Governo M5s-Pd, l'intesa viene "da lontano" e si punta al 2023: tutti i ministri

Oggi il premier incaricato Conte salirà al Quirinale per sciogliere la riserva e presentare la sua squadra che potrebbe giurare già nel pomeriggio. Si rivede D'Alema: "L'alleanza gialloverde era un ripiego, quella centrosinistra-pentastellati è naturale". Gallo (M5s, vicinissimo a Fico): "Stiamo vivendo una fase due del Movimento"

Ansa

Conte al Quirinale, con Mattarella sceglierà i nuovi ministri: la diretta

Dopo il sì della base M5s, la nascita del nuovo governo è questione di ore. Oggi il premier incaricato Giuseppe Conte salirà al Quirinale per sciogliere la riserva e presentare la sua squadra che potrebbe giurare già nel pomeriggio. La piattaforma Rousseau ha dato il via libera con una maggioranza schiacciante del 79 per cento. Pronta la squadra di governo, che dovrebbe vedere Luigi Di Maio agli Esteri e Roberto Gualtieri all'Economia. Dovrebbe invece spettare all'ex premier Paolo Gentiloni la casella di commissario europeo. Conte sta pensando di creare un ministero nuovo, quello dell'Innovazione, da affidare al M5s. Per il nuovo Viminale spoliticizzato circolano i nomi di Franco Gabrielli e Luciana Lamorgese. Ultimo scoglio è la scelta del sottosegretario alla presidenza, ruolo delicatissimo. Il premier potrebbe optare per un tecnico a lui vicino, Roberto Chieppa, già segretario generale a palazzo Chigi. 

Governo Pd-M5s, può durare fino al 2023?

L'intesa Ps-M5s secondo qualcuno "arriva da lontano". Uno stratega della 'seconda Repubblica' come Massimo D'Alema nota che "il M5s aveva individuato nell'alleanza col Pd lo sbocco naturale di quell'impasse" già dopo il voto del 4 marzo 2018. Luigi Gallo, M5s, vicinissimo a Fico, pare quasi sollevato dalla fine del governo gialloverde: "Stiamo vivendo una fase due del Movimento".

La sensazione è che questa maggioranza formatasi un po' per caso e un po' per ragioni di opportunità partitica dopo la crisi innescata da Salvini può seriamente pensare adesso di durare fino al 2023, per eleggere il prossimo presidente della Repubblica. Uno snodo fondamentale, la scelta del prossimo inquilino del Colle. Se si andasse al voto a breve né Pd né M5s probabilmente si ritroverebbero in questa medesima posizione di forza. E la composizione stessa del nuovo governo, senza vicepremier e con alcuni tecnici in ruoli chiave, sembra pensata apposta per avere un orizzonte abbastanza lontano. Il piano è evitare le quotidiane polemiche tra i due "vice Conte" che erano state la norma da giugno 2018 a luglio 2019.

Governo M5s-Pd, la possibile squadra dei ministri

Sarebbe in ascesa l'ipotesi di Dario Franceschini alla Difesa, sempre con Luigi Di Maio agli Esteri. Due ministeri di peso per le due personalità che saranno rispettivamente capodelegazione di Pd e del Movimento 5 Stelle. Inizialmente dato per certo nella squadra di governo, Andrea Orlando ha fatto un passo indietro. "La nostra richiesta di discontinuità implica la necessità di una forte innovazione anche nella nostra compagine". Resterà al partito come vicesegretario unico se, come sembra probabile, Paola De Micheli avrà un incarico di governo come titolare dello Sviluppo Economico (ma circola anche il 5 Stelle, Stefano Buffagni) o, secondo i rumors di giornate, delle Infrastrutture.

Casella però, quella delle Infrastrutture, ambita anche dal capogruppo M5S al Senato, Stefano Patuanelli che, in alternativa, potrebbe andare ai Rapporti con il Parlamento. "Ora che si è svolto il voto di Rousseau e con percentuali di quel tipo a favore del governo -osservano fonti parlamentari Pd- i 5 Stelle hanno un'arma in meno nella trattativa".

Si rafforzano intanto le voci su un tecnico al Viminale in 'discontinuità' con la gestione tutta politica del ministero da parte di Matteo Salvini. Anche per il Mef potrebbe esserci un tecnico di primissimo livello. I nomi circolati fin qui vanno da Daniele Franco a Salvatore Rossi, Dario Scannapieco. Ma non è detto che alla fine torni un politico a via XX Settembre. Il nome di Roberto Gualtieri continua a circolare molto in queste ore. E comunque su questi ultimi due punti - Viminale e Mef - avrà certamente un peso rilevante l'opionione del Colle.

Con l'ipotesi di Franceschini alla Difesa (alcuni danno ancora in sella Elisabetta Trenta, anche in ottica del rispetto delle quote rosa) scendono le chances di Lorenzo Guerini che finora veniva dato in pole. Di area strettamente renziana i nomi possibili per il governo sono quelli di Ettore Rosato, Teresa Bellanova e Anna Ascani. 

Totoministri nuovo governo Conte M5s-Pd: i "papabili"

Ecco i nomi dei possibili nuovi ministri del governo che oggi Giuseppe Conte porterà all'attenzione di Sergio Mattarella al Quirinale. Le trattative tra i due partiti sono ben avviate, si limano gli ultimi dettagli.

  • Economia: Roberto Gualtieri
  • Viminale: Lamorgese o Gabrielli
  • Farnesina: Luigi Di Maio
  • Difesa: Dario Franceschini
  • Infrastrutture: Stefano Patuanelli
  • Giustizia: Alfonso Bonafede
  • Istruzione: Nicola Morra 
  • Ambiente: Rossella Muroni
  • Mise: Paola De Micheli
  • Agricoltura: Anna Ascani
  • Lavoro: Giuseppe Provenzano
  • Sanità: Giulia Grillo

D'Alema: "Conte ha dimostrato notevoli capacità"

"Si è imboccata una strada che era naturale fin dall'inizio. Il primo segnale importante è stato dato votando insieme la presidente della Commissione europea". Lo dice Massimo D'Alema in un'intervista al Corriere della sera nella quale ricorda che all'indomani del voto del 4 marzo "il M5S, che aveva vinto le elezioni ma non era autosufficiente in Parlamento, aveva individuato nell'alleanza col Pd lo sbocco naturale di quell'impasse. Quella prospettiva si era arenata di fronte alla scelta sbagliata del Pd di chiamarsi fuori e di consentire, quindi, che si formasse una maggioranza parlamentare tra M5S e Lega. Quell'alleanza gialloverde era stata un ripiego; il ribaltone politico di cui molti parlano oggi, in realtà, era avvenuto allora. A causa della scelta del Pd, si è perso un anno e si è consentito che la destra diventasse molto più forte. Oggi le cose saranno forse più difficili e mi rendo conto che c'è voluto coraggio da parte del nuovo leader del Pd".

D'Alema osserva che "oltre il 50% degli operai e degli impiegati iscritti al sindacato votano per il M5S. Parliamo di un pezzo significativo del nostro mondo che, non trovandole nella sinistra, ha cercato nel M5S le risposte alle esigenze di giustizia sociale, di lotta alle diseguaglianze e ai privilegi. Mi spiega che cosa c'è di innaturale nel tentare di riannodare quel filo che, per colpa del centrosinistra, si era spezzato?". A suo avviso però "quello che si apre oggi è un processo politico difficile, che ha bisogno di una grande discontinuità non solo rispetto al primo governo Conte. Ma anche rispetto ai governi precedenti".

"Non sono tra quelli che si scandalizzano per il ricorso alla piattaforma Rousseau. Gli accordi politici vengono ratificati dagli organi di partito, il Pd ha la Direzione, il M5S la sua modalità". Quanto all'ipotesi di un'alleanza elettorale tra i due partiti l'ex premier dice: "Io lo spero... A questa destra deve rispondere un centrosinistra. Per questo andrei cauto nell'approvare di corsa una legge proporzionale; un maggioritario, che favorisca il ritorno al bipolarismo, servirebbe anche a chi, dall'altra parte, sogna il ritorno a un centrodestra moderato, europeo, lontano dal nazionalismo esasperato, dalla negazione della questione ambientale, da quella carica di violenza che accompagna ovunque la destra di oggi".

Infine un giudizio su Conte: ha dimostrato di avere notevoli capacità. L'abbiamo visto guidare il governo gialloverde con visibile difficoltà e imbarazzo. Oggi è diverso. Ho l'impressione che, nel perimetro dell'accordo Pd-M5S, anche culturalmente, Conte si trovi già più a suo agio perché è più vicino alle sue convinzioni, ai suoi valori. Tocca a lui dimostrare di sapere fare sintesi; innanzi tutto, promuovendo un governo che tenga insieme qualità e innovazione".

Gallo (M5s): "Inizia la fase 2 per il Movimento 5 stelle"

L'onorevole Luigi Gallo, grillino, 42 anni, alla guida della commissione cultura, considerato vicino al presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, non ha mai simpatizzato con la Lega. Anzi, ne è stato uno dei più noti avversari. In un'intervista a La Stampa parla del nuovo governo con il Pd: "Sono contento che in questa pazza crisi di agosto scatenata da Salvini, il M5S abbia dato una risposta di grande maturità riuscendo a individuare i giusti temi del programma. Stiamo vivendo una fase due del Movimento e con la partecipazione di tutti i parlamentari siamo stati in grado di garantire stabilità al Paese".

Iva, tasse, lavoro e migranti: il programma M5s-Pd in 26 punti 

Secondo Gallo ora "va rivisto il tema dell'immigrazione incentrato esclusivamente sugli sbarchi. E poi Conte ha già portato all'attenzione dell'accordo Pd-M5S punti di programma che non potranno essere stravolti dai dem. Tanto più che anche noi non puntiamo a una politica che parli solo di sbarchi". Sui temi economici e del welfare, prosegue l'esponente pentastellato: "Noi abbiamo fatto da apripista, da movimento d'avanguardia per il reddito di cittadinanza e sono fiducioso che anche l'elettorato Pd spinga a sostegno della misura che abbiamo attuato per combattere le diseguaglianze tra i cittadini".

Salvini: "Il governo delle poltrone dura poco"

"Il governo delle poltrone dura poco, non possono scappare dal voto per sempre. A testa alta, pronti a difendere gli Italiani e a tornare a vincere! Onore e dignità valgono più di 100 ministeri, mai col PD". Lo dice Matteo Salvini in una diretta su Facebook, commentando il via libera sulla piattaforma Rousseau al governo giallorosso. "Dicono di farsi schifo e poi fanno l'esecutivo - prosegue Salvini - onore e dignità valgono più di mille poltrone".

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