Governo, l'avviso dem al M5s: "Non abbiamo paura delle elezioni"

Graziano Delrio (Pd): "Ricattare gli alleati non può essere un metodo". Luigi Di Maio: "Io non ho mai parlato di far cadere il governo". Le fibrillazioni nell'esecutivo non mancano e il premier Conte apre a un rinvio sul Mes. Sondaggi: boom di Fratelli d'Italia

Di Maio e Zingaretti (foto Ansa)

Le fibrillazioni nell'esecutivo non mancano. Se è arduo ipotizzare una crsi di governo a stretto giro di posta, è altresì vero che la solidità della maggioranza appare un lontano ricordo. Un conto è "ascoltare le sollecitazioni che arrivano dal primo partito", un altro è l'approccio usato da Luigi Di Maio: "Ricattare gli alleati non può essere un metodo". In un'intervista a Repubblica, il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio avverte il capo politico del M5s, che ancora ieri ha rivendicato il ruolo di 'ago della bilancia' sul Mes: "Non abbiamo paura delle elezioni".

Governo, Pd guarda oltre la manovra: "Serve un'anima per il governo"

Delrio ribadisce la convinzione di aver fatto la scelta giusta in estate dando vita al governo: "Avremmo potuto rafforzare il Pd correndo alle urne, invece abbiamo scelto il Paese e le famiglie italiane che altrimenti avrebbero pagato i 23 miliardi della tassa Salvini sull'Iva". Ora, dopo che arriverà l'ok alla finanziaria, "il nostro obiettivo è continuare a lavorare per sbloccare investimenti fermi da due anni, stimolare il lavoro per i giovani, mettere i soldi nelle tasche dei lavoratori dipendenti". Ma più che un nuovo "contratto" come chiesto da Di Maio, Delrio immagina "un patto sulla base di quello che abbiamo deciso ad agosto nel programma di governo e sui temi comuni che anche Beppe Grillo ricorda continuamente: un'agenda per l'ambiente, l'attenzione alla giustizia sociale, un nuovo sviluppo sostenibile". Insomma, "un'anima" per il governo, come dice Zingaretti, ma "se qualcuno pensa che non sia possibile farlo ce lo dica chiaramente: non intendiamo correre dietro a nessuno".

Sui temi caldi, il capogruppo Dem spiega: la maggioranza dovrà per forza presentare una risoluzione sul Mes, l'11 dicembre, "è l'unica strada". Il problema è che "non ho mai sentito spiegare da Di Maio dove il Mes va cambiato e perchè, solo avvertimenti e dichiarazioni di principio. Spero che Di Maio ne abbia parlato con Gualtieri che in questi giorni siede ai tavoli internazionli" dove "si discuteranno modifiche e correzioni". Ma in realtà l'opinione di Delrio è che il capo del M5s "sia caduto in una trappola populista preparata ad arte da Salvini".

Luigi Di Maio: "Nessuna crisi di governo in vista"

Luigi Di Maio, che dice di avere "piena sintonia" con il presidente del Consiglio, non intende far cadere il governo: il leader M5s lo dice a "Di martedì". "Io non ho mai parlato di far cadere il governo, ho detto semplicemente che questa cosa (il Mes, ndr) per noi che siamo la prima forza politica di maggioranza non va bene così. Credo che avere a cuore il futuro dell'Italia sia importante. Chi ha mai parlato di crisi di governo. Se non si può neanche più dire che su una cosa non siamo d'accordo perché rischia di fare del male agli italiani, allora ci stiamo zitti...".

Conte apre a un rinvio sul Mes

"No, non escludo un rinvio sul Mes". In un'intervista al Corriere della Sera rilasciata durante la sua visita a Londra, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte apre alla possibilità che l'Italia chieda un rinvio dell'approvazione della riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità. E ribadisce: "Io non ho firmato ancora nulla, tantomeno una cambiale in bianco. E sino a quando non si appone una firma ci sono sempre margini per migliorare un Trattato, non mi interessa se gli altri Paesi considerano chiuso l'accordo". Puntando sempre sulla logica di pacchetto: "Se tu mi porti un progetto sull'unione bancaria che all'Italia non piace, io non firmo il Mes, e non è un ricatto, questa è logica di pacchetto, mettere in discussione tutto. State sicuri che non ci faremo fregare".

Insomma, "non escludo" un rinvio, anche se "abbiamo già evitato tante insidie: io non ho abbracciato fideisticamente il Mes, però bisogna dire che esiste già". Nella trattativa "ci siamo battuti perchè la valutazione del debito non fosse automatica", e comunque "l'Italia ha un debito sostenibile e il Mes si attiva su base volontaria". Il premier chiede dunque di "evitare la fanfara propagandistica" sulla questione, che ha il solo effetto di far salire lo spread. Ma alla domanda se la riforma sia utile al Paese, Conte sfugge: "Abbiamo evitato dei peggioramenti, gli aiuti engono dati direttamente alle banche senza influenza sul debito".

In Parlamento "Di Maio dice che il M5s è l'ago della bilancia: è giusto, sottoscrivo. Io credo che la loro volontà sarà assolutamente rispettata", assicura Conte che però avverte: "Ma anche quella delle altre forze politiche. Per andare avanti serve l'accordo tra tutte le forze che sostengono il governo".

Elezioni regionali, gli ultimi sondaggi chiariscono il trend

Ultimo sondaggio: Fratelli d'Italia all'11 per cento

Secondo l'ultimo sondaggio Ixè per Cartabianca su Rai3 Fratelli d’Italia tocca il record: sarebbe all'11%. Cresce così il fronte sovranista, con la Lega che rimane prima forza politica al 31,2%, seppur perdendo lo 0,3%.

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