Il governo Conte rischia davvero di cadere sulla riforma della prescrizione?

La maggioranza esce spaccata dal vertice a Palazzo Chigi sulla riforma del processo penale e sulla prescrizione. Renzi assicura: "Noi non vogliamo far cadere il governo, ma senza di noi non hanno i numeri". Servirebbe un indovino per capire come, dopo il weekend, la matassa si sbroglierà: ma la crisi di governo è improbabile

Davvero il governo Conte bis rischia di cadere sulla prescrizione? Procediamo con ordine. La certezza è che la maggioranza esce spaccata dal vertice a Palazzo Chigi sulla riforma del processo penale e sulla prescrizione. L'accordo raggiunto, e che vedrà il testo sulla riforma del processo penale approdare in Cdm lunedì prossimo, ha infatti visto convergere M5S, Pd e Leu, mentre non trova d'accordo Italia Viva, che si è sfilata dall'intesa. Renzi assicura di non volere fare cadere il governo. C'è da credergli forse, perché Italia Viva non vuole tornare alle urne adesso. Servirebbe un indovino però per capire come, dopo il weekend, la matassa si sbroglierà: secondo Renzi infatti il governo non avrebbe i numeri per procedere senza i voti dei suoi. Secondo Pastorino (Leu) quello di Italia Viva è "un gioco allo sfascio".

Bonafede ottimista: "Finalmente si parte con la riforma per abbreviare i tempi"

"Alla fine di questo vertice ci sono tre forze politiche che si sono trovate d'accordo, lunedì ci sarà un Cdm straordinario sulla riforma del processo penale, per abbreviarne i tempi. E' quello che aspettavamo da tempo, lunedì verrà approvato il disegno di legge delega in Cdm, e finalmente si parte con la riforma per abbreviare i tempi", il commento del ministro Alfonso Bonafede, al termine del vertice. "Italia Viva si prenderà le sue responsabilità. Respingo il fatto che ci siano state chiusure e rigidità", aggiunge, spiegando: "Non mi si dica che non c'è stato dialogo o coinvolgimento. Penso che ormai saremo all'ottavo vertice sulla giustizia...". Il rinvio della prescrizione, ovvero il cosiddetto Lodo Annibali al milleproroghe, "da parte mia non è mai stato preso in considerazione", spiega ancora il ministro.

Secondo Bonafede "stiamo parlando di una riforma che abbrevia i tempi del processo. In questi giorni ho ascoltato davvero di tutto con umiltà e attenzione, però credo che siamo tutti d'accordo sul fatto che i tempi del processo devono essere abbreviati. Considerando che la riforma della prescrizione avrà effetti, anche nella versione del lodo Conte bis, tra due-tre anni, abbiamo tutto il tempo di riformare il processo penale, finalmente. Perché anche gli italiani sono stufi di discussioni create ad arte per distrarre".

"Nel momento in cui si stabilisce che dopo il primo grado c'è l'interruzione, ma se sei assolto in secondo grado, dunque innocente, recuperi i tempi di prescrizione - sempre con la possibilità di svolgere il grado in Cassazione - credo - dice Bonafede - si sia raggiunto un punto di equilibrio importante".

"Queste due norme verranno approvate probabilmente lunedì in un Cdm straordinario, uno sarà il disegno di legge delega, l'altro, stiamo valutando, potrebbe essere un decreto legge", afferma ancora il ministro della Giustizia. Nello specifico, il ddl delega riguarderà, ovviamente, la riforma del processo penale, mentre un dl potrebbe introdurre il cosiddetto lodo Conte bis.

Renzi: "Non voglio fare cadere il governo"

"Assolutamente no: no, no, no": intervenendo a Circo Massimo su Radio Capital, il leader di Italia Viva Matteo Renzi assicura che non intende far cadere il governo, dopo non aver accettato la proposta di compromesso sulla prescrizione. E smentisce le ipotesi di stampa di un eventuale "appoggio esterno": significherebbe "far dimettere i nostri ministri, che poi sono tre. Noi non vogliamo lasciare - dice -. Poi se il presidente del Consiglio vuole che lasciamo ci mettiamo un quarto d'ora"

"Sulla giustizia però noi non ci stiamo. Se qualcun'altro per mantenere una poltrona è disponibile a diventare socio faccia pure, noi siamo un'altra roba. Io non ho problemi su questo, se lui (Conte) trova i voti nel mondo della destra, che gli vota sta roba, io sono contento per loro - prosegue Renzi -. Il Parlamento è sovrano. Secondo me non hanno la maggioranza. Poi se ce l'hanno evviva. La mia impressione è che abbiano fatto male i conti e che rischiano di fare un pasticcio".

"Io non mi sono sfilato, lo dico da sei mesi che su questa storia della giustizia non si può diventare populisti. Questo governo è nato per evitare il rischio Italexit accarezzato da Salvini, ma io - avverte l'ex premier - non posso diventare giustizialista".

"Leggo che il Ministro Alfonso Bonafede è stanco di Italia Viva. Se è così stanco troveremo nelle prossime settimane il modo per farlo riposare". La prescrizione scalda gli animi della maggioranza e su Twitter Ettore Rosato, parlamentare e presidente di Italia Viva, attacca il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

"Italia Viva si prenderà le sue responsabilità - aveva commentato in serata il ministro dopo il vertice di maggioranza sulla Giustizia -. Respingo il fatto che ci siano state chiusure e rigidità. Non mi si dica che non c'è stato dialogo o coinvolgimento. Penso che ormai saremo all'ottavo vertice sulla giustizia...".

Difficile in ogni caso che Italia Viva voglia far cadere il governo: accreditato di un 4-5 per cento dai sondaggi, il partito renziano non avrebbe alcun vantaggio dal tornare subito alle urne. E' probabile quindi che la riforma del processo penale, in un modo o nell'altro, magari con ulteriori modifiche, sarà approvata.

Prescrizione, Conte: "Varare una complessiva riforma del processo penale"

"Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte era e resta interessato a varare una complessiva riforma del processo penale in modo da accelerare i tempi della giustizia. Quanto al tema della prescrizione, non ha mai ritenuto che questo specifico profilo di disciplina fosse tale da oscurare il complessivo disegno riformatore". E' quanto si legge in una nota diramata al termine del vertice di maggioranza sulla riforma del processo penale.

"Ad ogni buon conto - si legge ancora - si è speso anche su questo tema della prescrizione per trovare un punto ancora più avanzato di mediazione rispetto al cosiddetto lodo Conte, pervenendo a formulare una nuova proposta efficace sul piano tecnico giuridico e utile a contemperare due distinti interessi, che vanno tenuti in bilanciato equilibrio: da una parte evitare la denegata giustizia che - come spesso è accaduto nella storia giudiziaria italiana - ha comportato che i processi si concludessero senza una sentenza di merito, di assoluzione o di condanna che sia; dall’altro l’interesse alla durata ragionevole del processo, costituzionalmente garantita".

"Se ho capito bene con l’interruzione della prescrizione al secondo grado di giudizio Bonafede ha rinunciato all’80% delle sue pretese. Con una buona riforma del processo penale le garanzie possono addirittura aumentare. Un successo per il Pd. IV dice di no. Forse per questo". Lo sottolinea su twitter Andrea Orlando (Pd).

Secondo molte voci critiche la riforma della prescrizione voluta dal M5s pone un falso problema (il 75% delle prescrizioni avviene ancora in fase di indagine, quindi la lunghezza del processo non c'entra). Inoltre molti dei reati più odiosi hanno già oggi tempi lunghi di prescrizione e bloccarli anche in caso di assoluzione sarebbe una follia.

E' invece importante, e su questo sono tutti d'accordo, contrastare lo stratagemma legale di allungare i tempi, confidando sull’inefficienza del sistema nella strategica e calcolata rincorsa alla prescrizione. Il tema è spinoso, e il fatto che i processi durino troppo in Italia è verissimo. Ma non è soltanto colpa della ricerca della prescrizione e dell'impunità, bensì anche se non soprattutto dell'inefficienza dei tribunali.

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