"Avanti con Formigoni". Il Pdl sceglie la difesa d'ufficio

Cene e vacanze di lusso fanno precipitare il governatore della Lombardia nello scandalo della sanità. Ma Berlusconi stringe il partito intorno all'esponente di Cl

Avanti con lui, nonostante tutto. Dove 'lui' è Roberto Formigoni. Il sostegno al governatore della Lombardia arriva direttamente dai vertici del Pdl. In primis, Silvio Berlusconi che - durante una pausa del processo Ruby - ha voluto sottolineare come "Formigoni ha governato benissimo per tre mandati". E quando alla vicenda sanità, per l'ex premier non ci sono dubbi: al netto degli scandali, "la Lombardia ha il sistema sanitario migliore d'Europa".

Pieno sostegno a Formigoni arriva anche dal segretario Angelino Alfano che, dopo una riunione con il governatore, ha voluto ribadire il pieno sostegno alla sua amministrazione. Il  partito ha quindi scelto la linea dell'unità intorno a uno dei suoi uomini di punta, punto di unione con il mondo sempre più importante impreditorialmente di Comunione e Liberazione. All'incontro presso la fiera di Rho, oltre a Formigoni e Alfano, hanno partecipato anche gli assessori regionali Margherita Peroni e Romano La Russa, il capogruppo Pdl al Pirellone Paolo Valentini, l'ex ministro Mariastella Gelmini, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, il coordinatore regionale Mario Mantovani.

"Non essendoci più Berlusconi" il commento di La Russa (Romano), "l'attenzione dei poteri occulti, economici, di editori e poteri fuori dall'Italia che vorrebbero il nostro paese meno forte, si è spostata su Formigoni e sulla Lombardia". 

Difesa d'ufficio o sentita, il fatto è che il Pdl non può permettersi emorragie. Resta però un'indagine e delle rivelazioni che stanno facendo di Formigoni un personaggio comunque scomodo. Guardando tra le carte dell'inchiesta sui fondi neri della Fondazione Maugeri (in tutto 70 milioni di euro), infatti, si scopre che il 'faccendiere' Pierangelo Daccò, insieme all'esponente di Cl Antonio Simone (ex assessore alla Sanità), aveva una società dedicata esclusivamente alla "liquidità personale". La Alvinster Coroporation, conto depositato presso la Banif del Portogallo. Un conto sul quale sono girati - stando alle dichiarazioni del fiduciario svizzero Giancarlo Grenci - almeno tra i 7 e gli 8 milioni di euro.

Alla domanda degli inquirenti "a cosa sono serviti questi soldi?", Grenci risponde per pagare la barca Ferretti 33 e la barca Ad Majora, barca sulla quale è stato fotografato anche Formigoni, e per pagare "gli sfizi".  Ed eccoli i conti di Daccò e Simone. Vino, viaggi esotici con il presidente della Lombardia, la nautica. In tutto, 6 imbarcazioni in 8 anni. Gli esponenti ciellini non hanno lesinato gli "sfizi". Tra questi, come detto, i viaggi. E tra questi viaggi spicca il soggiorno che Daccò avrebbe regalato a Formigoni nelle Antille, precisamente ad Anguilla, in uno dei resort più costosi del mondo. La domanda, qui, è la seguente: il presidente della Lombardia, ha pagato la sua parte?

Senza considerare altri "sfizi" come una cena da 170 euro a testa al ristorante Lo Squero di Rimini. Era il 29 agosto 2009. A Rimini si teneva il meeting di Comunione e Liberazione. Daccò pagò per tutti. In totale, 15 mila euro. 

Testimonianza choc - "Da troppi anni Formigoni vive in una condizione di sudditanza nei confronti di quest'uomo, che nulla ha a che fare con Cl". A parlare è Carla Vites, moglie dell'ex assessore alla Sanità Antonio Simone, arrestato per l'inchiesta sulla sanità lombarda. Carla Vites ha deciso di parlare pubblicamente dei rapporti tra suo marito e Daccò, entrambi in carcere. "A pagare era sempre Daccò" ricorda: "Conosco Roberto da trent'anni. E' buono, è un fedele convinto. Ma ha abbassato la guardia. Mosso da un senso di inferiorità nei confronti di questi ometti che ci insegnano come 'godersi la vita' si è fatto trascinare in un turbine di cene di lusso e vacanze da sogno". Chi c'era a queste cene? "Politici e cardinali". 

La risposta di Formigoni - Sceglie il sito Tempi.it il governatore Formigoni per rispondere a Carla Vites. C'eri talvolta anche tu, in quelle vacanze al mare, in quelle cene e lo sai e l'hai anche detto tra le righe dei tuoi sfoghi alla stampa. Nessuno festino, nessuna occasione per tramare ai danni di chicchessia, nessuna riunione di affari. Mi rimproveri di essere stato trascinato mio malgrado in vacanze spendaccione, nel lusso e nello sfarzo. Scusate, plotonoe di esecuzione della stampa politicamente avversaria, non è un reato. Le spese della carte di credito di Daccò sono elevate perchè si riferiscono a conti collettivi. E se ci sono biglietti aerei e una settimana di vacanza alle Antille con cifre importanti, scusate tanto, non sono Brad Pitt ma me le posso pagare. Me le sono pagate con il mio stipendio". 

Ricevute sparite - Quanto alle ricevute delle spese anticipate da Daccò, nella sua difesa Formigoni spiega che "le ho buttate: scusate, è un reato? Scusate, esiste una legge che fa obbligo di tenere gli scontrini dei viaggi se questi viaggi non sono per lavoro, non vengono scaricati sulla Regione e, giustamente, rientrano negli affari del privato cittadino?".

 

 

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