E' morto Filippo Penati, una vita per la politica: era malato da tempo

Dirigente del Pd ed ex presidente della provincia di Milano dal 2004 al 2009, aveva 66 anni

La gioia dell'ex presidente della Provincia di Milano ed ex capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani, Filippo Penati, accusato di corruzione e finanziamento illecito, dopo la lettura della sentenza di assoluzione decisa dalla Corte d'Appello di Milano, 28 settembre 2017. Ansa/Daniel Dal Zennaro

Filippo Penati è morto stamattina. Aveva 66 anni. Nato a Monza, ex sindaco di Sesto San Giovanni ed ex presidente della provincia di Milano dal 2004 al 2009, Penati si è spento alla clinica Multimedica dopo una lunga malattia. I funerali, per volere dello stesso Penati, avverranno in forma strettamente privata.

Era stato lui stesso a parlare della malattia, a luglio scorso, quando per lui era arrivata la condanna in appello per il "caso Serravalle". "I miei avvocati faranno ricorso e tutto questo si scioglierà come neve al sole", aveva dichiarato l'ex numero uno della Provincia, volto storico dei democratici e capo della segreteria politica di Pierluigi Bersani quando era segretario del Pd. "Un anno fa - aveva aggiunto - mi è stato riscontrato un cancro, e i medici concordano che è anche conseguenza della mia vicenda giudiziaria. Da un anno sto combattendo. Questa è la sfida più importante della mia vita. Della vicenda Serravalle si occuperanno i miei legali".

Filippo Penati, la sua carriera politica

Iscritto al partito comunista sin da giovane, l'esperienza politica di Penati era iniziata proprio dalla "sua" Sesto, dove era stato assessore prima e sindaco poi, per due mandati. Nel 2004 era invece stato eletto presidente della provincia di Milano, portando a termine il suo mandato nel 2009. In quell'anno era invece diventato capo della segreteria politica di Pierluigi Bersani, neoeletto segretario del partito democratico. Nel 2010 aveva perso la sfida con Roberto Formigoni per il Pirellone ed era stato eletto vicepresidente del consiglio regionale, un ruolo che aveva poi lasciato proprio dopo l'esplosione del "caso Sesto". L'anno dopo, nel 2012, aveva definitivamente annunciato l'addio alla politica.

Il nome di Penati è legato inevitabilmente anche al processo sul cosiddetto "sistema Sesto". Il caso era scoppiato a luglio del 2011, quando i militari della guardia di finanza avevano fatto una serie di perquisizioni nell'ufficio di Penati - ai tempi dirigente del Pd e vicepresidente del consiglio regionale lombardo - per fare luce su una serie di presunte tangenti e un giro di finanziamenti illeciti ai partiti per la ricostruzione dell'area Falck di Sesto San Giovanni. Penati si era autosospeso dalla sua carica e cinque giorni dopo aveva lasciato ogni posto all'interno del Partito Democratico, facendo lo stesso con il consiglio regionale. Sia in primo grado, sia in secondo, Penati era però stato assolto dalle accuse di corruzione e finanziamento illecito ai partiti, nonostante i pm avessero chiesto quattro anni per lui.

Così lo ha ricordato in un tweet il sindaco di Milano, Giuseppe Sala: "È mancato Filippo Penati. Non è il momento di giudizi politici e non voglio ricordare il suo profilo istituzionale. Per me è stato solo un amico - ha scritto Sala - a cui ho voluto bene e che ho accompagnato nell'ultima, dolorosa, fase della sua non banale vita".

"Ho avuto il piacere di conoscerlo e di condividere con lui momenti istituzionali importanti sempre tesi a valorizzare le istituzioni a ogni livello, dai comuni alle Province fino alla regione", è il ricordo di Attilio Fontana, presidente di regione Lombardia. "Ai suoi famigliari e ai suoi cari rivolgo le più sentite condoglianze ed esprimo il cordoglio della Giunta regionale".

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