Governo M5s-Pd appeso al voto su Rousseau: perché l'esito è imprevedibile

Martedì 3 settembre si svolgerà la consultazione online su Rousseau per decidere se il M5s dirà sì all'alleanza politica con i dem: il quesito, a differenza di quanto preventivato da molti, non è affatto sfumato e c'è il riferimento diretto al Partito democratico

Una passata votazione sulla piattaforma Rousseau - Ansa

Nuovo governo, su Rousseau record di voti per decidere l'alleanza tra M5s e Pd

"Sei d’accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?": è a questa domanda che è appeso il nuovo eventuale esecutivo. Sul blog del Movimento 5 stelle è stato ufficialmente comunicato che nella giornata di martedì 3 settembre si svolgerà la consultazione online su Rousseau per decidere se il M5s dirà sì all'alleanza politica con i dem. Intanto le trattative, come vedremo, sono incagliate sullo scoglio dei vicepremier. Ma non sembrano esserci difficoltà insormontabili sulla strada della nascita del nuovo governo (Rousseau permettendo). La Lega, nel mentre, si lecca le ferite. E spera ancora che il voto online faccia crollare tutta l'impalcatura del governo giallorosso.

Voto Rousseau 3 settembre 2019: c'è il riferimento al Pd

Chi può votare su Rousseau per decidere le sorti del Conte bis? Potranno partecipare gli iscritti al M5s da almeno sei mesi, con documento certificato. Il programma di governo negoziato con il Partito democratico sarà consultabile online a partire dall’inizio del voto. "Come da nostri principi e valori fondanti l’ultima parola spetta agli iscritti del MoVimento 5 Stelle" si legge sul blog. La votazione si terrà dalle 9.00 alle 18.00.

C'è quindi il riferimento diretto e chiarissimo al Pd, i "nemici di sempre" del M5s. In molti sospettavano che si sarebbe trovato il modo di proporre un quesito più neutro. Invece con una domanda posta così, il risultato è imprevedibile. Circola ottimismo, in ogni caso. Dopo le elezioni europee l'80 per cento degli iscritti a Rousseau confermò Luigi Di Maio come capo politico del Movimento 5 stelle. Ora è facile scommettere che non si potranno raggiungere in ogni caso tali percentuali bulgare, ma i vertici pentastellati sono fiduciosi. Però è impossibile sapere quanto inciderà quel "insieme al Partito Democratico" che si legge nel quesito: votano solo coloro che sono iscritti su Rousseau da prima delle elezioni europee, quando i dem erano visti come l'esempio della "peggior politica possibile" in casa M5s.

Governo M5s-Pd: "Di Maio non è attaccato alle poltrone"

Le trattative tra M5S e Pd per la formazione di un nuovo governo, guidato dal premier uscente Giuseppe Conte, sono nella fase decisiva. Luigi Di Maio, capo politico dei pentastellati, non pare avere alcuna intenzione di abbandonare il posto da vicepremier e oggi ha convocato tutti i ministri M5s nel suo ufficio di Palazzo Chigi. La proposta del Pd per sbloccare l'empasse è giunta a destinazione: via tutti i vicepremier, nessun numero due a Palazzo Chigi. L'accordo, in tal caso, è da considerarsi fatto. Giuseppe Conte nel frattempo assicura che il programma del nuovo governo "non sarà più la somma dei punti dei 2 alleati, ma una sintesi precisa". 

"Di Maio non è attaccato alle poltrone e farà quello che serve per il bene del Paese. E' evidente però che un partito come il nostro che ha il 33% dei parlamentari dovrà avere la quota di maggioranza nel governo e Di Maio dovrà avere un ruolo importante" dice il deputato del M5s Manlio Di Stefano intervenuto a La Piazza, la kermesse di Ceglie Messapica, Brindisi.

Lega, i militanti ammettono errori di Salvini

"Onore e dignità non hanno prezzo: io con il Pd non mi sarei alleato nemmeno se mi avessero offerto la presidenza del mondo!". Così il leader della Lega Matteo Salvini alla Berghem Fest dove si dice orgoglioso "di aver smascherato il progetto Conte-Renzi teleguidato dall'Europa, sempre piú convinto e determinato: li sconfiggeremo, per il bene del nostro Paese".

Ma i simpatizzanti leghisti riuniti a Bergamo non negano più che il "capitano", così come Salvini è stato ribattezzato da alcuni sostenitori, ha commesso alcuni errori politici: ha staccato troppo tardi la spina al governo e ha scommesso sullo scioglimento delle camere. Ma restano compatti a sostegno di Salvini, e sotto il tendone della festa lo accolgono con il grido "Non mollare mai" e "Voto, voto, voto". Anche se diversi militanti riconoscono alcuni passi falsi. "Salvini doveva mollare prima, subito dopo le europee", dice Bruno, 76 anni, pensionato ed ex ferroviere di Cassano Magnago, "il paese di Bossi", leghista "fin dalla nascita". Ora rischiano di andare al governo "due partiti alla rovina, con il Pd che torna a palazzo di prepotenza" e Giuseppe Conte "è diventato l'avvocato della casta".

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