Crisi di governo, Salvini: "Taglio dei parlamentari poi al voto" ma tiene l'asse Pd-5s

Crisi posticipata al 20 agosto: in Senato passa la linea M5s-Pd. Il segretario della Lega Matteo Salvini ha preso la parola aprendo alla proposta del Movimento 5 stelle di anticipare il voto per il taglio dei parlamentari. Di Maio: "Dimezziamo anche gli stipendi". Il voto alla Camera il 22 agosto

Il segretario della Lega interviene in Senato durante la discussione sul calendario della crisi di governo

Bocciate le proposte di Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia di modifica del calendario del Senato: passa la linea portata avanti dal Movimento 5 stelle e Partito Democratico con Leu. Come deciso ieri a maggioranza dalla conferenza dei capigruppo il presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte sarà in aula al Senato il 20 agosto alle ore 15 per prendere parte alla discussione della mozione di sfiducia presentata dalla Lega.

Il giorno dopo il premier Conte sarà in Aula alla Camera il 21 agosto, Contestualmente la capigruppo della Camera ha anticipato al 22 l'esame della riforma costituzionale per l'ultima lettura del taglio dei parlamentari. Attenzione però: se si votasse la riforma sorgerebbero dubbi formali di natura costituzionale e procedurale: dopo l'approvazione bisogna infatti attendere 3 mesi per dare il tempo di proporre un eventuale referendum confermativo. Se davvero si sceglie di andare al voto solo dopo aver ottenuto il taglio dei parlamentari, non si può votare prima del 2020. Se si vota prima, saranno rieletti comunque 945 parlamentari, e solo dopo si concluderà l'iter del taglio.

Crisi di Governo, la diretta dal Senato 

"Ho sentito più volte Di Maio in questi giorni chiedere il taglio dei parlamentari. Prendo la palla al balzo: la Lega voterà per anticipare il taglio dei parlamentari, si chiude in bellezza con la promessa fatta agli italiani, e poi per dignità e onestà si va subito al voto". Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini prendendo la parola in Senato tra le proteste del Partito Democratico.

Applausi dei senatori della Lega e di parte del M5s alla proposta del vicepremier Matteo Salvini di votare il taglio del numero dei parlamentari, e poi votare. "Vedo che ora il Pd non applaude più e qualche abbronzatura si spegne", ha aggiunto Salvini.

Governo, che cosa succede

Una proposta che piace all'ex alleato Luigi Di Maio che su Facebook commenta: "La Lega ha ceduto sul taglio dei parlamentari. Settimana prossima tagliamo 345 parlamentari" rilanciando: "Tagliamo 345 parlamentari e contestualmente dimezziamo anche gli stipendi di deputati e senatori. In ufficio di presidenza della Camera abbiamo ancora la maggioranza, non serve neanche convocare le Camere. Bastano un paio d’ore e buona volontà".

++ articolo in aggiornamento ++

"Abbiamo accettato la sfida del taglio dei parlamentari. Mi aspetto coerenza da Di Maio - ha detto Matteo Salvini lasciando palazzo Madama - Se poi uno taglia e fa l'inciucio lo stesso con il Pd, lo spiegherà al Paese...". 

Se il leader della Lega Matteo Salvini apostrofa come "incubo" l'eventualità di un accordo tra gli ex alleati di governo e il più grande partito di opposizione nelle ultime ore ha preso corpo l'ipotesi di un governo istituzionale retto da una maggioranza di "responsabili".

Nel Partito Democratico si ragiona per un accordo con il Movimento 5 stelle che possa spostare la data delle elezioni molto al di là dell'orizzonte degli eventi.

"La riduzione del numero di parlamentari è terreno di incontro" aveva detto Matteo Renzi illustrando la sua proposta di governo di scopo spiegando che Matteo Salvini si trovi in minoranza: "Salvini si dimetta" spiega ancora l'ex premier auspicando un accordo tra Pd e M5s per una nuova maggioranza.

Se la segreteria di Zingaretti - fin da subito "cortesemente" votata alle elezioni anticipate - concedesse il proprio avallo alle spinte che in queste ore arrivano da tanti nomi di peso della galassia "dem" potrebbe davvero nascere in Parlamento una nuova maggioranza tale da evitare le elezioni.

Di Maio: "Votiamo il taglio dei parlamentari"

Intanto dal fronte pentastellato molti si sono detti favorevoli a un governo di legislatura. Il veto resterebbe quello di un dialogo con l'ex premier Matteo Renzi.  Il capo politico Luigi Di Maio solo ieri aveva esortato - come primo passo - a votare il taglio dei parlamentari calendarizzato a settembre, per poi rimettere nelle mani di Mattarella il compito di sondare la possibilità di una nuova maggioranza.

"Lo dico a tutti i parlamentari, in particolare a quelli dei partiti di opposizione: del domani non v'è certezza, votate con noi il taglio e passiamo alla storia insieme". 

numeri partiti senato-2

Elezioni anticipate, chi vincerebbe secondo gli ultimi sondaggi

Ma se si andasse ad elezioni anticipate oggi chi vincerebbe? Secondo gli ultimi sondaggi elaborati da Youtrend con le stesse coalizioni del 2018 la coalizione di centrodestra otterrebbe una maggioranza schiacciante sia alla Camera (con 416 seggi su 618) che al Senato (210 seggi su 309) con oltre i 2/3 dei seggi totali.

Il gruppo di opposizione più consistente sarebbe quello di centrosinistra (cioè del Partito Democratico, unico partito dell’area progressista con più del 3% dei voti) con 119 seggi alla Camera e 57 al Senato, mentre il Movimento 5 Stelle eleggerebbe solo 81 deputati e 40 senatori.

Un anno di governo Conte e tutte le misure a rischio "per crisi" 

"La costante - spiega a Today.it Lorenzo Pregliasco di Youtrend - è una netta prevalenza della Lega (sia in coalizione con il centrodestra sia da sola) nei collegi del Centro-Nord; così come risulta sempre in vantaggio il centrosinistra nei collegi a cavallo tra Firenze e Bologna, nonché in quelli più centrali delle grandi città.

Il Sud invece a rappresentare l’interrogativo maggiore al variare degli scenari. Un centrodestra unito, stando alle nostre stime, avrebbe l’opportunità di vincere (o meglio: stravincere) anche nella quasi totalità dei collegi meridionali. Il discorso cambia qualora della coalizione non dovesse far parte Forza Italia".

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