Governo, Di Maio apre a Pd e Lega alla vigilia delle consultazioni del Quirinale

Governo di larghe intese con il Partito Democratico? Il capo politico del Movimento 5 stelle Luigi di Maio apre per la prima volta le porte ad una interlocuzione sui temi con i 'dem' (ma senza Renzi): "Proporremo un contratto di governo a Pd e Lega"

Il candidato premier Luigi Di Maio ha per la prima volta aperto la strada ad un governo di larghe intese con il Pd (ma senza Renzi) o con la Lega. Lo ha fatto capire il capo politico pentastellato conversando con i parlamentari 5stelle parlando di interlocuzione sui temi.

"Faremo ciò che abbiamo detto in campagna elettorale: proporremo un contratto di governo come si fa in Germania, si fa ciò che c'è scritto, quello che non c'è scritto non si fa". Così il capo politico del M5s Luigi Di Maio davanti all'assemblea dei parlamentari 5 stelle. Per Di Maio si tratta di avviare "una interlocuzione sui temi o con un Pd in cui Renzi non è più segretario o con la Lega". 

Commissione speciale: primo accordo tra Pd e M5s

Alla vigilia del primo giro di consultazioni al Quirinale il Partito democratico e il Movimento 5 stelle, dopo il grande freddo sulle nomine per l'ufficio di presidenza delle Camere, tornano a parlarsi e cercano un accordo per eleggere Francesco Boccia alla presidenza della commissione Speciale della Camera. Si tratta di una commissione di 'collegamento' tra vecchia e nuova legislatura, serve al nuovo parlamento per varare gli atti del governo nel periodo di transizione in cui le commissioni parlamentari non si sono ancora insediate. Di solito dura poche settimane, ma se la gestazione del governo si prolungasse, potrebbe restare in carica per mesi.

L'aula della Camera voterà martedì 10 aprile sulla commissione speciale che si occuperà del Def

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Entro la fine di questa settimana si terrà una nuova capigruppo per definire quali altri provvedimenti, oltre al Documento di economia e Finanza, saranno competenza della commissione speciale.

Cosa fa la commissione speciale

Mercoldì 4 aprile si insedia la commissione speciale al Senato, coi Cinque Stelle che rivendicano la presidenza. Alla Camera l'aula voterà l'istituzione martedì prossimo. Ma non dovrebbe essere un esponente del centrodestra a presiedere l'organismo.

Come riporta l'Agenzia Dire a Montecitorio un'intesa tra Pd e Movimento 5 Stelle potrebbe portare Francesco Boccia alla guida della commissione.

"La scorsa legislatura si era prestata attenzione alla prassi di eleggere presidente della commissione Speciale il presidente della commissione Bilancio uscente", spiega il capogruppo Pd, Graziano Delrio, citando il precedente del 2013, quando tocco' a Giancarlo Giorgetti della Lega. Delrio sottolinea di aver chiesto in conferenza dei capigruppo "che si consolidasse questa prassi. Adesso vediamo". Possibilista Riccardo Fraccaro, neo questore di Montecitorio e fedelissimo di Luigi Di Maio. "Io non conosco questa prassi pero' se noi ci prendiamo la commissione al Senato qui alla Camera potrebbe andare cosi'...", risponde alla domanda del cronista.

Fonti del Pd vicine al dossier confermano che la partita si gioca proprio su una possibile intesa con i pentastellati. "Stiamo cercando di ragionare con il M5s per arrivare alla conferma di Francesco Boccia", è il ragionamento illustrato alla Dire.

Peraltro, Boccia è un esponente della minoranza dem vicino a Michele Emiliano che dal 5 marzo continua a ribadire che il Partito deve abbandonare l'Aventino per facilitare la formazione di un governo 5 stelle. L'idea di lasciare le presidenze delle due commissioni parlamentari a M5s e Pd non convince il centrodestra. Decisioni non sono state prese, spiegano sia da Forza Italia che da Fdi, ma la sensazione è che al momento la volontà della coalizione uscita vincitrice dalle urne sia quella di mettersi di traverso.

Da registrare la posizione defilata della Lega che tace, proprio per aver beneficiato del precedente della scorsa legislatura con l'attuale capogruppo Giorgetti.

Da Forza Italia è Roberto Occhiuto a mettere dei paletti: "Non c'è una prassi consolidata, solo un precedente ma altre volte è andata diversamente". Si sfila il presidente dei deputati di Fdi, Fabio Rampelli: "Boccia? Si' e' una prassi parlamentare, ma il presidente va votato, quindi vedremo...".

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