Lucca città blindata per il G7, tre denunciati per gli scontri con la polizia

Di "vergognosa repressione" parla Eleonora Forenza, eurodeputata de L’Altra Europa mentre si va delineando il bilancio degli scontri tra manifestanti e forze di polizia. Molti hanno scelto di non farsi medicare in ospedale per non essere identificati

Il corteo di manifestanti è partito dalla stazione di Lucca e percorrendo il viale esterno alle mura ha iniziato la manifestazione contro il G7 dei ministri degli Esteri, 10 aprile 2017. I manifestanti si sono diretti in piazza Don Baroni, controllati dalle forze dell'ordine, dove si ricongiungeranno con gli organizzatori lucchesi della manifestazione. 'Toscana contro il G7, fuori gli assassini' è il testo sullo striscione che apre il corteo. ANSA/DOMENICO MUGNAINI

LUCCA - Città blindata per il G7 dei ministri degli esteri.  Tre giovani, di Firenze e Pisa, sono stati denunciati a seguito degli incidenti di piazza ieri a Lucca, dove è in corso il G7 dei ministri degli Esteri. Altre tre persone sono state identificate, tra quelle che hanno preso parte al sit-in di protesta improvvisato davanti alla questura, proprio per chiedere il rilascio delle tre persone che erano state fermate. E’ confermato il bilancio di sei agenti di polizia rimasti contusi durante gli scontri.

“Vergognosa repressione contro i manifestanti: manganelli a proteggere l’ennesima inutile passerella del G7. Il governo Gentiloni-Minniti continua ad usare la repressione contro chi manifesta il dissenso: ieri a Lucca – dichiara Eleonora Forenza, eurodeputata de L’Altra Europa-gruppo Gue/Ngl – ancora una volta le forze dell’ordine hanno caricato e malmenato chi giustamente contestava i “potenti della terra” rinchiusi nella loro zona rossa. Noi diciamo basta alle zone rosse, stop alla repressione di chi ha tutto il diritto di protestare e soprattutto basta a questi inutili e costosi vertici, pure passerelle mediatiche, di organismi come il G7 che nessuno ha eletto e delegato di decidere per i popoli le sorti del mondo".

L'assalto alla zona rossa

Da quando l’ex Pci Marco Minniti siede al Viminale si registra un'escalation delle misure di sicurezza e della violenza degli interventi delle forze dell'ordine che sono intervenute in forza quando al termine di un corteo sfilato pacifico per quasi tre ore,  tra i manifestanti è apparsa una rete metallica, dietro la quale un centinaio di giovani dei Centri sociali si sono riparati per fronteggiare le forze dell’ordine schierate a Porta San Jacopo. Subito dopo sono stati accesi alcuni fumogeni e lanciati i primi petardi contro agenti e carabinieri in assetto antisommossa.

La risposta delle forze dell’ordine è stata durissima:  la carica di alleggerimento si è prolungata, a fendenti di manganello fino a quando i manifestanti non si sono dispersi nelle strade laterali, inseguiti da agenti e carabinieri con dietro i furgoni blindati e le loro sirene. Come sempre, in questi casi, tra quanti che protestavano contro il G7, qualcuno si è dissociato dagli scontri ma ha applaudito polemicamente gli agenti mentre a Porta San Jacopo arrivavano le prime ambulanze e i sanitari medicavano i contusi.

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I centri sociali avevano annunciato che non avrebbero accettato i divieti imposti al corteo che aveva ottenuto il permesso di sfilare ma solo fuori da quelle zone che non erano state identificate come ‘rossè, ma blu, verdi e gialle. Cambiava il colore ma non la sostanza: sì alla manifestazione ma lontana dai ministri. E così è stato. Fuori i maggiori problemi li hanno avuti gli automobilisti lucchesi: per loro divieto di accesso al centro storico e continui blocchi per la manifestazione fino a tarda sera.

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