Il Terzo polo e la seconda fase

Tutti verso il grande centro. Casini: "Dopo Monti, continuare con Pd e Pdl". Bocchino: "Tutti insieme in un nuovo contenitore"

Nel giorno dell'incontro tra il premier Mario Monti e ABC (Alfano, Bersani, Casini), è il futuro del Terzo polo e dell'asse Casini, Fini e Rutelli a tenere banco. Da una parte le dichiarazioni del leader centrista Pier Ferdinando Casini che scommette sulla continuazione dell'alleanza Pdl, Udc e Pd. Dall'altra Futuro e libertà che si appresta a ritrovarsi sabato e domenica a Pietrasanta (Lucca) per la Convenzione nazionale "per chiudere la prima fase della sua vita politica" ha spiegato oggi il finiamo Italo Bocchino "e dare avvio alla fase due".

Casini e l'alleanza - Il leader dell'Udc non ha dubbi: "Dopo Monti, voglio continuare con Pd e Pdl. L'armistizio per il bene del paese è necessario e deve andare avanti".  E se consideriamo le derive centriste di alcuni ormai ex berlusconiani, vedi Scajola e Pisanu, e il mai abbandonato amore per la Balena bianca da parte di molti esponenti del Pd, ecco che "un grande centro", parafrasando l'imitazione che Neri Marcorè faceva di "Pierferdi" Casini, è molto più che una semplice possibilità.

Orgoglio e progetto - Così titola Italo Bocchino il suo commento affidato al sito dei finiani. Sono passati tredici mesi "dal congresso fondativo di Milano e molta acqua è passata sotto i ponti". Ma in appena tredici mesi "Fli può dire di aver vinto la sua sfida". Prima un attacco a Berlusconi e al Pdl vecchia maniera. Per Bocchino, Fli "è sopravvissuto ad un'aggressione politica, mediatica e riguardante le persone senza precedenti nella storia politica italiana". E qui potremmo continuare a chiedere lumi sulla famosa casa di Montecarlo. Ma la fase uno è chiusa, via alla fase due. Quindi Bocchino appunta una spilletta al petto dei finiani, "detonatori di un cambio politico avviato dalla costituzione del governo Monti, che senza la nascita di Futuro e libertà difficilmente ci sarebbe stato in questa legislatura". 

Fli e la "fase due" - Tutti insieme in un nuovo contenitore, "partendo dal Terzo polo", che "sappia unire chi vuole essere riformista e allontanare le estreme dal governo del Paese, siano esse leghiste o comuniste. Un avvertimento al partito "di lotta" che rivorrebbe Bossi ma anche alla possibile alleanza di tutto ciò che si muove a sinistra del Pd e di Vendola, ormai sempre più interno al partito di Bersani. Bossi da una parte, Di Pietro dall'altra. Tutto ciò che c'è in mezzo, o meglio al centro, è il nuovo campo d'azione dei finiani. 

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