Governo Lega-M5s, è il lunedì del premier

L'accordo sui "temi" c'è, ma manca quello sul nome di chi andrà a Palazzo Chigi

Lega e M5s sono "pronte a riferire". La telefonata al Quirinale arriva domenica sera, dopo una lunga giornata di trattative segnata da un triplo vertice a Milano (l'ultimo continuato fino a tarda notte).

L'accordo sui "temi" c'è, ma manca quello più rilevante, sul nome di chi andrà a Palazzo Chigi. Salvini e Di Maio assicurano che faranno "un solo nome", nessuna rosa di candidati tra cui Mattarella potrà indicare il premier. 

Non c'è l'accordo sul premier

Un "tecnico", un "politico di alto profilo": le voci sono numerose, tutte non confermate e non confermabili, molte irrealistiche. Da Franco Frattini a Gulio Tremonti.

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La realtà è che se la Lega ha da giorni rinunciato all'idea che Matteo Salvini diventi presidente del Consiglio, stessa cosa non si può dire del Moviento 5 stelle. Anche ieri i pentastellati hanno rilanciato la candidatura di Luigi Di Maio.

Lunedì, in attesa che i leader salgano al Colle - la convocazione ufficiale non è ancora arrivata - con il nome del presidente del Consiglio, M5S e Lega torneranno a vedersi, questa volta a Roma, con l'obiettivo di limare gli ultimi capitoli.

Le difficoltà

Le difficoltà che M5s e Lega stanno incontrando sul piano della composizione del governo, più che su quello dei programmi, da ambienti leghisti le riassumono così: "Dobbiamo trovare una sessantina tra ministri, vice e sottosegretari. Poi ci sono i presidenti di Commissione... Servono almeno un centinaio di persone di un certo livello...". Tanto più, riconoscono gli stessi leghisti, dopo il richiamo di Mattarella sulle prerogative del Capo dello Stato. "Noi abbiamo difficoltà, visti i tanti parlamentari al primo incarico, ma i Cinque Stelle stanno ancora peggio". Il punto è che "noi ne siamo consapevoli, loro non tanto..."

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Ottimismo quindi, ma non troppo. A Salvini e di Di Maio non è bastata la seconda giornata di trattative per raggiungere un'intesa che faccia partire un governo. L'intesa sul "nome terzo" che dovrebbe guidare l'esecutivo blocca tutto. Forse solo per qualche ora ancora.

Totoministri

La lista dei ministri è strettamente collegata alla scelta del premier: quelli che sono quasi certi di guidare un dicastero sono i pentastellati Alfonso Bonafede (Giustizia), Vincenzo Spadafora (Rapporti con il Parlamento), Stefano Buffagni o Laura Castelli (Sviluppo economico), Giulia Grillo (Sanità) e i leghisti Armando Siri (anche lui per lo Sviluppo economico), Roberto Calderoli.

Martina: "Di Maio stia coi piedi per terra"

Di Maio e Salvini "dicano chiaramente, definitivamente se sono nelle condizioni di avanzare una proposta di governo plausibile o no, con tutta chiarezza, questo tira e molla ha stufato. L'Italia ha bisogno di essere governata: adesso è il tempo della chiarezza". Lo ha detto il reggente del Pd Maurizio Martina a Rtl 102.5.  "Di Maio dice 'scriviamo la storia'? Io gli dico, stai coi piedi per terra. La questione è semplice: sono nelle condizioni di offrire una proposta di governo? E su quali basi? Attenzione, perché è un niente a passare dalla propaganda alla....propaganda" aggiunge il reggente del Pd
 

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