Crisi di governo, il giorno della verità: Conte sfida la Lega

Dopo 12 giorni di crisi "al buio", lo strappo tra Lega e Movimento 5 stelle arriva in Parlamento. Alle 15 l'intervento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Senato: gli scenari e gli ultimi sondaggi

Il governo andrà avanti? Conte si dimetterà? Le ultime notizie sulla crisi di governo disegnano un quadro decisamente liquido, ed è estremamente complesso delineare uno scenario oltre all'orizzonte degli eventi segnato dall'intervento che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà oggi davanti al Senato riunito per discutere del futuro del governo dopo la mozione di sfiducia presentata dalla Lega. 

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Crisi di governo perché?

Ricordiamo che la crisi di governo è scoppiata ben dodici giorni or sono, quando il leader della Lega Matteo Salvini, dopo aver incassato il sì definitivo al decreto di sicurezza bis, ha annunciato di voler concludere l'esperienza di governo in alleanza con il Movimento 5 stelle. I malesseri della convivenza legastellata sono esplosi in seguito ai contrasti sul tema delle grandi opere e in particolare dopo la votazione di una mozione M5s sulla Tav.

Prima del voto il ministro dei trasporti Danilo Toninelli aveva definito Salvini "un nano sulle spalle dei giganti". Il ministro dell'interno - dopo il voto compatto della Lega al 'no' alla cessazione delle attività relative alla Tav presentato dal M5s e il voto a favore di tutti gli emendamenti a favore, compreso quello del Pd - ha atteso di salire sul palco del suo beach tour a Sabaudia per affermare una frase sibillina: "Qualcosa si è rotto".

"Se mi rendo conto che le cose non si possono fare, come in un matrimonio, se si passa più tempo a litigare che ad andare d'accordo e a fare l'amore, è meglio che ci si guardi negli occhi e ci si lasci"

Così mentre gli uffici di Camera e Senato chiudevano per le ferie estive, la Lega ha formalizzato lo strappo depositando una mozione di sfiducia contro il premier Giuseppe Conte. La Lega puntava ad un divorzio rapido, ma il presidente del consiglio ha escluso di voler salire al Colle per depositare le proprie dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica, aprendo alla parlamentarizzazione della crisi di governo. I tempi si sono allungati allontanando l'ipotesi di elezioni anticipate man mano che si va a restringere la finestra per lo scioglimento delle Camere. La settimana di Ferragosto si è aperta così con il primo scontro in Senato sul tema della calendarizzazione della mozione di sfiducia mentre in seno ai gruppi parlamentari prendeva corpo l'ipotesi di un governo di scopo retto da una maggioranza trasversale di responsabili, per traghettare il Paese oltre le scadenze per la presentazione della Manovra di bilancio all'Unione Europea. 

In ballo ci sono le ben note clausole di sicurezza che - se non disinnescate con il reperimento di una dozzina di miliardi di euro - porterebbero ad un innalzamento delle aliquote iva

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Oggi si attende quindi la resa dei conti. Da una parte Matteo Salvini e la Lega che dopo lo strappo attendono di capire quali siano le possibilità di portare il paese alle elezioni anticipate. Dall'altra gli ormai ex alleati di governo che auspicano di portare avanti la legislatura secondo un programma che punti - almeno - al taglio dei parlamentari, visto che a settembre il calendario dei lavori della Camera prevede l'ultimo voto sul progetto di legge di riforma costituzionale. Come abbiamo visto, in caso di successo il ricorso alle urne slitterebbe - per vincoli costituzionali - almeno alla primavera del 2020. 

Si aprirebbe così lo spazio per una maggioranza alternativa, spazio in cui potrebbero confluire parte dei deputati del Pd che in barba alla direzione imposta dal segretario Nicola Zingaretti, darebbero seguito all'appello lanciato dall'ex premier e ora senatore Matteo Renzi

Intanto a destra si assiste allo scisma degli azzurri di Forza Italia: la corrente di Giovanni Toti ha ormai decretato lo strappo da Berlusconi che vede il partito fondato nel 1994 crollare nei sondaggi. 

Oggi si vedranno i numeri in Parlamento: se i parlamentari di Fratelli d'Italia hanno deciso di seguire l'invito di Giorgia Meloni in linea con una nuova alleanza sovranista con la Lega di Salvini, resta da capire quanti nel Movimento 5 stelle potranno non votare in linea con il partito. Parimenti Forza Italia potrebbe invece confluire con i senatori del gruppo misto verso una nuova maggioranza retta dal Pd e il Movimento 5 stelle: un Conte Bis sotto l'egida del Quirinale sulla linea di quanto già successo in seno al Parlamento Europeo

Una riunione del gruppo di Forza Italia al Senato è stata convocata per domani alle 13, a due ore dall'intervento del premier Conte: l'incontro servirà a decidere la strategia da tenere in aula e anche se presentare una eventuale risoluzione dopo le comunicazioni. La posizione azzurra resta comunque favorevole alla fine dell'esperienza giallo-verde. Parimenti Matteo Salvini riunirà i senatori della Lega alle ore 12 per indicare la linea politica.

Crisi di governo, le ultime notizie

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L'evoluzione della crisi di governo dipenderà dal contenuto delle comunicazioni di Giuseppe Conte. All'ordine del giorno della seduta del Senato non c'è la mozione di sfiducia leghista ma le "comunicazioni" del presidente del Consiglio, previste anche il giorno successivo alle 11.30 alla Camera. Il voto, dunque, dovrà essere su risoluzioni da presentare sul discorso di Conte, salvo che non sia lui stesso a chiedere la fiducia. Qualche indicazione potrebbe venire dalla conferenza dei capigruppo del Senato fissata per le 14.30.

Conte al Senato: segui la diretta

In questo contesto, a meno di sorprese, gli scenari sembrano sostanzialmente due.

  1. Conte potrebbe salire al Quirinale e rassegnare le dimissioni in seguito all'approvazione di una risoluzione di "sfiducia";
  2. Conte potrebbe rassegnare le dimissioni senza attendere la votazione, in modo da essere dimissionario ma non sfiduciato. A quel punto la crisi passerebbe direttamente nelle mani del presidente della Repubblica, che aprirebbe le consultazioni con le forze politiche.

Luigi Di Maio, intervenendo all'assemblea dei gruppi parlamentari del M5s ha ribadito - in qualità di capo politico del Movimento - il proprio appoggio al premier. "Vi chiedo di condividere - ha detto ai parlamentari pentastellati - la piena fiducia nel discorso che farà Giuseppe Conte. Giuseppe non merita di essere trattato come in questi giorni. E neanche di essere accusato di trame segrete. È un uomo che ha una rettitudine che non ho mai visto in nessuno". 

Tutti i punti di contatto tra Pd e Movimento 5 stelle

Battaglia a difesa dell'ambiente, taglio dei parlamentari e anche dei loro stipendi, evitare l'aumento dell'Iva. Sono i tre punti programmatici che Luigi Di Maio elenca all'assemblea dei gruppi M5s. I numeri dicono che in Parlamento sono i 5 stelle a fare la differenza: nessuna nuova maggioranza potrà nascere senza tener conto di quanto auspicato da Di Maio. 

Appuntamento dunque alle 15 per l'intervento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Senato. Il premier prenderà la parola in merito alla mozione di sfiducia presentata dalla Lega. C'è da scommettere che - come negli ultimi giorni - Conte si toglierà molti sassolini dalle scarpe. 

Crisi di governo, che cosa succederà

Cosa succederà poi? Secondo l'ultimo "barometro della crisi" delineato da YouTrend, lo scenario più probabile vede una nuova convergenza per continuare la legislatura, mentre si chiude la finestra per il voto anticipato. 

Restano infine i sondaggi: in caso di elezioni oggi secondo l'ultima rilevazione effettuata da Termometro politico nella settimana di Ferragosto risulta chiara la tripartizione del voto degli italiani. 

Salvini e Meloni potrebbero contare su ben il 43% dei consensi, cui aggiungere il 6% portato in dote da Forza Italia in una ipotetica alleanza di Centrodestra che sfiorerebbe quindi la maggioranza assoluta. 

Sondaggi, le rilevazioni di Termometro Politico

Lega 36,1%
PD 23,4%
Movimento 5 Stelle 18,2%
Fratelli d'Italia 7,1%
Forza Italia 6,0%
Più Europa 2,3%
La Sinistra 1,8%
I Verdi 1,8%
Partito Comunista di Rizzo 1,0%
Altro 2,3%

Rilevazione di Termometro Politico per Coffee Break, La7 - Campione rappresentativo dell'universo di riferimento per sesso, età, area geografica e condizione professionale 

Tutto nelle mani di Mattarella (ma già ci sono i nomi del nuovo governo)

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