Fioramonti all'attacco del M5s: "Non è ammesso il dissenso, o taci o esci"

L'ex ministro dell'Istruzione si toglie qualche sassolino dalla scarpa in un'intervista a Repubblica dopo le sue dimissioni da viale Trastevere e parla anche di Eco, il nuovo gruppo parlamentare che dovrebbe vedere la luce il prossimo febbraio

L'ex ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti (Foto Ansa)

Nel M5s "non è ammesso il dissenso, non c'è ascolto". Parola di Lorenzo Fioramonti, ex ministro dell'Istruzione, che torna a parlare del Movimento dopo le sue dimissioni dalla guida di viale Trastevere. Intervistato da Repubblica, Fioramonti non usa mezzi termini: nel M5s c'è "l'impossibilità di un confronto critico", in base al principio "i panni sporchi in famiglia", quindi "per il resto: si tace o si esce", dice l'ex ministro, che non lesina critiche anche ad alcuni capisaldi del Movimento, come ad esempio la piattaforma Rousseau, da lui ritenuta "inadeguata e inutilmente costosa". Critiche che Fioramonti sostiene di non aver avanzato soltanto adesso, ma di essere sempre "stato critico in modo esplicito" e di essersi sentito stretto nei panni della "figurina da esibire". "Se mi chiami per le mie competenze, non puoi non tenerle in nessun conto. Sa quante volte mi sono trovato in imbarazzo", dice Fioramonti a Conchita De Gregorio che lo intervista.

Fioramonti e le critiche a Di Maio

Fioramonti difende alcune sue proposte avanzate da ministro, come ad esempio la tassa su merendine e bibite gassate, a suo tempo criticate tra gli altri proprio dal capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio. L'opposizione di quest'ultimo, secondo Fioramonti, sarebbe "indice di un'ignoranza profonda": "Il sistema fiscale è sempre un sistema di indirizzo, se no tutto sarebbe tassato allo stesso modo. Il fisco tiene in considerazione i bisogni, le priorità. La salute, naturalmente".

Fioramonti rilancia "Eco"

L'ex ministro ha parlato anche di Eco, il nuovo gruppo parlamentare in arrivo. "In principio doveva essere un'associazione culturale per promuovere l'ecologia dell'economia", ha spiegato Fioramonti, sottolineando come in Parlamento non ci sia al momento una forza "che rappresenti i valori ambientali ecologisti moderni".

"Avevamo pensato a un intergruppo, ma non potevo farlo da ministro – ha spiegato ancora - Ora arrivano moltissime sollecitazioni da parlamentari del Pd, di Leu, del misto e del Movimento. Vedremo. La formazione di un gruppo parlamentare dipenderà da quanti saremo, alla fine". Il progetto debutterà probabilmente "i primi di febbraio, a Roma, in Parlamento", con un “incontro pubblico con amministratori, presidenti di Regione, parlamentari", al quale dovrebbe partecipare anche il sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

Dopo le dimissioni da ministro, Fioramonti aveva comunicato la sua intenzione di tornare ad insegnare ma ora non è escluso che resti in politica: "Se attorno a Eco si creeranno le condizioni per tirare fuori l'Italia dalle sabbie mobili della politica credo che sia un dovere restare".

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