranno le prime leve sulle quali agire" ha spiegato Conte. Tra le prime misure di intervento a favore delle famiglie del Conte 2, ha spiegato il premier sarà l'azzeramento delle "rette per la frequenza di asili-nido e micro-nidi a partire dall'anno scolastico 2020-2021 e per ampliare, contestualmente, l'offerta dei posti disponibili, soprattutto nel Mezzogiorno".

Per quanto riguarda la scuola, invece, "occorre intervenire per migliorare la didattica e per contrastare la dispersione scolastica e contrastare il precariato". Sul fenomeno dei giovani italiani all'estero, "occorre invertire questa tendenza - ha rimarcato - che espone la nostra Nazione al rischio di un inesorabile declino". Le deleghe alla disabilità, invece "saranno in capo direttamente alla Presidenza del Consiglio" ha spiegato.

Il tema migranti

Nel suo discorso, Conte ha dedicato spazio anche al tema migranti. "Non possiamo più prescindere da un'effettiva solidarietà tra gli Stati Membri dell'Unione Europea. Questa solidarietà finora è stata annunciata, ma non ancora realizzata" ha detto il premier".

Tasse e retribuzioni

Conte ha poi affrontato il capitolo tasse. "Occorre perseguire una riforma fiscale che contempli la semplificazione della disciplina, una più efficace alleanza tra contribuenti e Amministrazione finanziari - ha detto - l'obiettivo primario è alleggerire la pressione fiscale, nel rispetto dei vincoli di equilibrio del quadro di finanza pubblica". Tra gli obiettivi, ha osservato ancora, c'è poi quello di "introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni: è una battaglia che vogliamo portare a termine al più presto in omaggio a tutte le donne". La strategia del governo, ha spiegato ancora Conte, "è molto chiara: tutti devono pagare le tasse, affinché tutti possano pagare meno".

La ricetta contro la povertà

Contro la povertà, la ricetta del Conte 2 sarà quella di "creare le condizioni affinché il tessuto del Paese sia forte e altamente produttivo e basi la sua capacità di 'stare sui mercati' non sul lavoro precario e a basso costo, ma sulla qualità e l'innovazione dei prodotti". Parole d'ordine "una crescita integrale e inclusiva, che ponga al centro il benessere del cittadino e del lavoratore, nella prospettiva di uno sviluppo equo e solidale".

Ambiente: obiettivo Green New Deal

Tra gli obiettivi del governo c'è poi la realizzazione di Green New Deal, "che promuova la rigenerazione urbana, la riconversione energetica verso un progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici". Sulle trivellazioni, "siamo determinati a introdurre una normativa che non consenta più il rilascio di nuove concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi - ha detto Conte -. Chi verrà dopo di noi, se mai vorrà assumersi l'irresponsabilità di far tornare il Paese indietro, dovrà farlo modificando questa norma di legge".

Le concessioni autostradali

Spazio anche al tema della revisione delle concessioni autostradali, avviata dopo il crollo del ponte Morandi. Conte ha assicurato che il governo "porterà a completamento il procedimento senza nessuno sconto per gli interessi privati, avendo quale obiettivo esclusivo la tutela dell'interesse pubblico e, con esso, la memoria delle 43 vittime, una tragedia che rimarrà una pagina indelebile della nostra storia patria".

Fiducia in Senato, Richetti dice “no”: 

La novità di oggi è quella di Matteo Richetti: il senatore Pd ha fatto sapere che non dovrebbe partecipare al voto di fiducia domani in aula al Senato. Dunque un voto in meno per la maggioranza. Ma i numeri restano comunque solidi per il Conte 2. Al momento, il pallottoliere è fermo su quota 168, dopo la decisione di Richetti. E sono ben 12 i voti incerti. Tra questi, i senatori a vita. Sebbene, ad esempio, ambienti parlamentari della maggioranza contino sul sì di Liliana Segre e Mario Monti. Nel dettaglio, ci sono i 105 dei 5 Stelle (non viene conteggiato il dissidente Gian Luigi Paragone). E poi 50 Pd, se Richetti confermerà di non partecipare al voto.

Ed ancora 9 del Misto: i 4 senatori di Leu Loredana De Petris, Francesco La Forgia, Pietro Grasso e Vasco Errani; il socialista Riccardo Nencini e gli ex-M5S Maurizio Buccarella, Gregorio De Falco, Saverio De Bonis, Paola Nugnes. Non dovrebbe invece votare con la maggioranza un'altro ex-5 stelle, il senatore Carlo Martelli. Tra i 12 incerti anche i 5 senatori a vita, poi Emma Bonino, i due senatori del Maie, Ricardo Merlo e Adriano Cario, ed infine i 3 della Svp. Sebbene proprio ieri in un'intervista Julia Unterberger, presidente delle Autonomie, ha detto che voterebbe la fiducia al Conte 2. Infine l'opposizione. I no alla fiducia dovrebbero essere 139: 61 di Fi (la presidente Elisabetta Casellati non vota), 18 di Fratelli d'Italia, 58 della Lega e il dissidente Paragone.

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