Trattativa M5s - Pd, governo giallorosso appeso a un filo: "Basta furbizie"

Venerdì sera un colloquio tra Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio avrebbe riportato sul tavolo veti che, in qualche modo, sembravano essere meno stringenti. Primo tra tutti la riproposizione di Giuseppe Conte per palazzo Chigi

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti in una foto Ansa

La trattativa per il nuovo governo continua, ma restano le distanze tra M5s e Pd e l'intesa è appesa un filo. Che le cose non vadano benissimo lo svela uno dei pontieri tra dem e 5 stelle, l'ex ministro Andrea Orlando che su twitter commenta la situazione con una frase sibillina: 

"L'altro ieri c'erano i 10 punti tassativi. Ieri alle 14 il taglio dei parlamentari. Alle 21 Conte o morte (questione non posta alle 14). Così è molto complicato"

Venerdì sera un colloquio tra Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio avrebbe riportato sul tavolo veti che, in qualche modo, sembravano essere meno stringenti. Primo tra tutti la riproposizione di Giuseppe Conte per palazzo Chigi. Ipotesi che il segretario Pd ha ribadito come non 'compatibile' con la nascita di un governo di svolta.

Il segretario dem e il leader 5 Stelle si sono visti in un appartamento privato dopo l'incontro che ha visto a Montecitorio riunirsi le delegazioni delle due forze politiche.

Durante il colloquio Di Maio ha messo sul tavolo della discussione il tema Conte bis: il premier dimissionario, infatti, è il nome da cui il M5S intende ripartire in vista di un eventuale, nuovo esecutivo. Era stato il garante pentastellato Beppe Grillo a elogiare pubblicamente il presidente del consiglio ponendolo tra "gli elevati" e invitando a non "scambiarlo" come se fosse una figurina.

La proposta del M5S di un Conte bis non avrebbe entusiasmato il segretario del Pd che - ribadiscono i dem - ha sottolineato la necessità che dalle consultazioni nasca un governo di svolta "per rimarcare una necessaria discontinuità".

La nota diffusa dal Pd al termine del colloquio tra Zingaretti e Di Maio si chiude tuttavia con quella che appare tutt'altro che una chiusura, e con la conferma che il confronto continuerà nelle prossime ore. L'area renziana infatti non sarebbe pregiudizialmente contraria al ritorno del premier uscente a palazzo Chigi.

E la Lega? In una intervista a La Stampa il ministro dell'Agricoltura Marco Centinaio ha ribadito l'auspicio del Carroccio a tornare al tavolo con il movimento 5 stelle "per fare un nuovo contratto".

"Penso ci siano ancora margini, anche perchè da parte dei dirigenti del M5s ci sono ancora segnali di apertura".

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